Regione Umbria - Assemblea legislativa


FISCO: “LA RIMODULAZIONE DELLE ADDIZIONALI IRPEF REGIONALI DOVRÀ RISPETTARE CRITERI DI REALE PROGRESSIVITÀ ED EQUITÀ FISCALE” - NOTA DI BUCONI (PSI) “MASSIMA ATTENZIONE ALLE FASCE DEBOLI E AL CETO MEDIO”

In sintesi

Secondo il capogruppo regionale del Psi, Massimo Buconi, la rimodulazione delle addizionali Irpef regionali dovrà rispettare criteri di “reale progressività ed equità fiscale”. Per Buconi occorre evitare che un principio “apparentemente più equo”, come quello della tassazione per scaglioni di reddito progressivi, cui defalcare la quota fissata per l'esenzione totale, produca in realtà l'effetto di “far pagare chi oggi è esentato, o aumentare il carico fiscale del ceto medio e dei lavoratori dipendenti, già ampiamente tartassati”.

(Acs) Perugia, 25 luglio 2013 - “La rimodulazione delle addizionali Irpef regionali dovrà rispettare criteri di reale progressività ed equità fiscale. Per evitare che un principio apparentemente più equo, come quello della tassazione per scaglioni di reddito progressivi - cui defalcare la quota fissata per l'esenzione totale - produca in realtà l'effetto di far pagare chi oggi è esentato, o aumentare il carico fiscale del ceto medio e dei lavoratori dipendenti, già ampiamente tartassati”. Così il capogruppo regionale del Psi Massimo Buconi che interviene sul dibattito suscitato dalle disposizioni nazionali, che a partire dal 2014 stabiliscono nuovi criteri di rimodulazione dell'addizionale regionale.

Buconi spiega che il “principio della tassazione progressiva per scaglioni risponde ad un criterio di giustizia, ma applicandolo nella fattispecie concreta della nostra regione potrebbe produrre, se non sufficientemente meditato, un effetto opposto: far pagare chi magari oggi è esente, o far pagare i 'soliti noti', e cioè il ceto medio e i lavoratori dipendenti. Oggi – continua - l'applicazione dell'addizionale prevede una fascia di esenzione fino a 15mila euro e un'aliquota dell'1,43 per cento (1,23 fissata dallo Stato, 0,20 l'addizionale regionale ndr) per tutti gli altri contribuenti. Il passaggio al sistema per scaglioni, cui va obbligatoriamente tolta la quota assegnata alla fascia esentata, potrebbe produrre alcuni effetti negativi. In primo luogo, pur spalmando adeguatamente gli scaglioni e le relative aliquote su più fasce, si può ipotizzare un minore gettito, da compensare con un maggior prelievo proprio su quei redditi (medio-bassi, da lavoro dipendente) che con l'attuale sistema di verifica fiscale risultano capienti. E mi spiego: purtroppo in Italia, in base alla dichiarazione dei redditi, i dipendenti risultano spesso più ricchi dei propri datori di lavoro. E questo 'ceto medio' che viene colpito direttamente e indirettamente dalla crisi, è ampiamente tartassato dal fisco. Per tutte queste ragioni consiglio grande cautela a chi saluta 'con grande favore' queste nuove disposizioni che, apparentemente improntate a una maggiore equità, potrebbero rivelarsi invece inique o poco efficaci”.

Buconi si dice quindi convinto che l'Esecutivo regionale, nell'elaborare la proposta di rimodulazione dell'addizionale Irpef farà particole attenzione a tutelare le fasce più deboli e a basso reddito, ma anche il “il ceto medio, quel 'corpo grosso' che risulta sempre più indifeso da un punto di vista fiscale, ma che in realtà è un elemento centrale per il rilancio stesso dell'economia e dei consumi, e che non può quindi essere sottoposto a ulteriori vessazioni. Occorre infine - conclude – che le restrizioni fiscali e il rigore della spesa non comportino la messa a repentaglio dei servizi, soprattutto per le fasce più deboli”. RED/tb


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