CONSIGLIO REGIONALE (5) – ADISU: APPROVATA MOZIONE PER RISOLVERE I PROBLEMI RIGUARDANTI IL DIRITTO ALLO STUDIO - IN AULA LA RELAZIONE SUL CONSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI
Il Consiglio regionale ha approvato una mozione, presentata dal presidente della Terza Commissione Massimo Buconi, che impegna la Giunta ad intraprendere tutte le azioni necessarie a risolvere le problematiche relative al diritto allo studio nella nostra regione, evidenziate dalla Relazione Adisu 2011, che lo stesso Buconi ha illustrato in Aula: più sicurezza per gli studenti attraverso maggiori controlli; cambiare le modalità di determinazione della tassa sul diritto allo studio, evitando inutili passaggi burocratici; attivare un tavolo nazionale Conferenza Stato-Regioni per facilitare il recupero delle borse di studio non concesse a studenti non comunitari; individuare una certificazione di residenza ad hoc per gli studenti universitari e, infine, risolvere il problema della non coincidenza dell'anno accademico (novembre-luglio) con l'anno finanziario (gennaio-dicembre), che ostacola l'attivazione dei servizi.
(Acs) Perugia, 23 settembre 2013 – L'Aula di Palazzo Cesaroni ha preso atto della relazione relativa all'anno 2011 sul conseguimento degli obiettivi programmatici e sullo stato qualitativo, quantitativo ed economico dei servizi erogati dall'Adisu (Agenzia per il diritto allo studio universitario), presentata in Aula dal presidente della terza Commissione, Massimo Buconi, ed ha quindi approvato all'unanimità una mozione presentata dallo stesso Buconi (in qualità di capogruppo socialista, ndr), per impegnare la Giunta ad intraprendere tutte le azioni necessarie ad evitare le problematiche emerse dalla relazione, ovvero: più sicurezza per gli studenti attraverso maggiori controlli; cambiare le modalità di determinazione della tassa sul diritto allo studio, evitando inutili passaggi burocratici; attivare un tavolo nazionale Conferenza Stato-Regioni per facilitare il recupero delle borse di studio non concesse a studenti non comunitari; individuare una certificazione di residenza ad hoc per gli studenti universitari e, infine, risolvere il problema della non coincidenza dell'anno accademico (novembre-luglio) con l'anno finanziario (gennaio-dicembre), che ostacola l'attivazione dei servizi.
LA RELAZIONE
“L'anno 2011 – ha detto Buconi -, pur permanendo le criticità che hanno caratterizzato l'anno precedente, determinate dai tagli dei fondi statali destinati al settore, è stato comunque un anno importante per la realizzazione delle previsioni di legge. Si è dato infatti avvio ad una consistente azione di semplificazione dell'ordinamento dell'Adisu e delle procedure amministrative e di promozione dell'innovazione tecnologica finalizzato a migliorare e qualificare il servizio agli utenti ma anche il lavoro di coloro che operano all'interno del sistema amministrativo dell'Agenzia medesima. E' iniziato quel percorso di cui si è data anticipazione nella precedente programmazione che, a partire dalla semplificazione e digitalizzazione della procedura di gestione dei benefici e servizi per il diritto allo studio assegnati annualmente con il bando di concorso, porterà ad un cambiamento complessivo dell'amministrazione finalizzato a rendere la sua azione più efficiente, rapida ed economica e alla costruzione di un modello gestionale improntato ad una modalità costante e continua di risposta alle esigenze degli studenti.
