Regione Umbria - Assemblea legislativa


PERUGIA 2019: “CHIARIRE EVENTUALI CONSEGUENZE NEGATIVE DELLA NON REGOLAMENTARE CANDIDATURA CONGIUNTA DI PERUGIA – ASSISI A CAPITALE DELLA CULTURA” - UNA INTERROGAZIONE DI ROSI (PDL)

In sintesi

Il consigliere regionale Maria Rosi (Pdl) ha presentato una interrogazione a risposta immediata (question time) per chiedere alla Giunta di Palazzo Donini chiarimenti circa le eventuali conseguenze negative per l'immagine della Regione derivanti dalla candidatura congiunta, a capitale europea della cultura, in difformità dal relativo regolamento, delle due città di Perugia e di Assisi, con la conseguente modifica del logo da “Perugiassisi 2019” a “Perugia 2019 con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria”.

(Acs) Perugia, 25 settembre 2013 – La Giunta regionale spieghi “come è stato possibile portare avanti per così tanto tempo il progetto di una candidatura congiunta delle due città di Perugia e di Assisi nell'ambito del progetto 'capitale europea della cultura', in difformità con le disposizioni regolamentari che ne disciplinano la procedura. Se la Fondazione così come costituita può svolgere il proprio ruolo in presenza di una modifica sostanziale della propria mission, che va ben al di là di un mero cambiamento di ragione sociale. Se, in presenza di simili errori, i contributi assegnati alla Fondazione sono comunque stati impiegati per il raggiungimento degli scopi per cui essa è stata istituita”. Lo chiede, in una interrogazione a risposta immediata (question time) il consigliere regionale Maria Rosi (Pdl), facendo riferimento alle possibili “conseguenze negative per l'immagine della Regione derivanti dalla candidatura congiunta a capitale europea della cultura delle due città di Perugia e di Assisi. Una scelta non consentita dal regolamento e che ha causato la conseguente modifica del logo da 'Perugiassisi 2019' a 'Perugia 2019 con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria'”.

Il consigliere di opposizione spiega che “per l'anno 2019 le città di Perugia e di Assisi, con il sostegno della Regione Umbria, hanno presentato la candidatura congiunta a 'Capitale europea della cultura 2019', un titolo estremamente ambito cui concorrono ben 19 città italiane di notevole fascino e prestigio quali, solo per citarne alcune, Bergamo, Venezia, Urbino, Ravenna, Matera e Palermo. La nomina a Capitale europea della cultura può portare enormi vantaggi a una città in termini culturali, sociali ed economici sia durante l'anno della manifestazione che in quelli successivi. Alcune città nominate 'capitali europee' negli anni passati hanno stimato che ogni euro investito nella manifestazione può generare da 8 a 10 euro e quindi la manifestazione può contribuire notevolmente alla crescita e all'occupazione”. “I requisiti necessari per ottenere il titolo – evidenzia Rosi - sono molto rigorosi, sia dal punto di vista artistico che da quello culturale, e il successo della manifestazione dipende dalla qualità del programma definito sulla base dei criteri fissati per la manifestazione, dall'impegno delle autorità pubbliche, in particolare in termini di finanziamento e dalla partecipazione degli interlocutori sociali ed economici della città. È fondamentale preparare con cura il progetto in base agli obiettivi e ai criteri della manifestazione ed avere le idee molto chiare su quanto si vuole realizzare: la candidatura infatti deve presentare una visione chiara e coerente dell'anno in questione e una semplice sommatoria di eventi o di progetti eterogenei non può costituire il programma di una Capitale europea della cultura”.

Maria Rosi ricostruisce che nel dicembre 2011 è stata costituita “la Fondazione di partecipazione Perugiassisi 2019 (formata dalla Regione Umbria e dai Comuni di Perugia e di Assisi, ma aperta, in qualità di partecipanti, a tutti i soggetti che ne condividono le finalità ed intendono contribuire) per realizzare tutte le attività necessarie e conseguenti alla candidatura a 'Capitale europea della cultura 2019' delle due città di Perugia e di Assisi. La Fondazione è dotata di personalità giuridica, autonomia patrimoniale e contabile, con un’ampia autonomia gestionale e una considerevole autodeterminazione nel raggiungimento degli scopi statutari. La Fondazione Perugiassisi 2019 ad oggi risulta quindi articolata in una struttura complessa, la cui gestione comporta notevoli finanziamenti da parte della Regione, pari a 310mila euro per gli anni 2011-2013, senza contare gli altri contributi derivanti da altri soggetti a vario titolo coinvolti”. “Alcuni mesi fa – rimarca Rosi - alcune fonti di stampa hanno sollevato dubbi sulla possibilità che le due città potessero candidarsi congiuntamente alla designazione di capitale europea della cultura. E, a conferma di ciò, lo scorso 3 luglio, presso l’Aeroporto di San Francesco, si è tenuta la presentazione pubblica del nuovo logo della candidatura a capitale europea non più 'Perugiassisi 2019' bensì 'Perugia 2019 con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria' per essere, a detta degli enti fondatori e della stessa Fondazione Perugiassisi 2019, più aderente a quanto previsto dalle normative europee”.

Rosi conclude rilevando che “a questo punto è difficile condividere l'opinione del sindaco di Perugia il quale ha detto pubblicamente che si tratta di un 'mero cambio di marchio e di ragione sociale e non cambia il senso del progetto'. Inoltre sono state impiegate consistenti risorse finanziarie e organizzative per perseguire un progetto che si basava su presupposti errati e in difformità con le disposizioni regolamentari che ne disciplinano la procedura. Molte città concorrenti per le loro caratteristiche e per il lavoro svolto finora, seguendo le giuste procedure, possono seriamente compromettere il raggiungimento di questo obiettivo, particolarmente importante per l'intera nostra regione”. MP/


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