Regione Umbria - Assemblea legislativa


QUESTION TIME (3 E 4) – SGL CARBON: “CHIEDIAMO AL GOVERNO DI SAPERE SE IN QUESTO PAESE SI VUOLE CONTINUARE A MANTENERE COME STRATEGICA L'INDUSTRIA SIDERURGICA” - RIOMMI RISPONDE A STUFARA (PRC-FDS) E BUCONI (PSI)

(Acs) Perugia, 22 ottobre 2013 – L'assessore regionale Vincenzo Riommi ha risposto a due interrogazioni distinte, di Damiano Stufara (Prc-FdS) e di Massimo Buconi (Psi), sulla necessità di salvaguardare produzione e posti di lavoro della Sgl di Narni, dopo che la multinazionale ha annunciato la riduzione dei volumi produttivi e la chiusura di un forno. L'azienda è l'unica produttrice di elettrodi di grafite sul territorio italiano ed ha quindi un ruolo strategico  per la filiera dell'acciaio, ruolo che non potrebbe mantenere nel caso di dimezzamento della produzione e che, con l'inevitabile incremento dei costi, potrebbe portare alla chiusura per intervenuta anti-economicità dell'impresa.

Per Stufara - che conseguentemente chiede anche che la Giunta ottenga dal Governo il  riconoscimento urgente dello stato di “crisi industriale complessa” per l'intero il comprensorio industriale Ternano-Narnese - nella crisi della Sgl Carbon “sono riassunti tutti i fattori con cui da tempo sono costretti a confrontarsi i lavoratori e le istituzioni del nostro territorio: l’assenza di una politica nazionale in difesa dei settori strategici dell’economia, da cui deriva lo strisciante ridimensionamento della siderurgia e la conseguente riduzione della domanda dei prodotti dell’indotto, quali appunto gli elettrodi in grafite della Sgl Carbon; la subalternità del nostro Paese nei confronti delle economie del Nord Europa, dove il concentrasi delle poche multinazionali che governano globalmente i vari settori produttivi determina il parallelo accentramento delle produzioni, mettendo sempre più frequentemente i lavoratori dei vari paesi gli uni contro gli altri; l’incapacità di legare le attività produttive al territorio e di sanzionare le società responsabili delle dismissioni produttive ed industriali, ben testimoniata dal fatto che le istituzioni locali non sono state minimamente fatte partecipi delle decisioni assunte dai vertici della Sgl Carbon”.

Nell'aderire a quanto già esposto dal collega Stufara, Buconi ha sottolineato come “ormai lavoratori e imprenditori sono costretti a difendersi dalla finanza, che le multinazionali stanno perseguendo e praticando come obiettivo principale anche rispetto alla produzione, per cui un'azienda come quella di Narni, la cui produttività oggi è in attivo, viene minata da decisioni che non tengono conto di tale valore e tantomeno delle esigenze di lavoratori e istituzioni. Servirà anche – ha detto Buconi - un impegno comune delle istituzioni sul fronte dell'abbattimento dei costi energetici e per il Piano sull'utilizzo di energia sostenibile”.

L'assessore Riommi ha condiviso le preoccupazioni e le considerazioni dei consiglieri: “Con la produzione a 6mila tonnellate e l'aumento dei costi la Sgl diverrà diseconomica – ha detto – e il problema non è solo di Narni o della sola Conca ternana. Gli elettrodi di grafite che finora sono stati prodotti esclusivamente a Narni servono per i forni, quindi sono connessi alla produzione Ast, e il problema diventa quello di sapere se in questo Paese si vuole continuare a mantenere come strategica l'industria siderurgica. Perciò quello che chiediamo come Regione Umbria è un tavolo di confronto nazionale sul futuro e la competitività di un grande apparato produttivo. Noi mettiamo sul tavolo la riduzione dei costi energetici, il Governo deve prendere in carico la Sgl dentro la grande partita dell'industria nazionale. Non c'è altro modo di risolvere questioni come questa e come quella che riguarda la Merloni, di cui abbiamo in Aula gli operai rimasti senza lavoro ed ai quali va la nostra solidarietà (in Aula era presente una delegazione di lavoratori della ex-Merloni sulla cui vertenza l'Assemblea ha poi approvato un odg unitario ndr)”.

Nelle repliche conclusive, Buconi ha dichiarato “convinta adesione alla posizione della Giunta regionale”, e Stufara ha insistito sul riconoscimento dello stato di crisi industriale complessa, segnalando che ci sarebbero già “avvoltoi pronti per i progetti di riconversione in centrali a biomasse”. PG/


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