STRISCIA DI GAZA: “AUSPICABILE INTERVENTO UMANITARIO DELLA REGIONE UMBRIA VERSO LA POPOLAZIONE PALESTINESE E IL POPOLO GAZAWI” - GORACCI (COMUNISTA UMBRO) SOLLECITA L'ATTENZIONE DELLA PRESIDENTE MARINI
Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) ha predisposto una lettera aperta , inviata alla presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini per “sensibilizzare la Regione sulla solidarietà con il popolo Gazawi”. Sostanzialmente un invito a predisporre “interventi regionali a sostegno di cause umanitarie riguardante la popolazione palestinese, e in particolare, quella abitante nella Striscia di Gaza”. Goracci ricorda quindi che l'Umbria ha sempre dimostrato attenzione nei confronti di quell'area geografica e delle relative proposte di pace e quindi “non può restare sorda alle richieste di aiuto che vengono dalla martoriata e stremata popolazione gazawi”.
(Acs) Perugia, 8 aprile 2013 – Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) ha predisposto una lettera aperta , inviata alla presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini per “sensibilizzare la Regione sulla solidarietà con il popolo Gazawi”. Sostanzialmente un invito a predisporre “interventi regionali a sostegno di cause umanitarie riguardante la popolazione palestinese, e in particolare, quella abitante nella Striscia di Gaza.
“Da sempre – scrive Goracci - la nostra regione dimostra attenzione nei confronti di quell'area geografica e delle relative proposte di pace. L'Umbria, per sua vocazione portatrice di iniziative intese a promuovere gesti di pace e solidarietà con i popoli oppressi, come testimoniano in passato le visite del presidente Arafat nel nostro territorio, non può restare sorda alle richieste di aiuto che vengono dalla martoriata e stremata popolazione gazawi. Grazie all'intervento di alcuni giorni fa a Gubbio di Patrizia Cecconi, presidente degli Amici della Mezzaluna rossa palestinese, e di Rosa Schiano, volontaria da oltre un anno a Gaza dove è impegnata come scudo umano per proteggere contadini e pescatori fatti oggetto di continui attacchi a opera dell'esercito israeliano – scrive il consigliere regionale - sono stati individuati alcuni settori d'intervento nei quali la Regione Umbria può impegnarsi per portare solidarietà alla società civile: sostegno all'asilo che l'associazione Dima intende costruire a Khan Younis. Il progetto della realizzazione dell’asilo intitolato a Vittorio Arrigoni in collaborazione con l’associazione 'Ghassan Kanafani', che gestisce cinque strutture simili in diverse località della Striscia, ha l'obiettivo di allargare il fronte della cultura laica a Gaza, per incentivare la cultura democratica di ambo i sessi. Sostegno, tramite adozione a distanza con gli Amici della Mezzaluna rossa palestinese a una bambina gazawi resa orfana dall'esercito israeliano (600 euro l'anno). Donazione di uno o più gruppi elettrogeni da destinare alla municipalità di Khan Younis che ne ha estremo bisogno. Acquisto di prodotti dell'associazione agricoltori o di una cooperativa femminile della Striscia di Gaza con l'impegno di farli arrivare in Umbria iniziando così un primo passo istituzionale per dare concretezza al progetto Gaza's Ark”.
