Regione Umbria - Assemblea legislativa


CONSIGLIO REGIONALE (1): APPROVATO A MAGGIORANZA IL DISEGNO DI LEGGE DELLA GIUNTA CHE ISTITUISCE L'AUTORITÀ UNICA RIFIUTI E IDRICO – ABOLITI GLI ATI, PROGRAMMAZIONE E VIGILANZA ALLA REGIONE

In sintesi

L'assemblea legislativa regionale ha approvato oggi con 16 voti favorevoli, 9 contrari e 3 astenuti il disegno di legge della Giunta regionale che istituisce l'Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri) sopprimendo i 4 Ambiti territoriali integrati esistenti. L'Autorità avrà un'assemblea formata dai tutti i sindaci dell'Umbria e dovrà tra l'altro stilare il Piano d'ambito per il servizio di gestione dei rifiuti urbani.

(Acs) Perugia, 6 maggio 2013 – Il disegno di legge della Giunta regionale “Norme di organizzazione territoriale del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti. Soppressione degli ambiti territoriali integrati” è stato approvato oggi dal Consiglio regionale con 16 voti favorevoli (Pd, Psi, Idv), 9 contrari (Pdl, Fd'I, Lega) e 3 astensioni (Prc-Fds, Udc, Comunista umbro).

L'intero territorio regionale viene individuato come ambito ottimale, assegnando all'Auri le funzioni esercitate fino ad oggi dai 4 ambiti territoriali. L'Autorità avrà un presidente, un Consiglio direttivo composto dal presidente e dai sindaci eletti dall’Assemblea, una assemblea formata dai sindaci di tutti i Comuni della Regione o assessori o consiglieri comunali da essi delegati e un revisore dei conti. In rappresentanza degli interessi degli utenti e ai fini del controllo della qualità è prevista l'istituzione della Consulta per il servizio idrico e il servizio di gestione dei rifiuti. All'Auri spetterà tra l'altro la redazione del Piano d'ambito per il servizio di gestione dei rifiuti urbani. Spetterà alla Regione Umbria esercitare funzioni di indirizzo, programmazione, vigilanza e controllo; elaborare piani e programmi di settore, promuovere iniziative per la riduzione dei consumi, per la riduzione dei rifiuti prodotti, per incentivare la filiera del riciclo, per il risparmio idrico e per la costituzione di riserve idriche. Promuovere iniziative volte alla riduzione e all’omogeneizzazione delle tariffe.

GLI EMENDAMENTI.

Bocciata la proposta Dottorini di modificare l'articoli 1 prevedendo la non rilevanza economica del servizio idrico integrato (20 no, 3 astenuti e 4 sì: Idv, Prc, Comunista umbro). Stesso esito per la separazione tra i soggetti di gestione e di smaltimento dei rifiuti. Alcuni emendamenti sono stati invece ritirati in quanto recepiti dalla Giunta regionale. Approvati gli emendamenti presentati dall'Esecutivo regionale in merito consumo idrico al minimo vitale giornaliero, all'obiettivo rifiuti zero, all'assenza di emolumenti e gettoni per i componenti degli organismi dell'Auri, alla composizione della consulta degli utenti, alla partecipazione dei cittadini, delle associazioni dei consumatori e degli utenti, ai criteri per la predisposizione dei Piano d'ambito per il servizio di gestione dei rifiuti.

Respinti gli emendamenti Stufara sul riconoscimento della rilevanza economica del servizio idrico, sulla strategia rifiuti zero, sul quorum e il funzionamento dell'assemblea dell'Auri, sulla possibilità per i sindaci - per alcuni atti - di esprimere un voto in assemblea solo dopo aver consultato i rispettivi Consigli comunali, sulla composizione della consulta degli utenti, sul riscatto delle gestioni pubblico private del servizio idrico.

Respinto l'emendamento Monacelli (Udc) sulla garanzia, per i Comuni con le maggiori risorse idriche e impianti di captazione, di una particolare rappresentanza nell'assemblea dell'Auri.

GLI ORDINI DEL GIORNO.

