Regione Umbria - Assemblea legislativa


CRISI FASCIA APPENNINICA: “APRIRE INSIEME ALLE MARCHE UNA VERTENZA COL NUOVO GOVERNO” - PER SMACCHI (PD) “NECESSARI INTERVENTI STRUTTURALI ED UN NUOVO MODELLO DI POLITICA INDUSTRIALE”

In sintesi

Il consigliere regionale Andrea Smacchi, alla vigilia della manifestazione nazionale che si terrà domani a Fabriano, rilancia l'impegno suo, dei capigruppo della maggioranza e dei colleghi del Partito democratico Barberini, Chiacchieroni e Mariotti per una seduta aperta del Consiglio regionale dedicata alla crisi economica e sociale che attanaglia la fascia appenninica. Smacchi evidenzia che su un totale di 67mila abitanti dell'area, più di 14mila persone sono disoccupate, o in cerca di prima occupazione, o in regime di ammortizzatori sociali.


 
(Acs) Perugia, 11 luglio 2013 - “Ritengo importante l'iniziativa che insieme ai capigruppo della maggioranza ed ai colleghi del Partito democratico Barberini, Chiacchieroni e Mariotti intraprenderemo anche in Umbria affinché il Consiglio regionale, in seduta aperta, possa confrontarsi sulla pesante crisi economica e sociale che attanaglia l'intera regione ed in particolare i territori di confine con la Marche della fascia appenninica”. Lo evidenzia il consigliere regionale Andrea Smacchi, “alla vigilia della manifestazione nazionale che si terrà domani a Fabriano”, a cui annuncia la propria partecipazione. 

“La vertenza del gruppo Indesit Company – rileva il consigliere Pd - rappresenta solo la punta di un iceberg, di un problema più generale che riguarda il futuro del manifatturiero e della presenza strategica dell'industria e dell'artigianato diffuso sul territorio. Le crisi aziendali o le delocalizzazioni che si sono susseguite negli ultimi anni partendo dalla Antonio Merloni, ma che hanno coinvolto interi comparti come la ceramica e l'edilizia ed altre importanti realtà aziendali come Faber, Sicap ,Grifo Latte, Sirio Ecologica (solo per citarne alcune), hanno provocato una pesante emergenza economica e sociale in una vasta area del territorio regionale. Su un totale di 67mila abitanti, più di 14mila persone sono disoccupate, o in cerca di prima occupazione, o in regime di ammortizzatori sociali. Se a queste si aggiungono le vertenze aperte nel Fabrianese (Indesit, Tecnowind, Elica), che toccano da vicino anche molti lavoratori umbri, arriviamo a ben 25mila persone in difficoltà su un totale di 100mila abitanti. Numeri da brividi che evidenziano un problema per la cui soluzione è necessario che anche dall'Umbria si esprima un impegno straordinario, da indirizzare su più versanti”.

Secondo Andrea Smacchi “va innanzitutto aperta, insieme alla regione Marche, una vera e propria vertenza territoriale col nuovo Governo al fine di finalizzare, con priorità, verso questi territori le risorse della nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020. Bisogna rimettere al centro di ogni scelta la strategicità dell'industria manifatturiera anche nella nostra regione, ripensando un nuovo modello di sviluppo che punti innanzitutto su strumenti innovativi e di qualità in grado di garantire la permanenza e l'espansione nei territori sia dell'industria dell'elettrodomestico, che di tutti quei comparti che per decenni hanno garantito sviluppo e benessere a tre generazioni. Va infine riproposta con forza l'annosa questione del gap infrastrutturale di cui soffrono sia l'Umbria che le Marche. L'ultimazione dei lavori della Quadrilatero e la conclusione del potenziamento dei collegamenti ferroviari sono delle priorità che non possono più essere rimandate, pena una progressiva desertificazione del tessuto economico e sociale di larga parte della regione”.

“Queste le questioni aperte che abbiamo deciso di portare all'attenzione del Consiglio regionale dell'Umbria – conclude - per assumere decisioni concrete e tangibili, in grado di ridare speranza a tante imprese e famiglie, e per manifestare la vicinanza e l'impegno delle istituzioni nel momento più delicato dal dopo guerra”. RED/mp


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