Regione Umbria - Assemblea legislativa


CONSIGLIO REGIONALE (3-1)MALTEMPO: “RICONOSCERE LO STATO DI CALAMITÀ NATURALE PER IL RIMBORSO DEI DANNI SUBITI DA AZIENDE E CITTADINI” - APPROVATO ALL'UNANIMITA' L'ORDINE DEL GIORNO FIRMATO DA TUTTI I GRUPPI CONSILIARI

In sintesi

ALL'ATTENZIONE DELLE REDAZIONI///A SEGUIRE LANCIO ACS SU INTERVENTO CONCLUSIVO DELLA PRESIDENTE DELLA REGIONE CATIUSCIA MARINI

 

 

(Acs) Perugia, 4 dicembre 2012 – La Giunta regionale metta in atto tutte le possibili azioni affinché il Governo riconosca lo stato di calamità naturale per il rimborso dei danni subiti da aziende e cittadini, oltre all'alleggerimento del peso fiscale sulle imprese e sulle famiglie colpite dagli eventi alluvionali che hanno colpito l'Umbria nel novembre scorso. Nelle more delle decisioni governative assuma ogni iniziativa per interventi immediati di carattere finanziario e normativo e per incentivare la collaborazione con il sistema del credito umbro al fine di attivare linee di credito agevolate per il rilancio produttivo delle attività colpite dall'alluvione. Lo chiede l'ordine del giorno - scaturito da una mozione firmata da Galanello, Locchi e Chiacchieroni (Pd) successivamente integrata, anche con gli interventi in aula, e trasformata in ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi consiliari - approvato oggi all'unanimità dall'Assemblea legislativa regionale.

Nel documento si chiede, inoltre, che la Seconda Commissione avvii un approfondimento della problematica riguardante la prevenzione e il governo idrogeologico del territorio umbro.

L'ordine del giorno – illustrato in Aula da Fausto Galanello - impegna inoltre l'Esecutivo di Palazzo Donini a costituire un Fondo di garanzia a disposizione del tessuto produttivo ed economico delle zone più colpite e a programmare gli interventi immediati ed urgenti di ripristino del sistema fluviale e della viabilità. A prevedere il consolidamento la messa in sicurezza delle frane. A ripensare politiche e strumenti che determinano l'equilibrio ambientale ed il governo del territorio, a partire dal clima per arrivare alle attività di regimazione delle acque, come la messa in funzione della diga sul fiume Chiascio e gli interventi di regimazione programmati nei fiumi della regione. A Potenziare la Protezione civile, soprattutto nell'area dell'Orvietano, un territorio a forte rischio idrogeologico. Si propone poi l'istituzione di un fondo, per il sistema idraulico, alimentato dal governo, dalle istituzioni e dai privati, come pure l'attivazione di procedure e iniziative per costruire e sperimentare i cosiddetti “contratti di fiume”.

La mozione parte dalle “forti piogge che hanno interessato l'intero territorio regionale, procurando ingenti danni alle abitazioni e alle aziende. Orvieto e il suo comprensorio hanno vissuto una fase di pesante emergenza causata dall'esondazione dei fiumi Paglia, Chiani e Tevere, che tracimati in più punti hanno arrecato danni ingenti a diverse attività agricole, artigianali e commerciali. A Marsciano lo straripamento del fiume Nestore ha causato l'allagamento di numerose case ed attività e dell'intera campagna, dove sono state colpite diverse aziende agricole. A Todi, per effetto della tracimazione del Tevere, si è registrata l'allagamento della piana tuderte ed in particolare del paese di Pian di San Martino. Eventi franosi e smottamenti, causati dal nubifragio, hanno interessato diversi centri abitati, come il caso particolarmente allarmante del colle di Parrano”.

Viene quindi evidenziato che “sono state diverse le realtà commerciali, turistiche, agricole ed industriali che a causa del nubifragio sono state allagate, con il conseguente blocco della propria attività. E in sede parlamentare è stato deciso di uno stanziamento straordinario in favore delle regioni alluvionate, da inserire nella Legge di stabilità, pari a 250 milioni di euro: un fondo non sufficiente in base alle prime stime dei danni”.

Gianfranco Chiacchieroni (Pd) ha sottolineato che si tratta di un evento verificatosi a causa delle bombe d'acqua cadute sul lato destro del monte Peglia, che hanno pi ingrossato i fiumi.... Un fatto non inusuale: anche nello Statuto del 1432 di Perugia si diceva di fare attenzione a questi fiumi, che richiedono molta cura. Invece sono proprie quei fiumi che non hanno organi di governo, su cui non vengono fatte opere di regimazione e sono genericamente assegnati alle Province. Esistono problemi trentennali relativi a questi corsi d'acqua. L'esperienza di questi 30 anni dovrebbe farci cambiare il modo di gestire queste nostre grandi risorse. In altre regioni, come la Lombardia esistono i contratti di fiume: per evitare disastri servono un costante coinvolgimento con i cittadini (che hanno un rapporto diretto con territori e corsi d'acqua) e un governo diverso da quello che abbiamo visto fin qui. Non può bastare il solo, straordinario, impegno della Protezione civile”.