Il documento firmato da Stufara e Dottorini, che chiedeva la presentazione di una proposta di legge nazionale di iniziativa regionale per il riconoscimento dell'assenza della rilevanza economica del servizio idrico, è stato respinto, riportando 5 voti favorevoli (Idv, Prc, Comunista umbro, Lega) e 23 contrari. L'atto firmato da Locchi (Pd) e Buconi (Psi), relativo all'impegno a promuovere una iniziativa legislativa al Parlamento mirata ad adottare norme di tutela dell'acqua come bene comune, di proprietà collettiva e fondamentale per i diritti universali delle persone, ha ottenuto 16 sì ed è stato approvato.

I LAVORI.

In apertura di seduta il capogruppo Prc – Fds Damiano Stufara ha chiesto che il disegno di legge tornasse in Commissione, per garantire l'adeguato approfondimento e confronto sulla materia. Dopo una lunga pausa richiesta dal capogruppo socialista Massimo Buconi, l'Aula ha deciso (con 24 voti su 26) di procedere all'esame dell'atto. La relazione del presidente della I Commissione Oliviero Dottorini ha ricostruito sostanzialmente l'iter del disegno di legge, ricordando che la Commissione lo ha bocciato votando contro l'articolo 1 e che, su richiesta dell'Esecutivo, l'atto è stato comunque portato all'attenzione dell'Assemblea.

Il dibattito è stato aperto da DAMIANO STUFARA (Prc – Fds): “NECESSARIO RISPETTARE L'ESITO DEL REFERENDUM, RIAFFERMARE LA NON RILEVANZA ECONOMICA DEL BENE ACQUA, SUPERARE L'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI PUNTANDO SULLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO. Andrebbero inoltre salvaguardate le competenze comunali, innalzando i quorum per l'approvazione degli atti di programmazione da parte dell'assemblea dell'Auri, in modo da ricercare un maggiore livello di consenso e da ridare spazio alle assemblee elettive. Il popolo italiano, poco più di un anno fa, ha messo un punto con grande rilevanza e con grande forse la massima autorevolezza possibile dicendo che l’acqua non poteva essere considerata come un bene dal quale trarre profitto, abrogando la disposizione che obbligava in tariffa a remunerare almeno del 7 per cento i capitali investiti dai privati e aprendo la strada all’inversione del processo che negli anni 90 si era determinato e quindi aprendo la strada alla ripubblicizzazione del servizio idrico, che noi crediamo debba essere l’obiettivo da porsi, sapendo perfettamente che non è un obiettivo immediatamente conseguibili.

Il tema dell’acqua pubblica e della non rilevanza economica del servizio idrico deve essere uno dei principi fondamentali che rappresenta il mandato che viene offerto ai soggetti della programmazione e quindi alla futura autorità regionale. Penso che l’Umbria abbia le caratteristiche e le specificità tali da rendere opportuna e preferibile la scelta della regionalizzazione in termini dimensionali e di scala per rendere più efficiente il servizio per rendere più adeguata la programmazione. Sappiamo bene che la partita non ce la giochiamo esclusivamente all’interno di questo palazzo e di questa Regione, esistono implicazioni che attengono alla legislazione nazionale. Auspichiamo che vi possa essere una iniziativa legislativa di questa Assemblea regionale che ponga su quel livello anche la necessità di stabilire l’assenza di rilevanza economica per quello che attiene il Servizio idrico integrato perché sappiamo bene che è quello il livello legislativo, quello nazionale all’interno del quale può essere affrontata e risolta la materia e la tematica. In materia di rifiuti, quest’Aula poche settimane fa, con la risoluzione di approvazione del Dap, ha indicato una strada di superare l’opzione dell’incenerimento dei rifiuti e di andare, invece, verso il recupero di materia, verso il riciclaggio, verso la strategia in buona sostanza, rifiuti zero, sapendo che un conto è declinarla in chiave municipale, altro conto è invece portare un intero territorio regionale in quella prospettiva. Stabilire nei principi da consegnare alla futura autorità unica regionale che si occuperà anche della programmazione della gestione del servizio dei rifiuti quella strategia quella della opzione rifiuti zero come uno dei principi al quale attenersi appare dal nostro punto di vista necessario e per questo abbiamo avanzato su questo un’ulteriore proposta di emendamento”.

