Regione Umbria - Assemblea legislativa


PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2014-2020: “FONDI UMBRI A RISCHIO CON I TAGLI DEI COFINANZIAMENTI DEL GOVERNO. NO ALL'AGENZIA DI COESIONE TERRITORIALE” - PER LIGNANI (FD'I): “INQUIETANTE SILENZIO DI PD E PDL”

In sintesi

Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) critica le decisioni del governo Letta “che – afferma - taglierà quasi per intero le quote di cofinanziamento, determinando di fatto un abbattimento dei fondi disponibili” ed ha costituito, con l'Agenzia di coesione territoriale, “un'inutile carrozzone che sottrarrà risorse alle regioni”. Per Lignani sarebbe meglio costituire una task force di tecnici delle Regioni, e trova “inquietanti il silenzio o le blande proteste delle forze di governo nazionale e locale”.

 

(Acs) Perugia, 29 agosto 2013 – “Con un altro Governo le forze di maggioranza regionale, i sindacati della triplice e molte rappresentanze di categoria avrebbero protestato a voce alta in piazza e sugli organi di informazione. Invece il drastico ridimensionamento dei fondi di coesione per il prossimo settennato, determinato da scelte del governo Letta e confermato in Commissione nella giornata di ieri, sta passando quasi sotto silenzio”. Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) critica così il taglio delle quote di finanziamento governativo e l'istituzione dell'Agenzia di coesione territoriale.


 

A nessuno sfugge – ricorda Lignani - l'importanza dei fondi di coesione in questa contingenza storica, fondi che potrebbero rappresentare un ammortizzatore sociale decisivo in un contesto di vacche magre per quanto concerne i trasferimenti statali. Nel passato l'Umbria ha effettivamente intercettato in gran parte detti fondi, ma li ha sostanzialmente spesi male, considerato che i parametri macroeconomici hanno avuto nel settennato un trend negativo”.


 

La notizia – secondo il consigliere di centrodestra - sta però nel fatto che il Governo taglierà quasi per intero le quote di cofinanziamento, determinando di fatto un abbattimento dei fondi disponibili. A questo aggiungiamo la nascita di un'inutile carrozzone quale l'Agenzia di coesione territoriale che, oltre ad assumere 120 tecnici che graveranno proprio sulla gestione dei fondi, non rappresenta solo la tomba del tanto decantato federalismo ma è di fatto un ingombrante socio delle Regioni cui sottrarrà risorse, centralizzandole. Inoltre l'Europa ha imposto un riequilibrio tra fondo sociale e fondo di sviluppo che determinerà uno spostamento delle risorse residue da progetti per imprese a politiche attive del lavoro e formazione, che non hanno certo brillato per concretezza di risultati. Sarebbe di gran lunga meglio - prosegue - costituire una semplice task force di tecnici provenienti dalle Regioni che, dallo studio e dalla valutazione dell'impiego di risorse del passato settennato, indirizzasse la progettualità regionale verso bandi utili e trasparenti”.


 

Ma quello che inquieta – afferma in conclusione Lignani - è il silenzio assordante di PD e PDL, che invece dovrebbero premere sul Governo centrale da loro sostenuto e con i loro esponenti nei centri di responsabilità, per rivedere una norma del cosiddetto 'Decreto del Fare' che sostanzialmente taglia le gambe alla possibilità dell'Umbria di agganciare ripresa e parametri socioeconomici più vicini a quelli delle Regioni del Nord, piuttosto che a quelle del Mezzogiorno”. RED/pg


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