UNIVERSITÀ: “RIMETTERSI AL GIUDIZIO DEL TAR E CONVOCARE PRESTO LE ELEZIONI” - PER LIGNANI MARCHESANI (FD'I) L’UMBRIA NON MERITA “UN COMMISSARIAMENTO CHE AVREBBE EFFETTI NEFASTI SUL FUTURO”
Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia) interviene sulle elezioni dei rappresentanti studenteschi e del rettore dell'Ateneo di Perugia. Per Lignani devono “essere garantite regole di equità e trasparenza” ma non è necessario un ricorso al Consiglio di Stato, visto che basta il giudizio del Tribunale amministrativo regionale a fare chiarezza.
(Acs) Perugia, 31 maggio 2013 – Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia) interviene sulle elezioni nell'Ateneo di Perugia evidenziando che “occorre senso di responsabilità ed occorre guardare oltre la contingenza. L’Università di Perugia, la città stessa e l’Umbria non possono permettersi – afferma Lignani - un danno d’immagine ed una possibile contrazione dei finanziamenti, fatti che porterebbero ad un ridimensionamento pesante della maggiore 'azienda' umbra. È però altrettanto certo che debbano essere garantite regole di equità e trasparenza, ugualmente importanti per rendere l’offerta dell’Università di Perugia di interesse e di richiamo per l’esterno. Bene, in ogni caso, hanno fatto sia gli studenti interessati a ricorrere in tribunale, sia l’Università a non fare atti di autotutela. I primi – spiega il consigliere regionale - perché legittimamente dovevano conoscere i motivi dell’esclusione delle proprie liste. Lo Studium, perché non si può penalizzare il merito di coloro che sono riusciti a presentarsi nel rispetto di regole pur complicate, che però, non dimentichiamolo, erano state accettate e volute proprio da coloro che oggi le contestano, al fine di creare una barriera all’entrata delle piccole liste. Se chiarezza e giustizia debbono essere fatte – conclude Lignani Marchesani - per questo basta quindi il giudizio del Tar, che sicuramente motiverà a breve le proprie decisioni. Chi dovesse, con ingiustificato accanimento, ricorrere al Consiglio di Stato si assumerà una responsabilità enorme nei confronti del futuro dell’Università e della Regione”. Red/mp