OLIVIERO DOTTORINI (Idv): “GESTIONE DEL CICLO DEI RIFIUTI, PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI E DEGLI UTENTI, RISPETTO DELL'ESITO REFERENDARIO SULL'ACQUA - La nostra posizione è di buon senso ed in linea con la volontà popolare espressa da 27 milioni di cittadini che si sono espressi con il referendum. I nostri emendamenti puntano ad affermare tre aspetti: gestione del ciclo dei rifiuti, partecipazione dei cittadini e degli utenti, rispetto dell'esito referendario sull'acqua. Insistono, inoltre, sulla garanzia della partecipazione dei cittadini, sia richiamando il rispetto delle norme nazionali che ne stabiliscono le modalità, sia prevedendo la partecipazione in seno alla consulta regionale per il servizio idrico e dei rifiuti di rappresentanti degli utenti, delle associazioni ambientaliste e dei movimenti per l'acqua. Sul tema dei rifiuti, chiediamo che tra i principi che dovranno ispirarne la gestione vi sia un riferimento esplicito alla strategia 'rifiuti zero' e che la gestione della raccolta e quella dello smaltimento finale siano affidati a gestori distinti, per evitare evidenti conflitti di interessi. Ma l'aspetto che riteniamo più importante è legato al servizio idrico. La volontà che milioni di cittadini hanno espresso con il referendum sull'acqua deve essere al centro di ogni riorganizzazione dei servizi. Quindi gestione pubblica del servizio idrico ed eliminazione del 7 per cento in bolletta sono i punti irrinunciabili da cui partire. L'acqua è un bene comune e un diritto umano essenziale. La Regione ne deve garantire l'approvvigionamento a ciascun cittadino, assicurando il diritto al minimo vitale giornaliero, pari a 50 litri giornalieri gratuiti per persona, inserendo richiami espliciti all'esito referendario. La gestione del servizio idrico deve essere pubblica e deve essere eliminata dalla tariffa la componente della remunerazione del capitale, cosa ancora inapplicata. Proponiamo anche un emendamento che esclude l'acqua dai beni con rilevanza economica e quindi sottraendo la gestione del servizio idrico alle logiche di mercato. I nostri emendamenti, quindi, gli stessi che avevamo presentato in Commissione, riguardano: il rispetto dell'esito referendario, eliminazione del 7 per cento dalla tariffa, riconoscimento di ciascun individuo al minimo vitale giornaliero pari a 50 litri gratuiti al giorno per persona, come stabilito dall'Organizzazione mondiale della sanità, coinvolgimento dei cittadini, dei movimenti per l'acqua, delle associazioni ambientaliste e dei consumatori nella Consulta che dovrà controllare la qualità e la correttezza nell'erogazione dei servizi. introduzione dell'obiettivo Rifiuti zero tra i principi che dovranno ispirare la gestione del ciclo dei rifiuti, cosa non prevista nell'attuale Piano regionale. Sul tema dei servizi e sul tema della non rilevanza economica dell'acqua che, in quanto diritto universale, non può essere soggetto alle regole del mercato, è necessario un intervento del Consiglio regionale. Per questo, auspichiamo che, oggi, il Consiglio assuma l'impegno ad un'iniziativa legislativa da sottoporre al Parlamento nazionale o agli altri consigli regionali che ci consenta di affermare cosa intende realmente questa Regione quando si parla di acqua pubblica. Chiediamo pertanto che l'approvazione di questo testo venga accompagnata da un Ordine del giorno che detti tempi certi per tornare in aula con una nuova iniziativa legislativa”.

