THYSSEN-OUTOKUMPU: “GLI ATTI FIN QUI ADOTTATI DALL'UE SONO L’INIZIO DI UN PROGRESSIVO STRANGOLAMENTO DELLE PRODUZIONI DEGLI STABILIMENTI TERNANI” - DE SIO (PDL) CHIEDE CHE IL GOVERNO “INTERVENGA SENZA INDUGI”
Il consigliere regionale del Pdl Alfredo De Sio interviene sulla vicenda riguardante gli impianti ternani per la produzione di acciaio e chiede che il Governo italiano intervenga convocando le parti e “smettendola di recitare il ruolo meramente notarile fin qui esercitato”. A giudizio di De Sio le regole del mercato e della concorrenza non possono valere “a fronte di volontà palesi che hanno costruito l’operazione di Outokumpu, come una semplice volontà di distruggere le potenzialità delle nostre produzioni”.
(Acs) Perugia, 21 novembre 2012 - “Come nel trailer di un film la trama della vicenda acciaierie di Terni si snoda senza nessuna novità rispetto alle, fondatissime, preoccupazioni che erano emerse a seguito del pronunciamento della Commissione europea antitrust che ha stabilito lo scorporo degli impianti di Terni per il via libera alla fusione tra Inoxum ed Outokumpu”. Così il consigliere regionale del PdL Alfredo De Sio in merito alle dichiarazioni di parte sindacale che chiedono a tutte le istituzioni un “forte impegno” per sollecitare il Governo nazionale ad affrontare con “maggior decisione ed autorevolezza” l’intera vicenda.
“Pur essendo annoverato nella compagine degli scettici – aggiunge il consigliere del Pdl -, ho ritenuto e ritengo gli atti fin qui adottati in sede europea l’inizio di un progressivo strangolamento delle produzioni degli stabilimenti ternani. Con la finalità neppure troppo occulta di deprezzarne il valore complessivo spalancando di fatto la porta allo smembramento e alle speculazioni nazionali ed internazionali. La perdita nel breve tempo di volumi produttivi – sottolinea De Sio - è la logica conseguenza dell’incertezza relativa a percorsi certi che individuino acquirenti veramente interessati a mantenere la qualità e la competitività del sito di Terni”.
L'esponente del Pdl chiede quindi che il Governo italiano intervenga “senza indugi e con fermezza, perché le regole del mercato e della concorrenza non possono valere a fronte di volontà palesi che hanno costruito l’operazione di Outokumpu, come una semplice volontà di distruggere le potenzialità delle nostre produzioni. L’ho detto e lo ripeto - ricorda De Sio -: 'non capisco e non mi adeguo' all’ineluttabilità di decisioni che partono da presupposti che travolgono gli stessi rapporti che sono alla base dell’Unione europea. Per questo è necessario che il Governo convochi immediatamente le parti e smetta di recitare il ruolo meramente notarile fin qui esercitato. Occorre fare presto – conclude - perché l’obiettivo di chi ha messo Terni nel mirino si raggiunge anche con l’incertezza procrastinata all’infinito, con la burocrazia paralizzante e con lo spostamento sempre più lontano delle decisioni ultime”. RED/tb