Regione Umbria - Assemblea legislativa


STRISCIA DI GAZA: “SULL'AGGRESSIONE AI PALESTINESI ASSORDANTE SILENZIO DELLA POLITICA E DELLE ISTITUZIONI DELL'UMBRIA A PARTIRE DALLA REGIONE” - GORACCI (COMUNISTA UMBRO) ESORTA A NON FARSI COMPLICI

In sintesi

Per il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) la politica umbra ed in particolare la Regione non può rimanere in silenzio a fronte della aggressione del governo e dell'esercito di Israele nei confronti della popolazione inerme di Gaza, dove “con bombe mirate si uccidono decine di bambini”. Goracci afferma che l'Umbria, percepita in Italia e nel mondo come luogo e cuore di pace per la marcia Perugia-Assisi, e la figura di San Francesco simbolo di dialogo e di confronto, deve subito condannare il massacro in atto.


(Acs) Perugia 19 novembre 2012 – “In questi giorni e in queste ore a Gaza va in scena una forma di pulizia etnica e di rappresaglia contro la popolazione palestinese inerme, messa in atto dal Governo e dall'esercito israeliani che niente ha da invidiare alle forme disumane e bestiali che i nazisti usarono contro gli Ebrei e coloro che contrastavano i loro disegni”. Lo afferma il consigliere regionale Orfeo Goracci, (Comunista umbro) facendo riferimento alle informazioni diffuse dalla rete Internet  che “documenta quanto avviene con filmati e fotografie agghiaccianti, contrariamente ai veli di ipocrisia che i governi occidentali mettono in campo per coprire e giustificare il feroce assassinio di innocenti cittadini”.
Goracci, che accusa di “ipocrisia e di falsità sconvolgente” anche la stampa internazionale e le grandi reti televisive mondiali di “mettere sullo stesso piano le responsabilità dei carnefici (esercito israeliano) e le presunte colpe delle vittime (i palestinesi), aggiunge: “Nel momento in cui scrivo sono circa un centinaio i palestinesi uccisi e tra questi decine di bambini, donne, anziani: famiglie intere sterminate, per le quali, “qualcuno avrà la spudoratezza di dire che così si colpiscono terroristi, lanciatori di razzi, eccetera”.
In ragione di questo silenzio sulla gravità della situazione palestinese, il consigliere, “senza peli sulla lingua”, chiama in causa anche, “un assordante silenzio della politica e delle istituzioni dell'Umbria a partire dalla Regione”.
Come è possibile, si domanda Goracci, “non dire niente o mantenere una posizione neutrale e di equidistanza quando si ammazzano con bombe mirate decine di bambini? Che mondo si immagina o si vuole? Come si costruiscono i percorsi di pace?
Posso capire tutte le esigenze di relazioni diplomatiche, continua Goracci, ma di fronte alla rappresaglia e allo sterminio di bambini non si può stare alla finestra. Non solo perché l'Umbria è sempre stata in ottimi rapporti con i Palestinesi, molti di noi ricordano le visite di Yasser Arafat alla Sala dei Notari o in Piazza 4 novembre. Nel tempo le posizioni e le relazioni possono cambiare, ma l'Umbria che è percepita in Italia e nel mondo come luogo e cuore di pace (la marcia Perugia-Assisi, la città di San Francesco simbolo di dialogo e di confronto) non può non condannare il massacro di civili inermi che governo ed esercito israeliani stanno in queste ore perpetrando. Continuando a mettere la testa sotto la sabbia ci si trasforma in Complici di una politica di aggressione e rappresaglia.
In primo luogo va difeso il popolo palestinese dalle angherie che subisce. A chi fa politica e rappresenta le istituzioni non può sfuggire che con questa escalation tutto il mondo arabo può essere trascinato ad avere posizioni non di dialogo e di collaborazione con l'occidente, ma di sfida e reazione mettendo a rischio la pace mondiale.
È triste ammetterlo - conclude Goracci -, ma a fronte di un Governo silente che di massacri - quelli sociali - se ne intende e che non dice una parola di contrarietà a quello che sta avvenendo, dobbiamo rivalutare e avere la nostalgia di Andreotti e Craxi che per il Medio Oriente e per il Mediterraneo una politica estera autonoma, dignitosa, forte e indipendente almeno ce l'avevano”. Red/gc


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