MASSIMO BUCONI (Psi): “SPESSO SI È MANIFESTATA UNA ATTENZIONE PARTICOLARE PIÙ SUL METODO CHE SULLA SOSTANZA - Piena condivisione su questo disegno di legge della Giunta regionale. L'unica valutazione critica potrebbe riguardare le tappe seguite da questo atto dove spesso si è manifestata una attenzione particolare più sul metodo che sulla sostanza. Si è persa la sua portata riformatrice che invece va verso quella semplificazione tanto auspicata. Non è mai mancata e non manca certamente la giusta sensibilità ed il giusto rispetto verso i cittadini ed i territori perché il meccanismo di gestione previsto dà assolute certezze. La società deve essere giustamente governata dalle istituzioni democratiche che al centro di tutto sono chiamate a mettere la certezza delle decisioni in tempi certi. Il servizio pubblico va gestito senza sprechi di alcun genere. Questa normativa è quanto mai positiva per il processo riformatore messo in atto dalla nostra Regione, per questo deve trovare una applicazione veloce. Da qui, comunque, è necessario prevedere una più completa revisione della materia partendo da un non più procrastinabile adeguamento del dettato nazionale”.

SANDRA MONACELLI (UDC): “BENE L'IMPIANTO DI BASE E LE FINALITA' DELLA LEGGE, MA PIU' ATTENZIONE PER I COMUNI CHE POSSIEDONO RISORSE IDRICHE RILEVANTI - Il punto cruciale non è acqua pubblica o gestione privata, ma tariffe uniformi e più basse per tutti. Condivisibile l'opera di semplificazione, che porta 570mila euro di risorse liberate attraverso la soppressione dei vari Cda. Bene che ci sia meno apparato, decisioni più semplici e risorse per abbassare le tariffe. La mia perplessità riguarda la composizione statutaria, che prevede la presenza garantita per i Comuni più grandi, Perugia e Terni, e in maniera più generica per i Comuni più piccoli. Fra questi ultimi, però, bisogna tenere conto nella giusta maniera di quei territori che possiedono risorse idriche rilevanti, in quanto punti di forza dell'approvvigionamento idrico. Per il resto, per quanto riguarda l'impianto della legge e le sue finalità, sono favorevole”.

ORFEO GORACCI (Comunista umbro): “ATTO INVOTABILE, E' LA TRASPOSIZIONE IN UMBRIA DELLA POLITICA LETTA-ALFANO CON REGIA DI BERLUSCONI - Già da questo atto si vede la trasposizione delle politiche nazionali targate Letta-Alfano con regia di Berlusconi anche nella rossa Umbria. Dico subito che questo atto non lo voterò. L'ambito unico, con una popolazione di 900mila abitanti, ci sta. Ma dove lo mettiamo il referendum sull'acqua bene comune? Cosa diciamo alla moltitudine di persone che hanno espresso la loro volontà in tale senso? Non siamo nemmeno in linea con quanto abbiamo definito in Commissione Statuto. Non c'è nessun segnale di discontinuità con l'assunto che 'privato è bello', solo ipocrisia. E sui rifiuti non si dice una parola in riferimento a quella che è la situazione attuale. Possiamo anche bruciare tutto quanto, ma i cittadini dovranno sapere con chi hanno a che fare. Se l'atto rimane così è invotabile”.

RAFFAELE NEVI (PdL): “DA CINQUE ANNI EVIDENZIAMO L'IMPORTANZA DELL'AMBITO UNICO - Ci troviamo di nuovo di fronte al teatrino messo in scena da questa maggioranza. Con la sinistra radicale che rivendica una sua precisa linea, mentre le altre forze del centro sinistra, che hanno concordato la ripubblicizzazione dei servizi pubblici, si accorgono oggi che i problemi vengono addirittura aggravati. Penso che ci si è troppo presto dimenticati a come e perché si arrivò alla privatizzazione dei servizi pubblici: perché i Comuni non hanno fatto i giusti e necessari investimenti. La costruzione di partnership tra pubblico e privati andava e va verso la soluzione dei problemi e rappresenta l'unica strada da percorrere anche per il futuro. Rispettiamo le ideologie di tutti, ma le posizioni politiche strumentali emerse su questo atto non c'entrano nulla con le questioni di merito. Serve un approccio pragmatico che miri alla soluzione dei problemi e alla buona gestione dei servizi pubblici. In alcuni emendamenti presentati in Aula dalla Giunta regionale traspare solo la volontà di rinviare decisioni, invece non più procrastinabili. Per mantenere in piedi questa maggioranza si continua a non prendere decisioni e a rinviare le scelte. Sulla previsione dell'ambito unico siamo totalmente d'accordo. Da oltre cinque anni stiamo evidenziando l'errore di aver creato 4 ambiti di gestione. Questa scelta andava fatta ad inizio legislatura in modo tale da poter organizzare poi concretamente la gestione dei servizi in modo razionale ed unitario. Non si può, infine, non evidenziare il fatto che manca ancora il Piano regionale dei rifiuti e che questa maggioranza sembra particolarmente affezionata all'ampliamento delle discariche. Per quanto riguarda il nostro voto, bocceremo sicuramente tutti quegli emendamenti condizionati da posizioni ideologiche”.

