Regione Umbria - Assemblea legislativa


ACQUE MINERALI: “LA CRISI DEL SETTORE SI AGGRAVA, VIGILARE SULLA SITUAZIONE DELL'AZIENDA 'TIONE'" - GALANELLO (PD). “LA REGIONE SI ATTIVI FACENDO LEVA SUL SUO RUOLO NELLE CONCESSIONI”

In sintesi

Rilevando il fermo produttivo nello stabilimento delle acque minerali della “Tione” di Orvieto, che va ad aggiungersi alla crisi “Sangemini”, il consigliere regionale del Partito democratico Fausto Galanello chiede al presidente Chiacchieroni una riunione della Commissione Attività economiche, alla presenza degli assessori competenti, per risolvere le problematiche connesse allo sfruttamento delle acque minerali, in cui la Regione ha un ruolo attivo come ente che rilascia le concessioni.

(Acs) Perugia, 31 maggio 2013 - “Alla preoccupante crisi della San Gemini si aggiunge ora il fermo produttivo allo stabilimento delle acque minerali della Tione di Orvieto: è necessario che la Regione Umbria, detentrice ultima delle concessioni per lo sfruttamento delle acque minerali, faccia valere le proprie ragioni, tutelando al massimo i lavoratori e i livelli di produzione degli impianti”: Fausto Galanello, consigliere regionale del Partito democratico, lancia l'allarme “sulle continue difficoltà che il settore delle acque minerali umbre sta incontrando negli ultimi anni” e chiede al presidente Gianfranco Chiacchieroni la convocazione urgente della Seconda commissione consiliare (Attività economiche e governo del territorio) per affrontare, anche alla presenza degli assessori competenti per materia, le complesse vicende che sta attraversando uno dei comparti che “per qualità ed unicità distinguono l'Umbria in Italia e nel mondo”.

Nel caso della Tione - sottolinea Galanello - lo stop alle attività dell'impianto pare determinato da un contenzioso legato al passaggio di proprietà dell'azienda. Ai dipendenti e a tutto l'indotto del settore delle acque minerali umbre, la Regione non può esimersi dal dare risposte, anche facendo leva sul proprio ruolo attivo in materia di concessioni per lo sfruttamento delle sorgenti”. Per Galanello questo “bene pubblico prezioso ed inimitabile che l'Umbria ha la fortuna di avere, deve essere a disposizione della collettività come risorsa economica ed ambientale”. RED/pg


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