AMIANTO: “BENEFICI PREVIDENZIALI PER ESPOSIZIONE: SI VERIFICHI CON IL MINISTERO DEL LAVORO POSSIBILITÀ INSERIMENTO SITO TERNANO” - MOZIONE DI DE SIO (FD'I)
Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fratelli d'Italia) ha presentato una mozione in merito ai benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto. Il suo auspicio è che l'Aula possa impegnare la Giunta regionale ad attivarsi presso il ministero del Lavoro per avere un'ampia e circostanziata interpretazione autentica dell’atto di indirizzo emesso nel 2001 al fine di ricomprendere con certezza anche per il sito di Terni, come previsto per l'impianto produttivo Ilva Laminati Piani con sede a Torino, gli strumenti previsti nell’atto di indirizzo, dando certezza agli interessati per l’applicazione dei benefici di legge”. De Sio evidenzia come, “il sito di Terni possiede un’area a caldo tra le più grandi in Europa, dove l’amianto è usato soprattutto come coibente e/o isolante termico nelle aree a caldo e in quelle a freddo come avviene nell'impianto produttivo Ilva Laminati Piani con sede a Torino”.
(Acs) Perugia, 8 ottobre 2013 – “In merito ai benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto, la Giunta regionale si attivi nei confronti del Ministero del Lavoro affinché sia tempestivamente fornita un'ampia e circostanziata interpretazione autentica dell’atto di indirizzo emesso nel 2001 al fine di ricomprendere con certezza anche per il sito di Terni gli strumenti previsti nell’atto di indirizzo, dando certezza agli interessati per l’applicazione dei benefici di legge”. Così il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fd'I) in una mozione sulla quale sarà chiamato ad esprimersi il Consiglio regionale.
Nel suo atto di indirizzo, l'esponente del centrodestra ricorda che i benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto hanno la loro fonte normativa originaria nella legge '257/1992' e che, ai fini della certificazione dei periodi di esposizione, l’Inail provvede all’accertamento attraverso consulenze tecniche di accertamento rischi e prevenzione regionali. “Con riferimento ad alcune specifiche realtà aziendali – spiega De Sio -, negli anni 2000/2001 il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ha emesso atti di indirizzo nei quali sono contenuti gli elementi utili alla certificazione dell’esposizione all’amianto adottando successivamente altre determinazioni, che hanno riguardato principalmente l’industria delle costruzioni ferroviarie, le acciaierie, le centrali termoelettriche, i cantieri navali. Queste linee-guida – è scritto nella mozione – sono redatte sulla base dell’esame della documentazione prodotta dall’Inail a livello locale e dalla documentazione inviata al Ministero dalle rappresentanze sindacali aziendali, nonché dalle conclusioni dell’Inail relativamente alla situazione espositiva all’amianto nelle aziende interessate dall’atto e nelle altre aziende dello stesso comparto produttivo o di altri comparti produttivi con caratteristiche analoghe”.
De Sio ricorda poi che nell’elenco dei siti produttivi interessati all’applicazione della legge “247/2007”, viene ricompreso l’impianto produttivo Ilva Laminati Piani con sede a Torino dell’Azienda 'Acciai Speciali Terni', “mentre il sito di Terni avrebbe solo analoghe caratteristiche produttive con Torino. Tale dizione – evidenzia l'esponente di Fd'I - è assolutamente riduttiva in quanto il sito di Terni, partendo dalla materia prima per giungere al rotolo finito, possiede un’area a caldo tra le più grandi in Europa, dove avviene la fabbricazione e la trasformazione di acciaio da forni fusori e laminazione e dove perciò l’amianto è usato soprattutto come coibente e/o isolante termico nelle aree a caldo e in quelle a freddo come Torino”. De Sio non manca di ricordare come “l’elenco fornito da ASL delle bonifiche amianto fatte dopo il 1992 negli stabilimenti di Terni dell’AST consta di addirittura 61 interventi solo fino al 2010 dei quali molti sono ancora in corso. Tale distinzione, risultante da queste disposizioni, ha di fatto prodotto un orientamento omissivo da parte dell’Inail assolutamente inaccettabile includendo i lavoratori di Torino e tendente ad escludere quelli di Terni. Molti – sottolinea De Sio nella sua mozione - sono stati gli atti ispettivi nel passato presentati in Parlamento da varie forze politiche, tendenti al riconoscimento di tutti i siti aventi le caratteristiche previste dalla originaria legge, includendo perciò anche il sito di Terni. Ma a seguito di ricorsi da varie parti presentati che hanno impugnato il decreto ministeriale e l’atto INAIL, per i profili per i quali circoscrivevano l’ambito di operatività delle norme di cui all’art. 1, commi 20, 21 e 22 della legge '247/07' a soli quindici siti, Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto e annullato il decreto del Ministero del Lavoro e della previdenza sociale e del Ministero dell’Economia e finanze (12 marzo 2008) e l’atto INAIL (19 maggio 2008)”. De Sio lega quindi la sua mozione “al perdurare di un mancato e completo pronunciamento che corregga l’interpretazione non corretta applicando invece in modo estensivo ed includente il dispositivo con particolare riferimento alle aree a caldo e quindi anche agli stabilimenti di Terni”. RED/as