AST DI TERNI: “SI RISCHIA DI CANCELLARE LA STORIA ED IL FUTURO DELL’ACCIAIERIA TERNANA” - DE SIO (FD'I) “CHIAREZZA E DETERMINAZIONE IN SEDE UE PER IMPORRE SOLUZIONI CHE SALVINO UN SITO DI ECCELLENZA
Il consigliere regionale Alfredo de Sio (Fd'I) lancia l'allarme sulla vicenda riguardante l'Ast di Terni dopo le dichiarazioni di Outokumpu e sostiene che “è tempo di chiarezza e determinazione per evitare una spirale involutiva che condanni il sito ternano ad una sorte di progressivo ridimensionamento e marginalizzazione”. Secondo De Sio il piano europeo della siderurgia, il ruolo degli stabilimenti di eccellenza e fortemente integrati e una rinnovata e determinata autorevolezza dell’Italia in sede europea, “rappresentano il perimetro dove deve essere imposta una visione completamente diversa per salvare Terni”.
(Acs) Perugia, 23 maggio 2013 - “Oggi, alla luce di quanto sta accadendo, per le sorti dell’AST è tempo di chiarezza e determinazione per evitare una spirale involutiva che condanni il sito ternano ad una sorte di progressivo ridimensionamento e marginalizzazione”. Così il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fratelli d'Italia) che interviene sulla questione riguardante l'Ast di Terni alla luce delle dichiarazioni della società Outokumpu (vedi:http://goo.gl/c03nN). De Sio ricorda come in questi mesi abbia espresso preoccupazione per il modo e la direzione nella quale le procedure di offerta e vendita si stavano incanalando “senza mai però giocare allo sfascio e mostrando senso di responsabilità nelle dichiarazioni. Evitando così – spiega - di inserire elementi di tensione su quello che ritenevamo e continuiamo a ritenere un errore di impostazione nel valutare il ruolo e le dinamiche che si muovono attorno alla vendita del sito ternano che sta ora imboccando un pericoloso tunnel”.
“Pacco, gioco delle tre carte , manovra speculativa – agggiunge De Sio -: chiamatela come vi pare, ma questa è la sostanza di una situazione che fin dall’inizio aveva i contorni della insensatezza e che ha visto l’Italia incapace di districarsi nei sottili giochi diplomatico-finanziari che a livello europeo, dietro l’inflessibile burocrazia dell’Unione, nascondevano una lotta per la sopravvivenza delle residue quote mercato dell’inox continentale, scaricando su Terni la soluzione momentanea dei problemi”.
Questa, a giudizio dell'esponente di Fd'I è la vera situazione: “Dalla vendita e acquisizione da parte dei finlandesi, dalle determinazioni dell’antitrust, dalla decisione di vendere l’AST, dal successivo scorporo del tubificio fino alle procedure di offerte da parte di eventuali acquirenti, tutto si è svolto all’insegna di un preciso disegno che ha un unico obiettivo: Cancellare la storia ed il futuro dell’acciaieria ternana. E non rendersi conto di ciò appare a questo punto una resa senza condizioni – sottolinea De Sio - che può essere fermata solo rovesciando il tavolo e non con piccoli aggiustamenti che avrebbero solo il compito di allungare l’agonia di un sito produttivo che non può, nell’incertezza totale, far fronte ad un mercato dove la produzione di acciaio è in eccesso ed i consumi diminuiscono”.
Secondo De Sio “il piano europeo della siderurgia, il ruolo degli stabilimenti di eccellenza e fortemente integrati e una rinnovata e determinata autorevolezza dell’Italia in sede europea, rappresentano il perimetro dove deve essere imposta una visione completamente diversa per salvare Terni”. Red/TB