Regione Umbria - Assemblea legislativa


FONDAZIONE BURRI: “AVVIARE UN NUOVO CORSO, REGOLE CERTE E TRASPARENZA SULLE DECISIONI DELLA FONDAZIONE” - DOTTORINI (IDV) “NECESSARIO EVITARE OGNI CONFLITTO D'INTERESSE SULLE SCELTE”

In sintesi

Il capogruppo regionale dell'Idv, Oliviero Dottorini, intervenendo sulla Fondazione Burri, che proprio in questi giorni avrebbe dovuto rinnovare il proprio consiglio direttivo, auspica che la stessa si doti di regole chiare e trasparenti, che rendano possibili il controllo e la consultazione degli atti adottati dalla stessa fondazione a tutti i cittadini. Nel sottolineare la necessità di “evitare tutti i tipi di conflitto d'interesse su scelte di bilancio, lavori e appalti, su personale e incarichi, sui rapporti con il mercato dell'arte internazionale, Dottorini ricorda che la Fondazione Burri gestisce un patrimonio di inestimabile valore che potrebbe rappresentare uno degli elementi di traino per lo sviluppo economico dell'intero Altotevere, diventando uno dei punti di riferimento per la filiera turismo–ambiente–cultura dell'intera regione.

(Acs) Perugia, 16 settembre 2013 - “La Fondazione Burri deve dotarsi di regole chiare e trasparenti, che rendano possibili il controllo e la consultazione degli atti adottati dalla stessa fondazione a tutti i cittadini. Il lascito che il maestro Burri fece alla città, attraverso la creazione della fondazione a suo nome e il trasferimento dell'immenso e incalcolabile patrimonio artistico, fu un atto di generosità enorme che non può essere amministrato da una cerchia ristretta di soliti noti”. Così il capogruppo regionale dell'Idv,(“e  presidente di Umbria migliore”) Oliviero Dottorini per il quale “la Fondazione, come primo atto di questo nuovo quadriennio, dovrebbe dotarsi di un regolamento e di una governance, in particolare per le decisioni che dovrà prendere il comitato di gestione, che evitino tutti i tipi di conflitti d'interesse sulle scelte di bilancio, sui lavori da svolgere e gli appalti, sulla gestione del personale e gli incarichi temporanei, sui rapporti con il mercato dell'arte internazionale”.

Evidenziando come in questi giorni la Fondazione Burri “avrebbe dovuto rinnovare il proprio consiglio direttivo”, Dottorini ritiene “è chiaro a tutti che i soggetti che prendono le decisioni non possono essere loro stessi oggetto della decisione. Per questo – spiega - occorre che la Fondazione si doti di un regolamento interno serio e trasparente e renda pubbliche le decisioni assunte, in particolare quelle del comitato di gestione di solito gestito da soli tre membri scelti dall’assemblea e che, se non reso trasparente, potrebbe avere margini di discrezionalità elevati con decisioni che potrebbero mettere anche in seria difficoltà la Fondazione stessa. Il mondo dell'arte – rimarca il capogruppo Idv - ha delle regole ferree: la qualità di ciò che si propone governa e tutela il lavoro svolto dall'artista. Questo Burri lo sapeva e per evitare che singole persone potessero usare la fondazione per scopi personali aveva vietato la possibilità di effettuare mostre di altri artisti o di utilizzare gli spazi museali per promuovere altro”.

“La Fondazione Burri – aggiunge Dottorini - gestisce un patrimonio di inestimabile valore che potrebbe rappresentare uno degli elementi di traino per lo sviluppo economico dell'intero Altotevere, diventando uno dei punti di riferimento per la filiera turismo–ambiente–cultura dell'intera regione. Tutto questo, però, deve essere supportato da un quadro di trasparenza e regole certe, oltre che da amministratori seri, competenti, lungimiranti e privi di conflitti d’interessi. Il rischio, altrimenti – conclude -, è che si ottenga l'effetto opposto, facendo emergere sacche di discrezionalità che metterebbero a rischio la credibilità dell'intero lavoro svolto nel corso degli anni”. RED/as
 


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