ELEZIONI UNIVERSITÀ: “SANATORIA PER LISTE IRREGOLARI DISCREDITEREBBE ISTITUZIONI UNIVERSITARIE E INTERA REGIONE” - LIGNANI MARCHESANI (FD'I) “NON VOGLIAMO CREDERE A VOCI SU PRESSIONI DELLA PRESIDENTE MARINI”.
Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) intervenendo sulle prossime elezioni all'Università di Perugia, si sofferma su “voci a cui non vogliamo credere, di una presidente Marini che fa pressioni sull'Istituzione universitaria per far riammettere liste escluse”. Lignani Marchesani sottolinea che il compito della presidente della Regione Umbria sarebbe quello di “affermare il rispetto delle regole e della trasparenza” e che una sanatoria rappresenterebbe “un'ombra troppo forte su Perugia, l'Umbria e l'Università stessa. Secondo Lignani se le organizzazioni universitarie e giovanili, che fanno riferimento alle attuali forze di governo nazionale, ritengono di essere state escluse ingiustamente, dovranno perseguire legittimamente la via del ricorso amministrativo.
(Acs) Perugia, 16 maggio 2013 - “Non vogliamo credere alle voci di una presidente Marini che fa pressioni sull'Istituzione universitaria per far riammettere liste escluse. Anzi, dall'autorevolezza della sua posizione, la Governatrice dovrebbe affermare, per sgomberare il campo da equivoci, il rispetto delle regole e l'affermazione della trasparenza”. Così, in una nota, il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) circa le prossime elezioni all'Università di Perugia.
“Se le organizzazioni universitarie e giovanili che fanno riferimento alle attuali forze di governo nazionale ritengono di essere state escluse ingiustamente – rimarca l'esponente del centro destra -, perseguano legittimamente la via del ricorso amministrativo. Chiedere il colpo di spugna è inqualificabile e irrispettoso nei confronti di coloro che con umiltà e sacrificio hanno raccolto firme, fotocopiato documenti a proprie spese e presentato ai sottoscrittori le liste dei candidati, oltre ad essersi presentati nei tempi e nei modi stabiliti dal regolamento”.
Per Lignani Marchesani è dunque “impensabile che i vertici dell'Università concedano la sanatoria, che rappresenterebbe un'ombra troppo forte su Perugia, l'Umbria e l'Università medesima. Verrebbe minato il concetto stesso di meritocrazia e affermato il principio antidemocratico che, chi ha 'santi in Paradiso', anche se incapace, la 'sfanga' sempre. Da una parte politica non ci stupisce la richiesta di condono – conclude -, ma da un'altra, che ha invece sempre invocato il rispetto delle regole, non ce lo saremmo mai aspettato. Evidentemente, due facce della stessa medaglia!”. RED/as