CONSIGLIO REGIONALE (3) APPALTI PUBBLICI: CONSIGLIO APPROVA ALL'UNANIMITÀ MOZIONE UFFICIO DI PRESIDENZA CHE CONTIENE OSSERVAZIONI SU PROPOSTA DI DIRETTIVA UE IN MATERIA DI APPALTI PUBBLICI
Approvata all'unanimità una mozione presentata dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale dell'Umbria con la quale si prende atto delle proposte della Commissione Europea in materia di appalti e concessioni e si formulano una serie di osservazioni. Esse riguardano in particolare la tutela del raggio di azione delle piccole e medie imprese, che si ritiene ancora troppo limitato nonostante le incentivazioni della UE, la differenziazione del servizio idrico rispetto agli altri, in quanto ritenuto incompatibile con una mera ottica di mercato e considerati gli esiti del referendum del giugno 2011.
(Acs) Perugia, 9 ottobre 2012 - Approvata all'unanimità una mozione presentata dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale dell'Umbria con la quale si prende atto delle proposte della Commissione Europea in materia di appalti e concessioni, e si formulano una serie di osservazioni. Esse riguardano in particolare la tutela del raggio di azione delle piccole e medie imprese, che si ritiene ancora troppo limitato nonostante le incentivazioni della UE, la differenziazione del servizio idrico rispetto agli altri, in quanto ritenuto incompatibile con una mera ottica di mercato e considerati gli esiti del referendum del 12 giugno 2011. Proposta poi una revisione della proposta di eliminare la distinzione tra servizi prioritari, di tipo A, e non prioritari, quelli di tipo B, dal momento che questi ultimi presentano un interesse transfrontaliero estremamente limitato e il modello proposto per i servizi sociali non arriva a compensare gli svantaggi derivanti dalla soppressione delle soluzioni particolari per i servizi di tipo B.
D'altro canto, il Consiglio regionale condivide l'obiettivo di modificare l'attuale quadro normativo in materia di affidamento degli appalti pubblici attraverso l'introduzione di misure in grado di rendere più efficace e trasparente la spesa pubblica, favorendo, al contempo, l'accesso al mercato delle Pmi e sostenendo, attraverso gli appalti pubblici, il conseguimento di obiettivi sociali comuni quali la tutela dell'ambiente, l'efficienza energetica, la lotta contro i cambiamenti climatici, la promozione dell'innovazione e dell'inclusione sociale, con la previsione di un regime semplificato per le amministrazioni aggiudicatrici regionali e locali, in linea con la strategia “Europa 2020”. Per migliorare l'accesso al mercato delle Pmi è stato introdotto, a livello europeo, l'obbligo di accettazione delle autocertificazioni ai fini della selezione e il passaporto europeo standard come effettiva prova documentale; prevista la suddivisione degli appalti in lotti e il pagamento diretto dei subappaltatori. “Un mercato degli appalti pubblici concorrenziale, trasparente, equo e attento alle esigenze delle Piccole e medie imprese – si legge nel testo della mozione – potrebbe apportare vantaggi positivi anche in termini di tutela della legalità, tema particolarmente caro al Consiglio regionale, che si è dotato di una Commissione apposita per il contrasto alle infiltrazioni criminali in Umbria”.
Palazzo Cesaroni segnala comunque “l'opportunità di prevedere ulteriori disposizioni, maggiormente incisive e più mirate su questo specifico tema”. Si rileva che, per quanto riguarda il peso dei requisiti ambientali e sociali, “è essenziale che competa alle amministrazioni aggiudicatrici decidere se sia il caso di far rispettare tali requisiti, allo scopo di evitare di escludere le Pmi”. In materia di sostenibilità ambientale nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche, per rendere più stringenti tali criteri, sono stati approvati due emendamenti alla mozione proposti da Oliviero Dottorini (Idv). Con specifico riferimento alle concessioni aventi per oggetto la fornitura d'acqua, “si ritiene che la regolamentazione delle modalità di gestione di un servizio pubblico fondamentale è tale da renderne auspicabile la gestione ad un livello più vicino possibile alla comunità locale dato che, come prevede il Trattato di Lisbona, 'è prioritario valorizzare e riconoscere il ruolo essenziale e l'ampio potere discrezionale delle autorità nazionali, regionali e locali di fornire, commissionare e organizzare i servizi di interesse economico generale il più vicino possibile alle esigenze degli utenti'”. Infine, per quanto riguarda l'aggiudicazione dei contratti di concessione, “pur ritenendo che la scelta dell'affidamento in house rispetto allo strumento della gara debba trovare riscontro in obiettive ragioni tecniche ed economiche, si ritiene che il diritto comunitario debba rimanere maggiormente neutrale rispetto alle scelte organizzative e di gestione effettuate a livello regionale e locale”.
Le istanze contenute nella mozione dovranno essere trasmesse a Camera dei Deputati e Senato della Repubblica per il tramite della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative, quali osservazioni ai fini della formazione della posizione italiana all'interno del dialogo politico. Si impegna inoltre la Giunta regionale ad assicurare un'adeguata informazione sulle proposte di direttive, informando le competenti Commissioni assembleari sulle modalità e i contributi concreti della partecipazione della Regione al processo decisionale e le iniziative assunte nelle opportune sedi nazionali ed europee”. PG/tb