LUCA BARBERINI (Pd): “ANCHE AI TERRITORI PIÙ LONTANI E DISAGIATI VERRANNO GARANTITI SERVIZI OTTIMALI. C'È ASSOLUTA ATTENZIONE PER OGNI COMUNITÀ ED OGNI TERRITORIO - Va ricollocato nel giusto ambito il significato reale di questo disegno di legge. Nel dibattito c'è stato troppo 'politichese', con alcune esternazioni sicuramente fuori luogo e comunque estranee all'atto. L'elemento principale è che questo ddl individua un unico ambito ottimale che assolve alle funzioni che fino ad oggi hanno esercitato quattro Ati. Il principio che viene attuato è di semplificazione, un argomento sul quale da tempo stiamo lavorando e che rappresenta un passaggio indispensabile per vincere le molteplici sfide legate all'economicità, ma anche all'efficienza e alla omogenizzazione dei servizi. Anche ai territori più lontani e disagiati verranno garantiti servizi ottimali. C'è assoluta attenzione per ogni comunità ed ogni territorio. Del resto, nell'Assemblea dell'Auri, dove vengono approvati gli atti fondamentali, sono presenti tutti i Comuni. I territori sono stati particolarmente ascoltati anche in fase di elaborazione del testo legislativo, dove gli Enti locali hanno espresso un parere estremamente favorevole. Bisogna evidenziare che la Regione non interviene nella organizzazione gestionale dei servizi, ma sulla Authority che ha competenze precise in fatto di programmazione, efficacia delle scelte e controllo dei gestori. Siamo assolutamente convinti che l'acqua è un bene pubblico. Il diritto dei cittadini e delle imprese è contenuto nell'impegno di garantire loro servizi di qualità e a basso costo. Il principio che regola il servizio idrico integrato è a rilevanza economica, definito sostanzialmente così da precisi principi costituzionali sui quali non possiamo agire in contrapposizione”.

ANDREA LIGNANI MARCHESANI (FD'I): “SEMPLIFICAZIONE VA BENE, MA NON CI SARANNO RISVOLTI POSITIVI PER LE TASCHE DEI CITTADINI - Il nostro totem non è la Corte Costituzionale, ma il popolo italiano. Ultimamente il popolo vien manovrato da illuminati sapienti che fingono di litigare e poi proseguono la solita 'mission' del governo Monti, di impoverire il ceto medio. Si vuol creare un grande sottoproletariato e una cupola di governanti illuminati. Il popolo è stato confuso sulla proprietà del bene pubblico e sulla gestione. Tasse e tariffe sono sempre più pesanti ed allora il popolo si attacca a tutto, anche a un referendum che non risolve niente, visto che il risultato è questo. Ciò che approviamo oggi è la rivisitazione di quello che si era tentato di fare nel 2007, con 4 Ati al posto degli Ato per acqua e rifiuti. Ma al cittadino interessa che diminuiscano le tasse. La doverosa semplificazione attuale non è accompagnata da una vera riforma endoregionale, e intanto i Comuni vanno a due velocità con l'Unione dei Comuni. Giusta la reductio ad unum, ma si va ad incidere su contesto incapace di agire, perché i Comuni che prima faticavano a gestire in servizio unico acqua, rifiuti e sanità in un ambito ristretto, come riusciranno a farlo in ambito più complesso? Apprezziamo lo sforzo di semplificazione generale ma è una misura insufficiente, che non avrà risvolti positivi per le tasche dei cittadini. La Regione non deve fare solo da cornice e poi, che ci pensi lo Stato. L'Imu che è stata sospesa tornerà in una forma diversa, poi arriveranno le altre, a cominciare da una Tares che potrebbe essere accresciuta di molto, perché il costo dei servizi dovrà sempre essere interamente ricoperto”.

