ACCIAIERIE DI TERNI: “SI PROFILA LA PEGGIORE PROSPETTIVA. IL GOVERNO CONVOCHI ANCHE THYSSEN KRUPP E INTERVENGA SU COMMISSIONE EUROPEA, GERMANIA E FINLANDIA” - STUFARA (PRC-FDS): “LA MOBILITAZIONE CRESCA E DIVENTI UNA VERTENZA NAZIONALE”
(Acs) Perugia, 16 ottobre 2012 - “L'incontro fra i vertici di Outokumpu, il Governo, la Regione Umbria e le Istituzioni locali ha confermato lo scenario più nefasto e devastante per le acciaierie di Terni: lo spezzatino, la frammentazione del sito siderurgico ternano, che sarebbe inevitabilmente condannato al declino produttivo e occupazionale. Questa è la determinazione di Outokumpu, che non tiene in minima considerazione la storia e la qualità della produzione ternana di acciaio inossidabile”. Lo sostiene il capogruppo del Partito della Rifondazione comunista-Federazione della Sinistra, Damiano Stufara, che chiede di “intensificare gli sforzi, far crescere la mobilitazione e far assumere alla vertenza acciai speciali caratteri di vicenda nazionale, strategica per far continuare a definire l'Italia un Paese industriale”.
“Occorre che il Governo e il Presidente del Consiglio in prima persona – afferma il capogruppo in Consiglio regionale di Rifondazione - dimostrino di avere a cuore una produzione strategica dell'Italia e la tenuta sociale dell'Umbria. Occorre che il Governo convochi anche i tedeschi di Thyssen Krupp, che almeno fino al 16 novembre, quando si pronuncerà l'antitrust europea, rimangono i proprietari del sito di Terni. Occorre che il Governo intervenga presso la Commissione Europea e i Governi di Germania e Finlandia per porre, con gli strumenti della diplomazia economica, la imprescindibile necessità di conservare l'integrità del sito ternano, dalla quale scaturisce la sua competitività e la sua possibilità di trovare acquirenti, in una procedura che sia però gestita e garantita da un'autorità pubblica e indipendente, unica possibilità di fronte alla volontà di Outokumpu di non avere seri competitor che possano disporre delle fabbriche ternane”.
“Per quanto ci riguarda – conclude Stufara - come detto in questi giorni dagli operai, delle acciaierie non si tocca un bullone”. RED/PG