Ridurre il numero, il costo e la durata degli adempimenti burocratici in carico agli studenti è, e dovrà diventare sempre più, terreno di impegno dell'Amministrazione. L'Agenzia ha lavorato nel 2011 tenendo a riferimento le indicazioni del Programma Attuativo anni 2011 e 2012, che ha delineato in maniera chiara e puntuale gli obiettivi prioritari da realizzare, il quadro delle risorse finanziarie da impegnare nel periodo di riferimento e i criteri di riparto dei finanziamenti nell'ambito dei diversi ambiti di spesa, con particolare attenzione alla spesa riferita agli interventi e servizi assegnati annualmente con il bando di concorso annuale. Si è data altresì prosecuzione al lavoro, già avviato nel corso del 2010, per la riorganizzazione della struttura dell'Agenzia, conseguente la realizzazione dell'autonomia e la correlata implementazione di nuove competenze, che ha costituito anch'essa uno degli aspetti cardine del suddetto percorso, in considerazione dell'esigenza di creare le condizioni organizzative più idonee al perseguimento delle finalità istituzionali di produzione ed erogazione di servizi a favore degli studenti universitari.
Per quanto riguarda gli specifici interventi settoriali che la legge classifica in 'servizi e interventi non rivolti alla generalità degli studenti' e in 'servizi e interventi destinati a tutti gli studenti universitari', nel corso del 2011 si è operato continuando a garantire il mantenimento degli attuali livelli di erogazione dei servizi esistenti e la prosecuzione/completamento degli interventi e dei progetti attivati. Relativamente ai servizi e interventi realizzati a sostegno del diritto allo studio universitario non rivolti alla generalità degli studenti erogati e attribuiti per concorso (borse di studio, prestiti d'onore, servizi abitativi, contributi per la mobilità internazionale), con il bando 2011/2012, così come già avvenuto con il bando 2010/2011, non si è riusciti ad erogare le borse di studio al 100 per cento degli studenti aventi diritto per merito e condizione patrimoniale. Nel 2011 a causa dei consistenti tagli realizzati dal Governo centrale alla principale fonte di finanziamento delle borse di studio, ovvero il fondo integrativo, ridotto ulteriormente a euro 2 milioni 847mila 548,69 rispetto al 2010 (euro 3.559.435,85), la percentuale di finanziamento a sostegno degli idonei è stata del 45,98 per cento”.
“Si vuole ribadire ancora una volta – ha sottolineato Buconi - che i tagli decisi, oltre a non garantire l' effettività di diritti costituzionali, colpiscono un settore strategico che dovrebbe essere invece sempre più sostenuto, e rischiano di far perdere competitività al sistema universitario umbro e italiano in un momento in cui la competizione risulta sempre più accesa a livello internazionale. Tutto questo, assieme a una serie di altre problematiche (sicurezza, non competitività dell'Ateneo umbro ed altre) hanno inciso in maniera negativa sul sistema universitario della nostra regione che ha visto in questi ultimi anni calare inesorabilmente il numero di studenti con un danno non solo per gli atenei ma anche per tutto il territorio. E' quindi importantissimo intervenire nel settore dei servizi, qualificarli ed aumentare quantitativamente quelli offerti ad oggi. Elemento centrale per lo sviluppo delle politiche per il diritto allo studio e terreno di lavoro prioritario è stato quello di proseguire le attività per la realizzazione degli interventi edilizi progettati e finalizzati, da un lato, ad elevare la qualità dell'offerta residenziale gestita, dall'altro ad aumentare l'offerta da un punto di vista quantitativa. Le attività per la realizzazione degli interventi edilizi di manutenzione ordinaria e straordinaria e per la costruzione di nuove residenze universitarie, che hanno trovato autonomo e diverso spazio nella programmazione e nei finanziamenti regionali e nazionali, sono infatti regolarmente proseguite in sintonia con le previsioni. La legge '338' e la legge regionale '6/2006' hanno contribuito in maniera incisiva alla realizzazione di importanti interventi, ma anche all'attivazione di tutta una nuova progettualità che si è sviluppata, e si sta ancor più consolidando, attraverso azioni coordinate tra le diverse istituzioni locali e nazionali che, a diverso titolo, si occupano di diritto allo studio universitario: Regione e Adisu, ma anche Comune di Perugia e Università degli studi, Governo centrale”. PG/