Regione Umbria - Assemblea legislativa


CAVE: “AUMENTATA CAPACITÀ TECNICA DI LAVORAZIONE ED ESTRAZIONE, MA CALO SOSTANZIALE DELLA PRODUZIONE” - IN SECONDA COMMISSIONE LA RELAZIONE DELLA GIUNTA PER IL 2012

In sintesi

Illustrata in Seconda Commissione la relazione informativa sull'attività di cava, predisposta come ogni anno dalla Giunta regionale. I numeri e i dati relativi al 2012 indicano, per il settore, un forte contraccolpo dovuto alla crisi dell'edilizia (costruzioni e infrastrutture). Si è sostanzialmente verificata una sotto-produzione fuori da ogni previsione. Tra le conseguenze di ciò, oltre ai minori introiti per Regione, Province e Comuni, derivanti dagli oneri estrattivi, anche l'abbassamento dei livelli occupazionali. I Comuni con maggior numero di attività autorizzate sono, per la provincia di Perugia: Nocera Umbra (7), Bastia Umbra e Perugia (5), Foligno, Spoleto e Todi (4); per la provincia di Terni: Narni (7), Castel Viscardo (4).

(Acs) Perugia, 17 ottobre 2013 – Il settore estrattivo registra una forte contrazione della produzione e quindi del fatturato. Nel 2012 si è verificata una sottoproduzione fuori da ogni previsione. Tra le conseguenze di ciò, legate alla forte crisi dell'edilizia in genere (costruzioni e infrastrutture) anche l'abbassamento dei livelli occupazionali. È quanto emerge dalla relazione informativa sull'attività di cava predisposta dalla Giunta regionale, per l'anno 2012, illustrata ieri in Seconda Commissione dai tecnici dell'assessorato, Michele Cenci e Andrea Monsignori.

Rispetto ai periodi 2005/2006, quello estrattivo sarebbe dunque il settore che oggi risente maggiormente della crisi. E questo si evince anche dagli introiti ricevuti da Regione (50 per cento), Comuni (33 per cento), Province (17 per cento), attraverso il pagamento dei canoni derivanti dallo sfruttamento di cave: mentre nel 2006 nelle casse della Regione veniva versato circa 1,5 milioni di euro, nel 2012 la cifra è scesa a 850mila euro. E su questo importo anche la previsione per il 2013.

Nel sottolineare come sia aumentata la capacità tecnica degli operatori in fatto di lavorazione ed estrazione del materiale, i due tecnici hanno rimarcato come il settore abbia tutt'ora un forte peso nell'economia e quindi nel pil umbro. Gli imprenditori del settore, visto il minore volume del fatturato, starebbero dando vita ad azioni utili alla razionalizzazione del processo produttivo, anche attraverso internalizzazioni. Ci sono ditte, hanno spiegato i due tecnici dell'assessorato regionale, che al fine di ridurre le spese, tendono a produrre in proprio anche materiali a minor valore necessari al processo produttivo.

Alfredo De Sio (Fd'I) ha definito “cifra insignificante” quella derivante dai canoni “rispetto al business che riesce a creare il settore. Sarebbe auspicabile – ha aggiunto – una rivisitazione delle tariffe che non porterebbe comunque all'uscita dal mercato degli operatori. È chiaro che nuove concessioni dovranno essere valutate anche e soprattutto alla luce del mercato attuale”.
Per Orfeo Goracci (Comunista umbro), quello estrattivo “è un settore importante e delicato. Nella relazione annuale sarebbe necessario inserire anche i dati relativi al riambientamento, perché l'elemento più importante rimane quello dell'impatto sul paesaggio e quindi sul territorio. Oltre a ciò, insieme alle cave è importante sapere i numeri relativi alle miniere. Avere cioè un'analisi approfondita sulle produzioni ed estrazioni relative ai cementifici”.
Secondo Manlio Mariotti (Pd) è auspicabile “trovare il giusto equilibrio tra libertà di fare impresa e l'apertura di nuovi siti estrattivi, soprattutto alla luce della grave crisi che sta vivendo un settore programmato qualche anno fa all'interno di un contesto oggettivamente diverso e straordinario. È necessario un monitoraggio costante soprattutto basato sul recupero delle aree”.
Gianfranco Chiacchieroni (Pd) ha voluto sottolineare come la ricostruzione post sisma del 1997 abbia “drogato l'uso dei prelievi”. Ma per il presidente della Commissione “il processo di governo su questo settore sta comunque ben funzionando”.

SCHEDA RIASSUNTIVA:
Il numero di autorizzazioni di cava vigenti al 31 dicembre 2012 è di 95 (67 nella provincia di Perugia – 28 in quella di Terni) di cui, comunque, in esercizio ne risultano 70, le restanti autorizzazioni si riferiscono a siti in fase di recupero ambientale, quindi chiusi, o attività sospese per diverse motivazioni.
I Comuni con maggior numero di attività autorizzate sono, per la provincia di Perugia: Nocera Umbra (7), Bastia Umbra e Perugia (5), Foligno, Spoleto e Todi (4); per la provincia di Terni: Narni (7), Castel Viscardo (4).
Per quanto riguarda la produzione, dai 5milioni di metri cubi registrata nelle annualità 2000-2001 si è passati ai 6,4 milioni di metri cubi nel 2005. Da qui, fino al 2007 la produzione si è stabilizzata su questo livello, per poi subire una contrazione del 30 per cento attestandosi, nel 2010 in circa 4,5 milioni di metri cubi. Valori che nel 2011 hanno subito un calo del 3-4 per cento, mentre nel 2012 il forte calo si è attestato in un ulteriore 20 per cento.
Il settore più colpito è il basalto (-73 per cento), seguito dai calcari (- 45 per cento), argille (- 43 per cento), ghiaie e sabbie (- 30 per cento). AS/


Source URL: http://consiglio.regione.umbria.it/informazione/notizie/comunicati/cave-aumentata-capacita-tecnica-di-lavorazione-ed-estrazione-ma

List of links present in page