PAOLO BRUTTI (IDV): “LA GESTIONE EFFETTIVA SARA' DELL'AURI, PER LA REGIONE SOLO PROGRAMMAZIONE. FACCIAMO IN MODO CHE POSSA VERIFICARE IL RISPETTO DEL CONTRATTO DI SERVIZIO - Il punto fondamentale è che il gestore effettivo sia del servizio idrico integrato che della raccolta dei rifiuti diviene questa nuova autorità, l'Auri, mentre prima la gestione effettiva toccava ai Comuni. Credo sia giusto l'ambito unico e il superamento degli Ati, ma si poteva evitare una riconcessione di intervento alle Amministrazioni comunali, perché può allungare i tempi. Non a caso questa riforma sarà sostanzialmente in vigore nel 2015, necessitando di lunga fase transitoria. Forse doveva essere accorciata al 2014. Da notare che le competenze della Regione saranno programmatorie, in quanto la gestione attiene all'autorità che viene costituita, che la eserciterà attraverso convenzioni o mettendo in gara contratti di servizio. Lo strumento per attuare concretamente la differenziata fino al riutilizzo di tutti i rifiuti o per portare l'acqua fino in cima a Monte Tezio sarà il contratto di servizio, perché con esso individuo cosa deve fare chi è incaricato di gestire. Occorre stabilire una norma in base alla quale alla Regione competa comunque la possibilità di verificare che il contratto preveda queste cose. Per quanto riguarda il referendum e il principio che sull'acqua non ci si debba guadagnare, occorrono norme di carattere nazionale perché la Regione non può andare oltre un certo punto. Chiediamo perciò che venga definita con norma generale. E facciamo in modo che l'Auri organizzi la gestione del servizio idrico integrato attraverso un ente pubblico”.

SILVANO ROMETTI (assessore regionale): “RIFORMA IMPORTANTE CHE SEMPLIFICA E RAZIONALIZZA A BENEFICIO DEI CITTADINI - La Regione sta lavorando per la semplificazione. Con il nuovo assetto ci sarà anche un utilizzo migliore e ottimale degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti su dimensione regionale, anche a beneficio delle tariffe pagate dai cittadini. Altre Regioni hanno scelto strade meno rigorose, annacquando al riforma. Noi facciamo un passo avanti importante verso l'ottimizzazione delle risorse in materia di idrico e rifiuti. Non possiamo mettere mano alle competenze: la programmazione e il controllo spettano alla Regione mentre la gestione spetta ai Comuni, che controlleranno l'Auri. Questa legge sconta un vuoto nazionale che esiste a livello legislativo. Coloro che hanno votato il referendum avevano un'idea più ampia rispetto al vero contenuto del quesito. Spero che da questa discussione possa uscire una iniziativa politica e istituzionale, anche in conferenza delle regioni, per stimolare un provvedimento normativo nazionale che possa completare l'esito referendario. In merito al dibattito: il quorum all'interno dell'Assemblea dell'Auri sono finalizzati a garantire una condivisione larga delle scelte, il suo funzionamento non avrà costi ulteriori e non ci potranno essere assunzioni. L'Auri entrerà subito in funzione anche se prima del 2015 non verrà predisposto il piano d'ambito regionale. Questo atto potrà agevolare la semplificazione della gestione con la nascita di un soggetto gestore unico regionale, al posto dei 4 oggi esistenti per i rifiuti e dei 3 per l'acqua. La consulta è stata migliorata nella composizione con l'allargamento anche alle associazioni ambientaliste e ai rappresentanti dei movimenti referendari dell'acqua. I piani ambito degli Ati attuali non permettono di scomporre e separare gli organismi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti. Non si può dire che il servizio idrico non ha rilevanza economica, dato che ci sono pronunciamenti della Corte costituzionale che ha invece stabilito che non è così. Abbiamo accennato anche alle strategie europee relative all'obiettivo rifiuti zero per rafforzare tutte le pratiche che consentono il riuso e il recupero dei materiali dai rifiuti”.

