CONSIGLIO REGIONALE (3-2) MALTEMPO: ORDINE DEL GIORNO DI TUTTI I GRUPPI CONSILIARI - INTERVENTO CONCLUSIVO DELLA PRESIDENTE MARINI
(Acs) Perugia, 4 dicembre 2012 – Di seguito l'intervento conclusivo al dibattito sull'ordine del giorno unitario su “Allagamenti e danni da maltempo in Umbria” approvato oggi all'unanimità dall'Assemblea legislativa dell'Umbria (lancio Acs: http://goo.gl/skLNv).
Catiuscia Marini (presidente Giunta regionale): “In Umbria sono caduti 307 millimetri in 72 ore nel comune di Allerona, 230 mm a Compignano nel Marscianese, 252 mm a Ponticelli di Città della Pieve. Nella parte ovest della nostra Regione, la pioggia è stata tra i 250 e i 400 millimetri concentrati in 24–48 ore. Il volume idrico precipitato nel bacino del Tevere fino a Monte Molino è stato stimato in 900 milioni di metri cubi complessivi e sul Paglia, a Orvieto Scalo in 350 milioni di metri cubi: come se sull’asta del Tevere in 24 ore si fosse rovesciata per due volte la capacità dell’acqua contenuta nel Lago Trasimeno. Anche i corsi d’acqua che il sistema di Protezione civile nazionale e regionale ha controllato hanno superato tutti le soglie di attenzione e di allarme (Tevere, Chiascio, Topino, Chiani, Paglia, Genna e il Nestore con i relativi affluenti). Per il Tevere ha funzionato il sistema delle due dighe Montedoglio e Corbara. Le casse di espansione realizzate dal Consorzio di bonifica nell’ambito della programmazione regionale hanno funzionato perfettamente ed hanno ridotto di quasi del 40 per cento le portate. Il sistema di Protezione civile ha funzionato nei confronti della popolazione.
Sul tema dei bollettini e degli avvisi meteo, voglio precisare che la Regione Umbria non è autonoma da questo punto di vista, gli avvisi e i bollettini sono garantiti direttamente dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile, e il nostro centro funzionale decentrato valuta le criticità e gli effetti al suolo sulla base di quanto fornito direttamente dal Dipartimento. Sui danni, abbiamo fatto una ricognizione sommaria, che abbiamo già rappresentato in un’audizione alla Camera. Ci sarà una prossima audizione in Commissione al Senato la prossima settimana. Abbiamo rappresentato tre punti che sono in parte riassunti nella mozione, ma che dovrà essere il lavoro che noi dovremo spostare in un atto formale rivolto al Parlamento e al Governo. Le somme necessarie stimate per l'Umbria sono circa 220 milioni di euro, così ripartiti: 10 milioni per il primo soccorso (interventi di cui già i Comuni, le Province, la Regione); ripristino delle infrastrutture e delle reti indispensabili per la continuità delle attività economiche, che è la parte più preoccupante, l’insieme delle imprese produttive (commerciali, artigianali e industriali, agricole) circa 37 – 40 milioni di euro; interventi per evitare altre situazioni di pericolo annesse alla sicurezza del reticolo idraulico circa 36 milioni; interventi di ripristino delle sponde dei corsi d’acqua a carico delle Province e dei Consorzi di bonifica per circa 34 milioni e mezzo. Quanto invece connesso alle attività produttive, agli imprenditori agricoli e ai privati cittadini (in parte sottostimata), è di circa 70 milioni di euro. Questa dell’Umbria, rispetto alla Toscana, e circa probabilmente un 35 per cento di tutta la vicenda connessa all’alluvione. Quindi i 250 milioni di euro previsti sono importanti, e dico grazie al Parlamento e alla Camera dei Deputati che in sede di legge di stabilità hanno emendato e hanno inserito questa cifra, che speriamo il Senato confermi e il Governo dia in questo caso parere favorevole alla conferma nell’approvazione finale della legge di stabilità, è comunque una somma importante, preziosa, per questi primi interventi, ma del tutto, ovviamente, insufficiente rispetto alle azioni che noi dovremmo condurre. È necessario prevedere anche una norma nazionale che sancisca l’alluvione come calamità naturale e faccia scattare il diritto all’indennità dei danni subiti, in modo particolare alle imprese. Il riconoscimento del diritto al danno è anche importante per costruire misure finanziarie. La previsione normativa del risarcimento del danno nei confronti delle attività economiche dovrebbe essere una norma simile a quella adottata per il terremoto dell’Emilia Romagna e possa riguardare le aree e le attività economiche e anche i cittadini che hanno subito danni.
La Regione Umbria ha utilizzato una parte delle risorse finanziarie previste nel programma che nel 2011 è stato sottoscritto con il Ministero dell’Ambiente per la mitigazione del rischio idrogeologico idraulico. Gli impegni che abbiamo immediatamente attivato, d’intesa con i Comuni interessati e le due Province, hanno riguardato il versante delle imprese, produttive e commerciali da un lato e le imprese agricole dall’altro. La Regione sui suoi strumenti ordinari ha assunto impegni soprattutto per i fondi di garanzia per supportare, anche con il sistema bancario, le attività produttive economiche. Sarà fondamentale però anche un impegno finanziario che consenta alle imprese di avere lo strumento del risarcimento del danno subito, che dovrà derivare dalla normativa nazionale”. AS/