TRIBUNALI: "ANCHE L'UMBRIA ADERISCA AL REFERENDUM CONTRO UNA RIFORMA SBAGLIATA NEI CONTENUTI E NELLE MODALITÀ DI ATTUAZIONE" – NOTA DI DOTTORINI (IDV)
Il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv) auspica che l'Umbria aderisca alla mobilitazione referendaria avviatasi contro una riforma dei tribunali “che complica invece di semplificare, allunga i tempi invece che accorciarli". Dottorini sottolinea che “nove Regioni lo hanno già fatto” e che “un referendum abrogativo sarebbe un importate segnale per un Governo sordo”.
(Acs) Perugia, 16 ottobre 2013 - "La riforma della geografia giudiziaria sta ottenendo l'effetto contrario rispetto ai propositi enunciati: invece di semplificare, complica, piuttosto che accorciare i tempi della giustizia, li prolunga in maniera indefinita, ingolfando l'intero sistema giudiziario, con risvolti economici tutt'altro che confortanti”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in Consiglio regionale, propone che “anche la Regione Umbria aderisca al referendum abrogativo contro la riforma della geografia giudiziaria al fianco di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Campania, Liguria e Piemonte”.
Dottorini, che nella nota fa riferimento alla sua carica di “presidente di Umbria migliore”, ritiene dunque che “anche l'Umbria, a seguito dell'importante mozione approvata nelle scorse settimane dal Consiglio regionale, debba unirsi alle altre nove Regioni d'Italia che hanno già aderito al referendum promosso dal Consiglio regionale dell’Abruzzo contro il taglio dei tribunali e la chiusura della sedi distaccate".
"Regioni di diversa collocazione sia geografica che politica stanno aderendo alla proposta di referendum abrogativo – osserva il consigliere regionale - e si fa sempre più urgente che anche l'Umbria dia il proprio sostegno, se non altro per inviare un segnale inequivocabile a un governo che sordo e insensibile alle problematiche dei territori. La chiusura delle sedi distaccate dei tribunali e il loro trasferimento a Balanzano si sta evidenziando purtroppo come un vero e proprio fallimento, con problematiche che non si risolveranno certo in tempi brevi. Malgrado le timide aperture manifestate dal Governo - conclude Dottorini - non sono ancora arrivati segnali confortanti e il mondo giudiziario umbro sta subendo gli effetti negativi di questa riforma. Crediamo che l'adesione al referendum, unito a un'azione tesa ad attivare quanto previsto dall'articolo 8 del decreto legislativo 155, possa prospettare un futuro meno cupo e far sentire in maniera concreta la volontà che ha l'Umbria di stare al fianco dei cittadini e degli operatori della Giustizia". RED/mp