Regione Umbria - Assemblea legislativa


CONSIGLIO REGIONALE (1): “RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO E SULL’AMMINISTRAZIONE REGIONALE NEL 2012” – L'INTERVENTO DELLA PRESIDENTE DELLA GIUNTA, CATIUSCIA MARINI

 

(Acs) Perugia, 16 luglio 2013 – Uno strumento di analisi su quanto è stato fatto nel corso del 2012 ed un utile stimolo per le riflessioni sul lavoro che occorre nel prossimo futuro articolato, che parte dallo scenario di riferimento e arriva all’aggiornamento dell’Indicatore dell’innovazione dello sviluppo e della coesione sociale dell’Umbria passando per  l’attuazione delle politiche regionali. È la relazione sullo stato di attuazione del programma di governo nel 2012, illustrata questa mattina a Palazzo Cesaroni dalla presidente della Giunta Catiuscia Marini.

LO SCENARIO DI RIFERIMENTO. “L’economia reale dell’Umbria è in difficoltà e per la prima volta, sul finire del 2012, si è ristretta  la base produttiva. Piccoli numeri piccoli, rispetto ad una massa di oltre 80mila imprese che  reggono, pur con fatica, ma comunque un segnale da non sottovalutare. Nel settore agricolo è in atto una ristrutturazione profonda, che se da un lato riduce il numero delle imprese dall'altro le irrobustisce e ne aumenta le dimensioni. Nella manifattura: la grande industria siderurgica è alle prese con gravi problemi. Le piccole imprese soffrono e crescono i fallimenti. Tiene bene l’export (+7,6 per cento rispetto all’anno precedente), terzo posto tra le regioni italiane, con un incremento ben al di sopra di quello medio nazionale, influenzato positivamente dalla componente metalli. I flussi turistici registrati in Umbria nel 2012 evidenziano un decremento complessivo dell’1,19 per cento rispetto al 2012, con un calo dei turisti italiani ed un incremento degli stranieri soprattutto nell'Alta Valle del Tevere e nell'Umbria centrale. Gli indicatori connessi all’occupazione rilevano l’aumento dei disoccupati maschi, di età media più elevata, con un basso tasso di scolarizzazione e, spesso, di cittadinanza straniera. Si tratta di uno degli effetti più dirompenti della crisi a cui bisogna rispondere con la formazione di questi cittadini, spesso espulsi dalle imprese a causa della crisi. L’Umbria, rispetto alla media nazionale, si caratterizza per una più difficile situazione nell’accesso al credito delle aziende, con una diminuzione della concessione di prestiti più alta della media nazionale. Le sofferenze della clientela ordinaria in Umbria al 30 settembre 2012 sono aumentati di quasi il 24 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011, contro il 15,5 per cento del dato italiano. La debolezza dell'Umbria può essere ricondotta ad imprese di piccole dimensioni, poco strutturate, spesso specializzate nella subfornitura e posizionate in settori che un po’ ovunque sono in difficoltà. Nell’attuale fase recessiva le piccole aziende fronteggiano un calo più accentuato della domanda, maggiori difficoltà economiche, una minore capacità di produrre profitti e una maggiore difficoltà di accedere al credito”.

