Regione Umbria - Assemblea legislativa


RIUSO E RICICLO: “LA GIUNTA SI IMPEGNI A FAVORIRE AZIONI CHE CONTRIBUISCANO ALLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ECONOMICA” - UNA MOZIONE DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO)

In sintesi

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) ha presentato una mozione con la quale si impegna la Giunta regionale ad attivare azioni positive che favoriscano il riuso e riciclo degli oggetti di consumo, per ridurre il volume dei rifiuti, favorire la sostenibilità ambientale e fornire una risposta a stati di bisogno e a richieste lavorative dei soggetti più deboli.

 


(Acs) Perugia, 12 aprile 2013 - Riuso e riciclo degli oggetti di consumo per ridurre il volume dei rifiuti, favorire la sostenibilità ambientale e fornire una “risposta a stati di bisogno e sofferenza e a richieste lavorative in particolare nei confronti di soggetti più deboli e svantaggiati come persone senza reddito e giovani”. Questi i punti centrali contenuti in una mozione del consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) con cui si impegna la Giunta regionale ad intraprendere azioni conseguenti.


Secondo Goracci, riciclare è oggi un “imperativo categorico”, se si vuole prevenire l'inquinamento e attenuare i danni della crisi: “Troppo spesso – spiega - finiscono in discarica oggetti che potrebbero sollevare il bilancio di un'intera famiglia. Alla luce di ciò un primo passo verso un mondo 'nuovo' è quello del riuso, della cultura basata sul principio delle 3 R: ridurre, riusare, riciclare. Questo obiettivo, indicato dalla Comunità Europea, sta prendendo piede un po' ovunque, sotto la spinta di una crisi che non accenna a regredire. In alcune città, particolarmente illuminate come Amsterdam – spiega Goracci -, già dalla seconda metà degli anni '70 i mobili e gli elettrodomestici funzionanti di cui ci si voleva disfare venivano conferiti in giorni particolari in una grande piazza centrale, dove le persone che ne avevano bisogno avevano a disposizione un certo numero di ore per prenderli prima che passasse il camion della nettezza urbana a portarli via. Abitudine civilissima – sottolinea - che permette ad ampie fasce della popolazione di arredare la casa senza spendere un euro”.


Il consigliere regionale ricorda poi che anche in Italia, qualcosa di simile è stato fatto dalla Regione Emilia-Romagna che “per prima, a recepito la direttiva, e a Bologna nel 2011 è nato il progetto Second Life, l' area del riuso della città, visitabile da tutti i cittadini, comprese scuole, enti no-profit, associazioni, dove vengono tenuti in deposito mobili , indumenti e oggetti per i quali ci si augura una 'seconda vita'. All'interno dell'area tutto è gratuito, se si vuole si può depositare un'offerta destinata a una onlus attiva nella green economy. e anche i bambini portano i loro vecchi giochi e ne prendono di nuovi. Anche il Comune di Ferrara – aggiunge Goracci -, grazie al 'Last minute market', ha attivato qualcosa di simile, contribuendo a prevenire la produzione dei rifiuti attraverso la valorizzazione di beni invenduti, o il riciclo dei personal computer”.


Goracci spiega poi nella mozione che “gli oggetti destinati alla spazzatura possono generare anche nuovi posti di lavoro, come accade in Belgio e in Francia, dove la catena Kringwinkel e la rete Envie, hanno raggiunto un giro d'affari di tutto rispetto: 35 milioni di euro solo la Kringwinkel”. Il consigliere regionale ribadisce poi un principio base che ispira tali attività: “non si acquista nulla: tutto arriva da donazioni, come nel caso di alcune catene di abbigliamento che danno ai clienti buoni per l'acquisto di abiti nuovi se questi ne portano almeno tre vecchi a 'rottamare. I vestiti usati vengono dati a società che li trasformano in prodotti per l'isolamento e per interni di auto. In altri casi come a Bologna – aggiunge -, i visitatori scelgono e portano via ciò di cui hanno bisogno, per se stessi o per conoscenti che hanno vergogna della propria povertà”.


In Europa – spiega Goracci - “più di 40mila persone disabili, ex detenute o senza reddito sono impegnate nel settore del riciclo insieme a 110mila volontari. Come ci dimostrano i dati europei è, quindi, possibile creare nuovi posti di lavoro solamente riciclando gli esuberi di merce prodotti dalle nostre economie. Le cooperative sociali costituite con questi criteri, infine – conclude Goracci -, godrebbero del finanziamento europeo e grazie anche a donazioni in denaro da parte di chi usufruisce del servizio e ha le possibilità per 'sdebitarsi', potrebbero costituire importanti esperienze di solidarietà e di mutuo soccorso”. RED/tb


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