RIFIUTI: “CON L'APPROVAZIONE DEL PIANO D'AMBITO TERNI DICE BASTA ALL'INCENERIMENTO. ADESSO SI APRA UNA NUOVA FASE ANCHE IN REGIONE” - NOTA DI STUFARA (PRC-FDS)
Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Damiano Stufara esprime soddisfazione per l'approvazione del Piano d'ambito dell'Ati 4, avvenuta ieri, da parte del Consiglio comunale di Terni dove si stabilisce, rispetto ai rifiuti solidi urbani, “l'abbandono dell'incenerimento e la promozione di interventi finalizzati alla loro riduzione e al riciclaggio”. Per Stufara è comunque “altrettanto evidente che l'approvazione del Piano d'ambito, di per sé, non è sufficiente a rendere effettiva questa svolta, che tuttavia sarebbe stata impossibile se si fosse perpetrata la previsione originaria del Piano regionale. Dopo il voto di ieri da parte del Comune di Terni – osserva Stufara - è sempre più urgente avviare il lavoro per il nuovo Piano regionale dei rifiuti e contrastare il fatto che passi sotto silenzio la riaccensione di Terni Ena”.
(Acs) Perugia, 4 dicembre 2012 - “Chiunque abbia seguito dall'inizio la vicenda della programmazione del ciclo dei rifiuti nell'ATI 4 e gli effetti prodotti anche sul Piano regionale dalla vertenza apertasi su questo tema non può non riconoscere la svolta rappresentata da un atto dove si stabilisce, rispetto ai rifiuti solidi urbani, l'abbandono dell'incenerimento e la promozione di interventi finalizzati alla loro riduzione e al riciclaggio”. Lo scrive il capogruppo regionale di Rifondazione comunista per la Federazione della sinistra, Damiano Stufara dopo l'approvazione del Piano d'ambito dell'Ati 4 da parte del Consiglio comunale di Terni.
Per Stufara, comunque, “è altrettanto evidente che l'approvazione del Piano d'ambito, di per sé, non è sufficiente a rendere effettiva questa svolta, che tuttavia sarebbe stata impossibile se si fosse perpetrata la previsione originaria del Piano regionale, che non solo individua senza tanti giri di parole l'inceneritore di Terni Ena come impianto destinato allo smaltimento del sovvallo secco della frazione indifferenziata dei rifiuti dell'ATI 4, ma prevede anche la realizzazione a Perugia di un nuovo impianto a servizio per il resto della Regione. La sfida, adesso – spiega il capogruppo di Rifondazione comunista -, è quella dell'attuazione di una strategia che consenta di minimizzare i flussi di rifiuti indifferenziati, con l'obiettivo, tanto, di rendere residuale il ricorso alla discarica, traducendo in una positiva realtà il proposito di costituire, nell'Umbria meridionale, un autentico polo del riciclo e del riuso, quanto di rinunciare alla realizzazione di un nuovo inceneritore, che la notevole riduzione dei rifiuti prodotti nella regione e la crescita della raccolta differenziata rendono ormai anacronistico”.
Stufara osserva quindi come “a questa complessa esigenza di revisione delle politiche di gestione dei rifiuti non può certo dirsi estranea una seria riflessione su quanto finora realizzato, trovando la volontà politica di pronunciarsi anche su questioni che solo in apparenza esulano dalle competenze delle amministrazioni locali. In questo senso – aggiunge -, la contraddizione fra una pianificazione d'ambito che rinuncia all'incenerimento dei rifiuti negli stessi giorni in cui si procede, da parte di ACEA, alla riaccensione di un impianto che brucerà oltre centomila tonnellate di rifiuti industriali, quasi completamente di provenienza extraregionale è del tutto evidente, come pure che presso la discarica di Orvieto continueranno ad affluire rifiuti non solo urbani, esponendo a seri rischi la tenuta del ciclo. Dopo il voto di ieri da parte del Comune di Terni, pertanto, è sempre più urgente avviare il lavoro per il nuovo Piano regionale dei rifiuti e contrastare il fatto che passi sotto silenzio la riaccensione di Terni Ena”.
“Come Gruppo consiliare regionale del Partito della Rifondazione Comunista – rimarca Stufara - siamo convinti che la discussione vada portata avanti con coraggio e lungimiranza, recuperando quella trasparenza e chiarezza di vedute che solo può ripristinare la necessaria fiducia della cittadinanza nelle istituzioni, in quanto luogo deputato alla libera espressione dei bisogni e delle aspettative della collettività. Se è vero, come è vero – conclude -, che solo il superamento delle soluzioni impiantistiche finora adottate può garantire uno sviluppo sostenibile, allora serve andare fino in fondo, scegliendo la strategia 'Rifiuti zero' come modello cui tendere”. RED/as