L’ATTUAZIONE DELLE POLITICHE REGIONALI. “Il Sole 24 ore evidenzia oggi un incremento della tassazione regionale negli ultimi anni, senza però mettere in evidenza che ci sono stati trasferimenti di deleghe e competenze che prima spettavano allo Stato, a cui non è corrisposta una riduzione della tassazione nazionale: gli oneri sono quindi passati alle Regioni mentre lo Stato ha mantenuto lo stesso livello fiscale.
I tagli ai trasferimenti da parte del Governo (circa 364 milioni di euro dall'inizio della legislatura) hanno richiesto di proseguire la politica di oculata, efficace ed efficiente gestione delle risorse pubbliche affidate all’amministrazione regionale. La pressione fiscale dipendente dall’amministrazione regionale è tra le più basse d’Italia ed è rimasta inalterata nell’ultimo decennio, passando dal 2,85 per cento del 2000 al 2,81 per cento del 2011: le imprese Umbre pagano un Irap più bassa di quelle di molte regioni italiane, i cittadini umbri pagano un’addizionale Irpef tra le più basse. È stata operata dal 2011 e proseguita nel 2012 la riduzione dei componenti dei consigli di amministrazione e dei collegi sindacali di enti ed agenzie regionali; la riduzione dei compensi, gettoni e retribuzioni corrisposte ad organi ed organismi di enti e agenzie regionali e società partecipate. Relativamente alla spesa per il personale, già nel 2010 e 2011, la Giunta regionale, con una serie di provvedimenti, ha disposto una serie di misure di contenimento della spesa di personale che ha coinvolto anche società, enti e Agenzie di emanazione regionale. Nel 2012 la spesa per il personale regionale si è ridotto di circa 5 milioni di euro rispetto ai precedenti esercizi. Particolare attenzione è stata posta alle spese di rappresentanza dell’ente che, oltre all’approvazione di una apposita disciplina e regolamento, sono scese da 102 mila euro del 2009 a 20 mila. Le spese per il personale si riducono nel 2012 sul 2011 di ulteriori 5 milioni rispetto agli esercizi precedenti, con un abbassamento totale di tutto ciò che era legato a contratti di incarico co.co.co. (che riguardano soprattutto personale precario e a tempo determinato) dove siamo passati da 4,2 milioni dell’anno 2009, a 1, 3 milioni di euro nell’anno 2012, con una riduzione consistente sia del tempo determinato (400 mila euro), co.co.co (500 mila euro) e attività di supporto alle politiche (400 mila euro). Credo che sul bilancio complessivo dell’Ente di 2 miliardi 300 milioni sia abbastanza chiaro qual è il peso ormai quasi irrilevante di questo tipo di spese”.

I PROGRAMMI COMUNITARI “Nella regione perseguono il duplice obiettivo consistente nel favorire la competitività e l’occupazione del sistema economico e favorire uno sviluppo delle aree rurali. Nella fase di programmazione attuale, che terminerà nel 2013, operano sul territorio regionale 3 programmi a ciò finalizzati attraverso l’utilizzo di fondi comunitari: il “Programma Fesr” volto alla realizzazione di infrastrutture economiche e al sostegno delle piccole e medie imprese; il “Programma Fse” che finanzia interventi per favorire l’occupazione e la formazione; il “Programma Feasr” rivolto al sistema delle imprese agricole e ai territori rurali. La Regione Umbria ha finora rispettato le scadenze finanziarie imposte dai regolamenti comunitari, riuscendo a raggiungere i target di spesa annuali. Si sono rilevati risultati soddisfacenti anche per l’annualità 2012 per ciascuno dei programmi regionali: con l’attuazione degli interventi, 3/4 delle risorse dei Programmi sono state allocate, conferendo particolare rilevanza a determinate tematiche atte a favorire lo sviluppo delle imprese (agricole e non), a diminuire l’impatto ambientale delle politiche industriali e ad aumentare l’occupazione e la competitività dell’economia del territorio.

Sulle politiche voglio mettere in risalto, essendo alla fine della programmazione 2007–2013, di una parte delle azioni consistenti per l’anno 2012 hanno riguardato l’impiego, rispetto all’insieme della programmazione, 1,578. 000. 000 euro della programmazione 2007–2013, noi abbiamo raggiunto risultati soddisfacenti per tutta l’annualità 2012, lo dico in un momento in cui il Paese sta discutendo di come raggiungere i target comunitari come Paese, noi nel 2012 abbiamo superato i target intermedi nella prevista regolamenti comunitari, evitando qualunque forma di disimpegno delle risorse non si è ricorso a rimodulazioni finanziarie, avendo attuato in coerenza ai programmi l’assegnazione di queste risorse sia al sistema delle imprese, sia al sistema del lavoro, sia alle amministrazioni locali e territoriali, e quindi già dal 2012 circa tre quarti delle risorse e dei programmi sono state allocate, cosa che ci fa presupporre che ovviamente a fine programmazione nella rendicontazione finale, che avverrà entro il 2015, l’Umbria potrà su tutti i programmi operativi sia quello del fondo di sviluppo regionale sia sul Fse sia sul piano di sviluppo rurale dove vorrei ricordare che l’Umbria si colloca al primo posto delle regioni italiane per capacità di spesa e rendicontazione dell’intero programma noi rispettavamo nella programmazione europea tutti gli obiettivi contenuti nella programmazione nel pieno utilizzo delle risorse”.