CATIUSCIA MARINI (presidente della Giunta): “LA COLLABORAZIONE INTELLIGENTE CON I COMUNI HANNO PERMESSO DI RECUPERARE I RITARDI LEGATI ALLA FASE DI AVVIO DEL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI. Puntiamo a raggiungere alcuni obiettivi strategici, alcuni dei quali riguardano le competenze delle amministrazioni comunali che sono tra l'altro proprietari o comproprietari di alcuni degli impianti di smaltimento. Procederemo al superamento del sistema delle discariche sfruttando impianti a valle della raccolta differenziata che verranno attivati da soggetti industriali che non hanno a che fare né con i soggetti gestori della raccolta né con quelli dello smaltimento. Nell'attuazione e nell'aggiornamento del Piano rifiuti saremo in grado di arrivare ad una gestione unitaria che prevede un recupero energetico e dei materiali. Oggi il tema non è quello delle discariche ma del recupero che evita l'afflusso di rifiuti in discarica. Servono impianti di dimensione regionale, un ambito che per alcune strutture non sarà neppure sufficiente”.

SCHEDA: L'AURI

La legga prevede la soppressione dei 4 Ambiti territoriali integrati (Ati) esistenti per sostituirli con l'Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri), una forma speciale di cooperazione tra i Comuni, un soggetto tecnico di regolazione del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti. L'Auri avrà un presidente, un Consiglio direttivo (composto dal presidente e dai sindaci eletti dall’Assemblea), una Assemblea (formata dai sindaci di tutti i Comuni della Regione o assessori o consiglieri comunali da essi delegati) e un revisore dei conti. In rappresentanza degli interessi degli utenti e ai fini del controllo della qualità è prevista l'istituzione della Consulta per il servizio idrico e il servizio di gestione dei rifiuti.

All'Auri spetterà tra l'altro la redazione del Piano d'ambito per il servizio di gestione dei rifiuti urbani, che prevede: le modalità organizzative per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata di ogni singolo Comune; le modalità per la progressiva estensione dei servizi di tariffazione; le tariffe riferite ai servizi; i criteri per l'assimilazione dei rifiuti nel rispetto delle linee guida stabilite dalla Giunta regionale; le quote di rifiuti speciali non recuperabili che possono essere smaltite a discarica tenendo conto delle specifiche indicazioni fornite dal Piano regionale; la stima dei fabbisogni di trattamento e smaltimento di rifiuti inerti; l'individuazione delle aree ove localizzare gli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti urbani; il piano finanziario che deve indicare le risorse disponibili, quelle da reperire, nonché i proventi derivanti dall'applicazione della tariffa per la gestione dei rifiuti per il periodo considerato.

La Regione eserciterà funzioni di indirizzo, programmazione, vigilanza e controllo. In particolare, la Giunta elabora piani e programmi di settore; stipula accordi o intese con amministrazioni statali o regionali; formula indirizzi e linee guida ai fini della attività dell’Auri; stabilisce criteri ed indirizzi per l’elaborazione del Piano d'ambito per il servizio di gestione integrata dei rifiuti; verifica la conformità dei piani e programmi dell’Auri alla normativa e agli atti di programmazione regionali; svolge attività specifiche di monitoraggio, vigilanza e controllo volte alla tutela degli utenti del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti; promuove iniziative per la riduzione dei consumi, per la riduzione dei rifiuti prodotti, per incentivare la filiera del riciclo, per il risparmio idrico e per la costituzione di riserve idriche; promuove iniziative volte alla riduzione ed all’omogeneizzazione delle tariffe; favorisce processi di aggregazione delle gestioni esistenti nelle more del riallineamento delle scadenze delle gestioni in essere; esercita la vigilanza e il controllo sull’attività dell’Auri. AS/MP/PG
 


 



Source URL: http://consiglio.regione.umbria.it/informazione/notizie/comunicati/consiglio-regionale-1-approvato-maggioranza-il-disegno-di-legge

List of links present in page