Goracci spiega che “il progetto chiamato Gaza's Ark (l'Arca di Gaza), prevede la costruzione di una vera e propria arca, per cercare di rompere il blocco, (illegale e iniquo, secondo la legge internazionale) politico ed economico dall’interno, in collaborazione con la società civile palestinese. Il progetto verrà articolato con le seguenti modalità: utilizzando le risorse esistenti, si costruirà un’imbarcazione a Gaza. Un equipaggio di internazionali e Palestinesi la farà salpare con un carico di prodotti palestinesi per onorare gli accordi commerciali con acquirenti internazionali. L'arca sarà costruita a Gaza da mani e competenze palestinesi, con assistenza internazionale ove richiesta. Gaza’s Ark – assicura Goracci - aiuterà a ridare vita all’industria cantieristica navale in crisi a Gaza e ad assicurare la trasmissione di tali competenze in via di estinzione (altro effetto del blocco) alle giovani generazioni. Attraverso Gaza’s Ark ed accordi commerciali sottoscritti da produttori palestinesi e imprese internazionali e Ong, verrà stabilito un canale per esportare da Gaza i prodotti palestinesi disponibili nonostante il blocco. Il progetto assicurerà ai marinai di Gaza la formazione all’uso di equipaggiamento e tecniche innovative di navigazione elettroniche, che sono state loro negate per anni a causa del blocco. Ciò aiuterà, anche se in minima parte, ad alleviare la crisi occupazionale a Gaza, pagando gli stipendi ai costruttori dell’imbarcazione e fornendo opportunità d’impresa ai commercianti. Oltre a questo viene previsto l'appoggio al lavoro degli internazionali a Gaza che monitorano la violazione dei diritti umani a bordo della piccola imbarcazione Oliva, accompagnando i pescatori e interponendosi come scudi umani fra loro e l'esercito israeliano che spara sulle imbarcazioni non appena superano le 2 miglia dalla costa. Dal gennaio 2009 – scrive il consigliere regionale -, Israele ha unilateralmente imposto un limite di 3 miglia all'interno delle acque di Gaza, che, invece, secondo gli accordi di Jerico del 1994, dovrebbero estendersi fino a 20 miglia nautiche dalla costa. Un limite di 3 miglia che è a tutti gli effetti illegale. Le navi della marina israeliana sono appostate lungo questo limite, attaccando chiunque tenti di oltrepassarlo, e spesso attaccando le imbarcazioni dei pescatori anche all'interno di questo limite. All'interno delle 3 miglia ormai non c'è abbastanza pesce, e le acque sono spesso inquinate. I pescatori, soprattutto quelli che escono con le hasakas, le piccole imbarcazioni, tornano a volte con le casse quasi vuote. E quelli che tornano sono fortunati. Gli accordi per il cessate il fuoco del 21 novembre 2012 hanno stabilito che le forze militari israeliane devono 'astenersi dal colpire i residenti nelle aree lungo il confine' e 'cessare le ostilità nella Striscia di Gaza, via terra, via mare e via aria, compreso le incursioni e le uccisioni mirate'. Tuttavia attacchi militari israeliani via terra e via mare si sono susseguiti a partire dal giorno successivo al cessate il fuoco, ed aerei militari israeliani hanno sorvolato costantemente il cielo della Striscia di Gaza”.
Goracci ricorda che “nella settimana compresa fra il 22 ed il 29 novembre, un giovane palestinese è stato ucciso e 42 civili, compresi 7 bambini, sono rimasti feriti nelle aree lungo il confine con Israele, e la marina militare israeliana ha continuato ad attaccare pescatori palestinesi nelle acque di Gaza. Detto per inciso, nelle acque di Gaza è stato individuato un grande giacimento di gas naturale. Ai contadini le cose non vanno meglio, e anche per loro l'intervento di volontari internazionali è di vitale importanza: la No Go Zone di 300 metri lungo tutto il confine è stata imposta unilateralmente da Israele, inglobando le terre dei contadini palestinesi. Alcuni hanno perso tutto. L'esercito israeliano – scrive ancora il consigliere regionale - permette ai contadini di seminare, ma quando viene il tempo di raccogliere il grano, e i contadini di Gaza si riversano a lavorare nei campi, inizia a sparare su di loro. Due feriti nei soli primi due giorni del raccolto lo scorso anno. Perché contadini e pescatori tentano disperatamente di continuare a fare il loro lavoro? Per sfamare le famiglie e per il riconoscimento della loro dignità di lavoratori. Due ragioni – conclude Goracci - che non ci permettono di chiudere gli occhi e che ci chiedono a gran voce di schierarci dalla parte di chi vuol solo lavorare, a fianco dei volontari internazionali che rischiano ogni giorno la vita per proteggere i diritti negati della popolazione gazawi”. RED/as