EDILIZIA RESIDENZIALE: “L’OSPITALITÀ NON PUÒ DURARE QUATTRO ANNI” - ZAFFINI (FARE ITALIA) SULL’EMENDAMENTO ALLA NUOVA LEGGE RESPINTO DALLA MAGGIORANZA
(Acs) Perugia, 25 settembre 2012 - “Oggi il Consiglio regionale ha approvato una legge sull’edilizia residenziale pubblica in virtù della quale un assegnatario di alloggio può dichiarare di offrire ospitalità ad un soggetto diverso per una durata di due anni, rinnovabili per ulteriori due. Vorrei sapere quanti dei consiglieri che hanno votato a favore dell’articolo possono testimoniare un’esperienza di quattro anni di ospitalità”. Lo afferma “un irritato Franco Zaffini, consigliere di Fare Italia, relatore per l’opposizione dell’atto e autore di un emendamento con cui si chiedeva la modifica dell’articolo, portando il periodo dell’ospitalità da quattro anni a un mese, rinnovabile per un successivo altro mese. Emendamento respinto dalla maggioranza, sebbene un rocambolesco cambio di opinione – causa momentanea distrazione, stando ai dichiaranti - ha portato al voto favorevole del consigliere Goracci e all’astensione dei due componenti dell’Idv, Dottorini e Brutti”.
“Negli alloggi popolari – dice Zaffini - esistono già realtà dubbie, al limite della legalità e della giustizia sociale, che lasciano fuori tanti nuclei familiari che hanno davvero diritto ad una casa, mentre oggi si consente a chi è assegnatario di mettere in casa persone per quattro anni, situazioni dietro cui si nascondono casi di affitti in nero. Non prendere in considerazione queste conseguenze significa solo non voler vedere la realtà, significa fare la politica degli struzzi, o peggio ancora, avallare situazioni di evidente illegalità ed ingiustizia. La legge – osserva ancora il consigliere regionale – garantisce già i casi di disabilità che attraverso tutela o curatela rientrano nel nucleo familiare dell’assegnatario, qualora manchi il vincolo di parentela, estendere il concetto di ospitalità a quattro anni – mentre nelle altre regioni è di gran lunga inferiore – conferma solo quello che sospettiamo, ossia che le cosiddette ‘case popolari’ siano destinate ad essere ricettacolo di affitti in nero appannaggio di pochi privilegiati. Certa sinistra – conclude il consigliere d’opposizione - specula sulle paure e sui bisogni della gente: l’illegalità che ampiamente caratterizza il panorama dell’edilizia agevolata, ne è un’ulteriore prova”. RED/mp