Regione Umbria - Assemblea legislativa


CRISI FASCIA APPENNINICA: “CONTRASTO DELLE DELOCALIZZAZIONI E VERTENZA UMBRIA: ADESSO LA REGIONE SIA COERENTE CON GLI IMPEGNI PRESI SULLA CRISI DEL TERRITORIO” - NOTA DI STUFARA (PRC-FDS)

In sintesi

Secondo il capogruppo regionale Prc-Fds, Damiano Stufara, la mozione approvata dal Consiglio regionale sulla crisi industriale nella fascia appenninica riconosce due necessità da tempo sostenute dal  suo partito: “l'adozione di misure di contrasto dei processi di delocalizzazione e la ripresa di un rapporto vertenziale con le istituzioni nazionali per la tutela del sistema produttivo locale”.  Stufara insiste sulla necessità di definire misure, “sia sul versante delle relazioni industriali, in grado di vincolare le aziende al territorio, sia verso le istituzioni nazionali, la cui sordità alle richieste delle Regioni e degli enti locali non può più essere nascosta, nemmeno dalle forze che sostengono il Governo”.

 

(Acs) Perugia, 23 luglio 2013 - “La mozione approvata dal Consiglio regionale sulla crisi industriale nella fascia appenninica riconosce due necessità da tempo sostenute dal Partito della rifondazione comunista: l'adozione di misure di contrasto dei processi di delocalizzazione e la ripresa di un rapporto vertenziale con le istituzioni nazionali per la tutela del sistema produttivo locale”. Così il capogruppo regionale Prc-Fds Damiano Stufara in una nota che, precisa, “è condivisa anche dal segretario regionale Luciano Della Vecchia”.

“Il pericolo di una strisciante deindustrializzazione del territorio regionale – spiega Stufara -, con la relativa scomparsa di interi settori produttivi che, come nel caso dell'industria del bianco nella fascia appenninica, per decenni hanno rappresentato un'eccellenza nazionale, sostenuta con ingenti risorse pubbliche, richiede per essere affrontato un approccio diverso sia sul versante delle relazioni industriali. Occorre definire misure sia sul versante delle relazioni industriali, in grado di vincolare le aziende al territorio, sia verso le istituzioni nazionali, la cui sordità alle richieste delle Regioni e degli enti locali non può più essere nascosta, nemmeno dalle forze che sostengono il Governo”.


Secondo Stufara non si può più consentire “che le risorse pubbliche vengano utilizzate per aiutare le grandi aziende a delocalizzare le produzioni. Imporre la restituzione dei finanziamenti a qualsiasi titolo ottenuti dalle aziende che decidono di dismettere le produzioni nel territorio per ricollocarle altrove, come indicato nella legge regionale da noi proposta, è un atto di civiltà e di giustizia che adesso si deve avere il coraggio e la forza di compiere. Allo stesso modo – aggiunge -  va rilanciato il tema della vertenza Umbria, di cui la crisi della fascia appenninica è una delle componenti fondamentali; le previsioni di un calo del PIL nazionale del 2 per cento nel 2013 manifestano plasticamente l'inefficacia delle politiche economiche nazionali, finora attente solo al rispetto dei diktat europei, mentre per le innumerevoli crisi aperte nel Paese non si trovano risposte in termini di risorse e strategie”.

“Chiediamo pertanto – conclude Stufara - che si lavori per costruire un largo fronte regionale fra le forze politiche e sociali, per aprire un confronto permanente con il Governo nazionale e far riconoscere l'Umbria come area di crisi complessa: solo su questi presupposti le risorse indispensabili per investimenti qualificati sull'occupazione e per il rilancio dei poli produttivi regionali potranno essere efficaci, anche in funzione della predisposizione di un Piano regionale per il lavoro all'altezza della situazione”. RED/tb


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