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PERUGIA-ASSISI 2019: “IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA FONDAZIONE SIA ALTA ESPRESSIONE DELLA SOCIETÀ CIVILE E NON DELLA POLITICA” – NOTA DI MONNI (PDL)

In sintesi

Il consigliere regionale Massimo Monni (PdL) interviene in merito alla 'Fondazione Perugia-Assisi Capitale europea della Cultura 2019' valutando “opportuno che chi ha intrapreso una carriera politica si dimetta, ripristinando una composizione del consiglio di amministrazione che sia alta rappresentazione della società civile, e non della politica”. Monni fa riferimento ad uno dei componenti del Cda che sarebbe recentemente stato eletto senatore.

(Acs) Perugia, 14 marzo 2013 - “Ritengo inopportuno che un membro del consiglio di amministrazione della 'Fondazione Perugia – Assisi 2019', organo cui spetta il compito di guidare l'iniziativa, sia impegnato direttamente in politica, nonché neoeletto al Senato della Repubblica. E' auspicabile, vista la portata dell'iniziativa, che i membri del Cda siano tutti esponenti di alto profilo e super partes, al di fuori delle logiche politiche, poiché a loro spetta il compito, insieme al Comitato scientifico, agli enti locali ed alla Regione, di rafforzare in maniera condivisa la candidatura”. Lo afferma il consigliere regionale Pdl Massimo Monni, spiegando che “la candidatura di Perugia - Assisi a Capitale europea della cultura 2019 è un importante progetto di sviluppo, espressione di una visione ampia e di condivisione unanime della crescita culturale, sociale ed economica dei territori, in una ottica regionale e non più locale. La neonata Fondazione ha l'impegnativo compito di operare sia in una proiezione nazionale che internazionale, facendo leva su cultura, economia della conoscenza e nuove tecnologie, ovvero attivando ed impegnando competenze e personalità di alto profilo culturale e sociale, che siano rappresentazione unanime della società civile umbra”.

Monni conclude rilevando che “il progetto è una grande sfida, ma anche una importante opportunità che deve essere colta in pienezza e condivisione. Richiederà capacità manageriali e cospicui investimenti, non solo per infrastrutture culturali, ma anche in termini di dedizione e imparzialità dei soggetti direttamente impegnati. E' ragionevole e opportuno, quindi, che chi ha intrapreso una carriera politica si dimetta, ripristinando una composizione del consiglio di amministrazione che sia alta rappresentazione della società civile, e non della politica”. MP/


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