PARITA’ DI GENERE: “IL CENTRO REGIONALE PER LE PARI OPPORTUNITÀ APRA UNA DISCUSSIONE, PARTENDO DAL PARERE SULLA DOPPIA PREFERENZA” - NOTA DI ZAFFINI (FRATELLI D'ITALIA)
Il capogruppo regionale di Fratelli d'Italia, Franco Zaffini torna a chiedere una “seria” discussione “trasversale” sulla modifica della legge elettorale regionale, con l’introduzione della doppia preferenza di genere. Zaffini auspica “un confronto serio e fattivo tra chi è chiamato, per incarico o natura istituzionale, a farsi garante del processo di emancipazione femminile contribuendo alla rimozione degli ostacoli culturali e materiali ancora presenti nella nostra società”. Zaffini ritiene che se la maggioranza del Consiglio regionale rimane “sorda” davanti a questa proposta, analogo atteggiamento non dovrebbe essere perpetrato né dal Centro regionale per le pari opportunità, né dalle consigliere provinciali di parità, né tantomeno dall’assessore regionale competente in materia”.
(Acs) Perugia, 7 marzo 2013 - “Oggi l’Umbria può decidere se essere Regione d’avanguardia per colmare gap di accesso alle cariche elettive tra uomini e donne, oppure rimanere ferma ai convegni, ai seminari e alle parole di circostanza che proliferano in occasione di ricorrenze come l’8 marzo”. Così Franco Zaffini (capogruppo Fd'I) per il quale, “quest'anno, c’è una ragione in più per chiedere che si discuta seriamente, in maniera trasversale, la modifica della legge elettorale regionale, con l’introduzione della doppia preferenza di genere, perché il disegno di legge approvato dal Parlamento lo scorso novembre, non solo ha imposto ai Comuni lo stesso principio per le consultazioni municipali, ma ha sollecitato le Regioni a dotarsi di una normativa conforme per l’elezione dei consigli regionali”.
“Sono passati due anni da quando ho protocollato la mia proposta di legge per la modifica della legge elettorale regionale – ricorda Zaffini - con cui proponevo il ricorso alla doppia preferenza di genere, quale strumento di garanzia di parità nelle condizioni di partenza per l’accesso alle cariche decisionali del nostro sistema istituzionale. Ora, come autore del disegno di legge, mi trovo a rivolgere un invito a tutti i soggetti preposti a tutela dell’attuazione delle politiche di genere, in primo luogo al Centro regionale per le pari opportunità, per avviare un tavolo di confronto e consultazione con cui si proceda urgentemente alla modifica del nostro sistema elettorale, anche per dare un forte segnale di valorizzazione della risorsa ‘donna’. Che ci sia una differenza profonda tra le possibilità di accesso alle cariche politiche tra uomini e donne – rileva l'esponente dell'opposizione - è un dato di fatto innegabile. Abbiamo, dunque, due strade per incentivare la partecipazione femminile alla vita pubblica: o approcciare il problema con una mentalità da ‘specie protetta’ rispolverando la ‘riserva indiana’ delle quote rosa che delimitano i margini d’azione ed espressione delle donne; oppure, che è ciò che io auspico e propongo, garantire una condizione di parità in partenza dando l’opportunità all’elettore di esprimere due preferenze, purché rivolte a soggetti di genere diverso. Un sistema che premia sempre chi è riuscito a lavorare meglio”.
Zaffini si dice convinto che “dalla condivisione di questi basilari principi, occorre partire per un confronto serio e fattivo tra chi è chiamato, per incarico o natura istituzionale, a farsi garante del processo di emancipazione femminile contribuendo alla rimozione degli ostacoli culturali e materiali ancora presenti nella nostra società. E se la maggioranza del Consiglio regionale rimane sorda davanti alla necessità di intraprendere un percorso virtuoso di parità tra i generi, ritengo che lo stesso atteggiamento non possa essere perpetrato né dal Centro regionale per le pari opportunità, né dalle consigliere provinciali di parità, né tantomeno dall’assessore regionale competente in materia. Mi auguro, ad esempio – continua Zaffini, che il Centro pari opportunità, come primo segnale di apertura, esprima il parere obbligatorio sulla proposta di legge per la doppia preferenza di genere che abbiamo richiesto, senza esito, due anni orsono e che contribuisca, insieme a chi intende seriamente favorire l’accesso delle donne alla vita pubblica della nostra Regione, a fare da pungolo e sprone nei confronti di una politica che – conclude - sull’argomento fa ‘melina’ da troppo tempo”. RED/as