PRIMA COMMISSIONE: ISTITUZIONE DI UNA “SESSIONE COMUNITARIA” E RINVIO DELLA PRESENTAZIONE DEI TESTI UNICI – PRESENTATI LA PROPOSTA DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA E IL DISEGNO DI LEGGE DELLA GIUNTA
La Prima commissione di Palazzo Cesaroni, presieduta da Oliviero Dottorini, ha affrontato oggi la proposta di legge dell'Ufficio di presidenza sulle politiche comunitarie e il disegno di legge della Giunta sulla modifica dei termini per l'elaborazione dei testi unici in materia di agricoltura, sanità e governo del territorio. Alla odierna presentazione degli atti seguirà la discussione e votazione dei testi, prevista per la sessione del 12 settembre, in coda all'audizione sulla riforma dei consorzi di bonifica.
(Acs) Perugia, 5 settembre 2013 – Durante i lavori odierni della Prima commissione sono stati illustrati una proposta e un disegno di legge relativi alla partecipazione della Regione Umbria alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea e al rinvio delle date di predisposizione e presentazione, da parte dell'Esecutivo regionale, dei testi unici su agricoltura, sanità e governo del territorio.
POLITICHE COMUNITARIE. La proposta di legge “Disposizioni sulla partecipazione della Regione Umbria alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea. Disciplina dell'attività internazionale della Regione” è stata presentata dai componenti dell'Ufficio di presidenza di Palazzo Cesaroni e mira a “ridisciplinare le procedure che regolano il concorso della Regione alla formazione del diritto europeo e alla sua attuazione, in uno scenario caratterizzato da un accresciuto ruolo del Comitato delle Regioni e da nuovi poteri di intervento dei Parlamenti regionali nel processo decisionale europeo, nonché dall'esigenza di una più tempestiva attuazione degli obblighi europei. Un nuovo quadro generale per la partecipazione del Parlamento, del Governo, delle Regioni e degli altri attori istituzionali è stato definito dall'entrata in vigore della legge “234/2012”, che disciplina la formazione della posizione italiana nella fase di predisposizione degli atti e delle politiche dell'Unione europea e dell'adempimento degli obblighi discendenti dall'ordinamento europeo”.
La nuova legge punta inoltre ad “assicurare un salto di qualità strutturale sotto il profilo del rafforzamento dell'azione regionale nelle sedi decisionali europee, dell'adeguamento dell'ordinamento regionale agli obblighi europei e della realizzazione di un efficace raccordo tra Giunta regionale e Consiglio regionale e tra questi e gli altri attori istituzionali, le parti sociali e quelle economiche”. Una “legge di procedura” che dovrebbe assicurare un più efficace coinvolgimento dell'Assemblea legislativa nei rapporti con l'Unione europea. Viene previsto “il rafforzamento del collegamento tra Consiglio regionale e Giunta regionale nella formazione della normativa europea, nell'ottica del riequilibrio dei rispettivi rapporti, operato mediante la previsione di ulteriori obblighi di informazione e trasmissione in capo all'esecutivo e dell'obbligo normativo del governo regionale stesso, di tenere conto degli indirizzi consiliari nei negoziati a livello europeo. Viene anche prevista una puntuale informazione al Consiglio regionale sulle proposte di designazione di rappresentanti regionali in organismi europei e internazionali, formulate dal presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale per le nomine di rispettiva competenza”.
Si crea “una continuità nella partecipazione della Regione alla fase ascendente e a quella discendente, prevedendo strumenti di raccordo tra Giunta e Consiglio per consentire l'espressione di una posizione unitaria della Regione Umbria. Risponde a questo obiettivo la ricerca di un'intesa nella formulazione di osservazioni sui progetti di atti normativi dell'Unione europea e sugli atti preordinati alla formulazione degli stessi, la previsione di una sessione europea del Consiglio regionale, dedicata all'esame del programma legislativo annuale della Commissione europea, del disegno di legge regionale europea e della relazione sullo stato di conformità dell'ordinamento regionale a quello dell'Unione europea, alcuni obblighi informativi a carico dell'esecutivo, sin dalla fase di negoziazione di un progetto legislativo europeo e sui lavori per la predisposizione delle sue misure di recepimento e attuazione, l'approvazione in Consiglio regionale di tutti i programmi operativi regionali cofinanziati dall'Unione europea”.
Infine viene istituita una clausola valutativa “in virtù della quale dopo tre anni dall'entrata in vigore della legge la Giunta regionale e la Commissione consiliare competente in materie europee presentano al Consiglio regionale una relazione sull'attuazione della legge e delle procedure da essa previste, riferendo in particolare circa la partecipazione della Regione alla formazione degli atti dell'Unione europea e l'attuazione del sistema informativo sulle politiche comunitarie”.
SEMPLIFICAZIONE E TESTI UNICI. L'assessore regionale Fabio Paparelli ha illustrato ai commissari il disegno di legge della Giunta di Palazzo Donini che sposta i termini per l'elaborazione e la presentazione in Aula dei testi unici in materia di agricoltura, sanità e governo del territorio. Paparelli ha spiegato che lo slittamenti dei termini inizialmente previsti dalla legge sulla semplificazione si è reso necessario per “i processi di riforma in corso ed in particolare per quanto attiene l'agriturismo e la diversificazione delle attività agricole”, “il complessivo processo di riordino istituzionale in atto, determinato dall'attuazione della legge regionale '18/2012' sull'ordinamento del servizio sanitario regionale" e per le osservazioni, le richieste di partecipazione pervenute e l'ampliamento delle materie correlate al testo unico sul governo del territorio”. A proposito dello slittamento dei tempi previsti, Massimo Monni (Pdl) ha ipotizzato la “mancata attuazione, entro la fine della legislatura, della legge sulla semplificazione: una grave sconfitta politica per la maggioranza”. Oliviero Dottorini (Idv) ha invece chiesto di modificare il disegno di legge stabilendo anche per l'agricoltura un periodo di 6 mesi (tra l'inizio dell'elaborazione del testo unico e la sua presentazione) e non di 9, in modo da garantire al Consiglio regionale la possibilità di intervenire sulla materia prima dello stop imposto dall'avvio della procedura che di fatto blocca temporaneamente la potestà legislativa dell'Assemblea.
CALENDARIO DEI LAVORI. I due atti verranno votati nella prossima seduta della Commissione, nella sessione che seguirà l'audizione sulla riforma dei Consorzi di bonifica fissata per giovedì 12 settembre. MP/