Regione Umbria - Assemblea legislativa


PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2014-2010: “L'AGENZIA PER LA COESIONE TERRITORIALE È UNA INVASIONE DELLO STATO NELLE COMPETENZE DELLE REGIONI” - L'ASSESSORE RIOMMI IN PRIMA COMMISSIONE SUL QUADRO STRATEGICO REGIONALE

In sintesi

Iniziato in prima Commissione il confronto sul documento dell'Esecutivo regionale che traccia i contenuti e le linee di indirizzo della programmazione dei fondi comunitari 2014-2020. Sul Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale) e sul Fse (Fondo sociale europeo), vengono previste due condizioni di concentrazione: sul Fesr sarà indirizzato l'80 per cento delle risorse verso 4 obiettivi tematici: ricerca, sviluppo economico, innovazione; agenda digitale; competitività dei sistemi produttivi (Pmi); energia sostenibile (efficienza energetica rinnovabile). Nel Fse è previsto un analogo criterio di concentrazione per cui l'80 per cento delle risorse va riservato a 4 priorità di investimento, però da scegliere direttamente a livello regionale. Critiche alla proposta del Governo di istituire “L'Agenzia per la coesione territoriale”.

 

(Acs) Perugia, 28 agosto 2013 –  “L'Agenzia per la coesione territoriale  è una  invasione dello Stato nelle competenze in capo alle Regioni circa l'utilizzo delle risorse comunitarie. In questo modo lo Stato cerca di realizzare ciò che, a livello sociale, non riesce a fare con il proprio bilancio. E questo rappresenta un problema politico. Se fotografiamo l'Italia, l'efficienza del 70 per cento delle Regioni è superiore a quella dell'apparato dello Stato. E contro questa strategia di riportare tutto al centro dell'attività del Governo centrale auspico un preciso segnale dall'intero Consiglio regionale”. Così l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi nel corso della seduta odierna della Prima Commissione consiliare in cui si è discusso il documento predisposto dall'Esecutivo di Palazzo Donini su 'Programmazione comunitaria – verso il quadro strategico regionale 2014-2020'. È stato lo stesso presidente dell'organismo consiliare, Oliviero Dottorini a chiedere chiarimenti, all'apertura dei lavori, rispetto alla “presa di posizione” della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, di concerto con il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani su alcune funzioni attribuite dal Consiglio dei ministri alla nuova Agenzia per la coesione territoriale che mira a rafforzare l'azione programmatica, di coordinamento, sorveglianza e sostegno delle politiche di coesione.  Critico su questa scelta governativa si è dichiarato anche Renato Locchi (Pd), evidenziando come siano “più accentuate le difficoltà palesate dalla Stato centrale rispetto a quanto riescono a fare le Regioni e, soprattutto, gli Enti locali”.

Entrando nello specifico del Documento, dopo che l'assessore Riommi ha tenuto a ribadire come esso sia propedeutico all'approvazione del quadro strategico regionale e che, ad oggi, ci sono stati numerosi incontri partecipativi con tutti i soggetti interessati, è stato il dirigente dell'assessorato  allo Sviluppo economico, Luigi Rossetti a spiegare nel dettaglio come la programmazione comunitaria 2014-2010 preveda “una riduzione a livello nazionale delle risorse, soprattutto legata alla riduzione del cofinanziamento statale che sarà collocato al minimo rispetto a quanto richiesto dalla Commissione Europea. Nelle passate programmazioni l'apporto complessivo del cofinanziamento nazionale per i fondi strutturali – ha ribadito - era di gran lunga superiore ai valori minimi. Il livello complessivo dei fondi strutturali, nel contesto nazionale, è stimato in circa 28 miliardi di euro. Cambiano leggermente le composizioni relative alla quota comunitaria, che vede una penalizzazione per le Regioni dell'Obiettivo convergenza (meno 1milardo 700 milioni: Sicilia, Calabria, Puglia e Campania); perderanno circa 300 milioni di euro le Regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna); al contrario, le Regioni più sviluppate, nelle quali è ricompresa anche l'Umbria, avranno una dotazione aggiuntiva di 2 miliardi di euro. Sostanzialmente, questo significherebbe che la dotazione finanziaria prevista per l'Umbria, per i prossimi sei anni, dovrebbe essere, per il finanziamento comunitario, più o meno uguale al passato”. 

Di fatto, la nuova programmazione comunitaria è principalmente orientata al risultato, per questo sono state messe in campo, allo scopo, azioni preliminari e questo significa prevedere una maggiore concentrazione delle risorse. Sul Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale) e sul Fse (Fondo sociale europeo), vengono previste due condizioni di concentrazione: sul Fesr, utilizzato sostanzialmente per aiuto alle imprese, infrastrutture, ambiente, beni culturali) c'è una concentrazione che riguarda l'80 per cento delle risorse verso 4 obiettivi tematici: ricerca, sviluppo economico, innovazione; agenda digitale; competitività dei sistemi produttivi (Pmi); energia sostenibile (efficienza energetica rinnovabile).  Nel Fondo sociale europeo è previsto un analogo criterio di concentrazione per cui l'80 per cento delle risorse va riservato a 4 priorità di investimento, però da scegliere direttamente a livello regionale.

Ad inizio seduta, Locchi ha chiesto all'assessore Riommi “elementi di delucidazione” circa il pacchetto di interventi per 600 milioni di euro messo in atto dalla Giunta quali misure di contrasto alla crisi. Riommi ha risposto che si tratta di interventi rapidi mirati ad intervenire concretamente verso alcune criticità quali l'accesso al credito, il supporto agli investimenti in innovazione e verso la rigidità del mercato del lavoro, situazioni che, in sostanza “potrebbero essere attenuate attraverso una idonea selezione di interventi".
Riommi ha spiegato dunque che, con queste risorse, la Regione intende mettere in circolo risorse importantissime nella fase di passaggio tra la nuova e la vecchia programmazione comunitaria, prevedendo interventi differenziati e non sovrapponibili rispetto alla missione propria dei fondi strutturali nella nuova programmazione”.

Una attenzione particolare verrà riservata al settore delle costruzioni mirando alla conclusione di procedure di appalto e all'avvio di lavori che mobiliteranno risorse per circa 320 milioni di euro che comprendono una vasta gamma di interventi.
D'accordo sulla volontà di far ripartire l'economia e l'occupazione si è dichiarato Massimo Monni (PdL) che ha invitato la Giunta regionale a “sburocratizzare al massimo ogni procedura per facilitare l'accesso ai bandi a tutti i soggetti interessati, a partire dai piccoli artigiani. È necessario – ha rimarcato – stare più vicino agli imprenditori e alle imprese e meno alle forze sindacali e alle associazioni di categoria”.

La discussione sul Documento di programmazione comunitaria 2014-2020 proseguirà nella riunione della prossima settimana dove, come ha sottolineato il presidente Dottorini, verranno predisposte le risoluzioni che accompagneranno l'atto alla discussione dell'Aula. "Sarà importante - ha spiegato Dottorini - che, al di là delle valutazioni sui contenuti del documento strategico, il Consiglio regionale sappia anche dare un segnale forte sull'inopportunità del disegno statale in merito all'Agenzia di coesione territoriale. Non si avverte davvero il bisogno di un'ulteriore struttura centralizzata che, oltre a rappresentare l'ennesima sovrapposizione di competenze, non è detto garantirebbe un utilizzo dei fondi europei effettivamente mirato ad obiettivi strutturali". AS/


Source URL: http://consiglio.regione.umbria.it/informazione/notizie/comunicati/programmazione-comunitaria-2014-2010-lagenzia-la-coesione

List of links present in page