L’ATTUAZIONE DELLA RIFORMA ENDOREGIONALE E LA SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA. “Nel 2012 sono stati approvati quattro provvedimenti che io considero importanti: l’approvazione della legge regionale in materia di trasporto pubblico locale, in vista della nuova gara per il servizio che garantirà una gestione unitaria per la prima volta dei servizi pubblici di trasporto in ambito regionale, ottimizzando i costi di gestione e  costruendo un unico ambito regionale; è stata soppressa l’Agenzia di promozione turistica, trasferendo le competenze all’interno di Sviluppumbria; è stata varata la legge di riordino delle autorità di ambito del sistema rifiuti e del sistema idrico, riducendo ad un unico ambito regionale; è nata la nuova Agenzia forestale in superamento delle singole vecchie comunità montane. La Giunta regionale trasmetterà un adeguamento del Piano regionale dei rifiuti e potremo cominciare a discuterlo già nel mese di settembre. C'è stato un dell’aumento della raccolta differenziata, grazie a un lavoro sistematico di un piano triennale fatto dalla Regione di incentivi con tutti i Comuni dell’Umbria, che ha fatto sì che nel 2012 la quantità della raccolta differenziata abbia raggiunto il 44 per cento, al 31 dicembre 2012, e già oggi  e metà 2013 abbiamo superato come media regionale 50 per cento. Ci sono state azioni di sistema dell’impiantistica: la piattaforma regionale di Gualdo Tadino per tutto il recupero e il trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche; il biodigestore realizzato da pubblico e privato nel complesso industriale di Nera Montoro che permette di trattare una parte della frazione organica, nei comuni della provincia di Terni”.

FILIERA AMBIENTE – TURISMO – CULTURA. “La Regione si è impegnata direttamente su un’azione di sistema, come la candidatura di Perugia a Capitale europea della Cultura . Abbiamo adottato il testo unico del turismo e dato attuazione alle previsioni anche della programmazione 2007 – 2013, soprattutto sul versante della partecipazione agli eventi della promozione integrata e anche a una serie di interventi che hanno riguardato le strutture ricettive e commerciali impianto qualità alberghiera Tac2”. 

LAVORO. “Il piano operativo regionale del fondo sociale europeo (Fse) 2007 – 2013 è fortemente coinvolto e riorientato sugli effetti della crisi: nel 2012 l’insieme delle domande e dei soggetti che sono beneficiari diretti del Fse per attività di formazione (che è obbligatoria nell’ambito della cassa integrazione in deroga) ha riguardato 31.900 soggetti della nostra regione e circa 99,7 milioni di euro di spesa per l’annualità 2012 del fondo sociale europeo. La cassa integrazione in deroga nel 2012 ha interessato 17.400 lavoratori, e tra questi ci sono ovviamente anche una parte di lavoratori che sono nella mobilità in deroga, un elemento di ulteriore preoccupazione per chi ha una transizione verso l’uscita dal mercato del lavoro. Speriamo di ricevere dal governo un’adeguata copertura finanziaria già nelle prossime settimane, altrimenti ci saranno serie conseguenze sul piano sociale e anche delle condizioni di vita delle famiglie e dei lavoratori che sono coinvolti”. 

SANITÀ: “Il 2012 è stato l’anno di riferimento dell’adozione dei provvedimenti di riorganizzazione, sia di natura legislativa sia di riassetto istituzionale del servizio sanitario sia di natura amministrativa. C'è stata la riorganizzazione istituzionale, la creazione della centrale operativa unica del 118, la nascita della gestione unitaria del sistema assicurativo dei sinistri e dell’acquisto dei farmaci. Si è rafforzata l’integrazione della rete ospedaliera e  la medicina del territorio, permettendo di ampliare una serie di attività che vanno anche al di là della programmazione nazionale, come lo screening e la sorveglianza e prevenzione per Tbc e Hiv”. MP/


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