Massimo Buconi (PSI): “Quando accadono certi eventi le sensibilità istituzionali si alzano, ma il problema è come fare sistema. È necessario il buon funzionamento dei Consorzi e dei Bacini idraulici. Ci sono aree dove nessuno esercita attività di prevenzione per l'assenza di queste strutture. Bene quanto previsto nella mozione, ma uno sguardo particolare dobbiamo comunque riservarlo alle famiglie danneggiate, situazioni dove l'alluvione ha messo fuori uso gli stessi mezzi di trasporto propri e a causa di ciò, spesso, per molti di loro si pone anche il problema di come andare al lavoro. Oltre agli interventi strutturali è importante intervenire con azioni immediate attraverso la dotazione di strumenti necessari per questo tipo di interventi. Bisogna poi fare un'attenta analisi sull'efficacia delle procedure previste per la prevenzione. Va stilato un protocollo informativo con un linguaggio più comprensibile per il cittadino, il quale va informato in maniera meno burocratica e più efficace sull'allerta in corso”.

Paolo Brutti (Idv) “Serve un fondo nazionale per interventi di manutenzione finanziato attualizzando i costi altissimi e certi da affrontare dopo. Sulla base di esperienze europee, ma anche di alcune regioni italiane e della certezza che episodi calamitosi come quello di Orvieto si ripeteranno con certezza, dobbiamo arrivare a quei 'contratti di fiume' altrove utilizzati che fissano protocolli di intesa fra i vari soggetti e che in alcuni casi sono diventati legge regionale. Occorre che le diverse competenze sui corsi d'acqua come Regione, Provincia, enti pubblici ed anche soggetti privati, si trasformino in sinergia. Ma occorra dare valenza giuridica agli accordi. Ma sulla base della constatazione che ogni evento calamitoso genera costi enormi, da affrontare successivamente, invito a riflettere sulla ipotesi di chiedere al Governo la istituzione di un fondo nazionale da implementare nel tempo per assicurare interventi programmati di prevenzione, anche sulla base di un minimo di ingegneria finanziaria basata proprio sulla attualizzazione dei costi futuri, sempre nella convinzione dimostrabile che intervenire dopo costa molto di più”.

Raffaele Nevi (Pdl): “Sottolineo l'esigenza di rafforzare gli interventi di prevenzione, per evitare danni alle persone e alle cose. Questo dibattito avviato oggi va proseguito: la Seconda Commissione si faccia carico di avviare un'indagine conoscitiva più approfondita sullo stato della situazione e sulle risorse reperibili per fronteggiare gli eventi calamitosi naturali. Necessario anche attivare una concreta sussidiarietà con i privati e con tutti i soggetti interessati. Occorre poi farci ascoltare da Governo nazionale coinvolgendo anche i parlamentari umbri. Ancora oggi non siamo fuori dall'emergenza, abbiamo molte famiglie e imprese in difficoltà. La presidente della Regione prospetti con forza al Governo la necessità di riconoscere lo stato di calamità naturale”.

Sandra Monacelli (Udc): “Confermo la comune volontà di agire unitariamente, bene abbassare le polemiche, ma occorre ricordare che le situazioni calamitose avvengono anche per responsabilità e trascuratezza di chi è preposto a intervenire. E' vero che incide il cambiamento climatico, a rendere più devastanti gli eventi, ma forse c' è stata anche qualche trascuratezza di troppo, e su questo occorre riflettere. Facciamoci carico ancor più delle nostre responsabilità di amministratori regionali per attuare efficaci interventi di prevenzione”.

Orfeo Goracci (Comunista umbro): “Condivido l'intervento pragmatico di Chiacchieroni. E' vero che le mutazioni climatiche rendono più gravi gli eventi, ma occorrono sicuramente interventi legislativi più incisivi a difesa del suolo, evitando la cementificazione selvaggia del territorio. Necessario poi coinvolgere chi vive sui territori più fragili, perché sono coloro che ci vivono i custodi e i manutentori più accurati del territorio. Occorre perciò facilitare quei piccoli, tradizionali e indispensabili interventi di 'manutenzione'”.

Massimo Mantovani (Pdl): “Propongo di inserire nel documento la strategicità della diga sul Chiascio di Valfabbrica, come essenziale elemento di regolazione delle piene dell'intera asta del Tevere. Occorre capire bene cosa fare per la diga di Valfabbrica, sia per ciò riguarda la mitigazione del rischio idraulico, sia per ciò che riguarda la questione più generale dell'uso irriguo”. [SEGUE] TB/MP/AS/GC

ALL'ATTENZIONE DELLE REDAZIONI///A SEGUIRE LANCIO ACS SU INTERVENTO CONCLUSIVO DELLA PRESIDENTE DELLA REGIONE CATIUSCIA MARINI


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