ATTUALITA': “AVER FATTO VEDERE A MILIONI DI ITALIANI LA FICTION SU ENZO TORTORA E' STATO UN SERVIZIO AL PAESE” - NOTA DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO)
(Acs) Perugia, 3 ottobre 2012 - “Aver visto la fiction su Enzo Tortora è stato un pugno alla stomaco per milioni di italiani; per il sottoscritto e per coloro che hanno vissuto e vivono situazioni similari credo che sia stato di più, molto di più. Dolore, sgomento, rabbia, pianto nel vedere scorrere immagini che per me non sono state fiction, ma disperazione e devastazione di vita”. Lo dice il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro), secondo il quale “ricordare la vicenda di Enzo Tortora a circa trenta anni dai fatti è stato un servizio al Paese”.
“Sulle vicende giudiziarie – spiega - all'inizio è l'accusa che prevale, domina, fa uscire le notizie e con l'informazione al proprio 'servizio' demolisce e disintegra le persone, veicola all'opinione pubblica teoremi tutti da dimostrare. Nel caso Tortora si sono prese per buone le accuse, sono stati fatti titoli eclatanti su quelle, dimenticando una cosa banale e umana: che dietro al presunto 'mostro' ci sono persone, affetti, vite e ancor più si dimentica che la giustizia nei confronti dell'avvisato, indagato o arrestato per custodia cautelare, deve fare ancora il suo corso. Le fonti delle notizie 'sparate' erano e rimangono le Procure. Ci si affida a testimonianze strampalate e interessate, spesso 'costruite', non si ricorda e si fa scempio del principio della presunzione di innocenza, che rimane una cosa vuota anche se scritta solennemente nella nostra Costituzione”.
“Milioni di italiani – continua - hanno visto lo squarcio di un certo modo di agire e ora saranno di più gli italiani che diranno che prima di sbattere in galera in maniera preventiva, senza essere stati processati, delle persone bisogna pensarci non una, ma dieci, cento volte. Il protagonismo, l'apparire, il vendere copie o fare più audience non si può basare sulla creazione di mostri e distruzione delle persone. E' auspicabile – conclude - che questo lo comprendano tutti, soprattutto chi ha il potere di decidere sulle vite degli altri”. RED/pg