UMBRAFLOR: “NELL'AREA DELLA TORRACCIA È POSSIBILE COSTRUIRE UN MODELLO UMBRO DI FATTORIA SOCIALE CHE IN BREVE POTREBBE DIVENTARE PUNTO DI RIFERIMENTO NAZIONALE” - LA PROPOSTA DI SMACCHI (PD)
Per il consigliere regionale del Partito democratico Andrea Smacchi “il vivaio 'la Torraccia' di Gubbio potrebbe essere utilizzato, stante l'ampiezza dei terreni e le strutture di cui è dotato, per costruire un modello umbro di fattoria sociale, in grado di rispondere alla domanda sempre crescente di famiglie in cui vivono soggetti svantaggiati”. Smacchi auspica “condivise e concordate anche per tutelare i dipendenti di UmbraFlor”, evitando di “affidare incarichi a personale in quiescenza”.
(Acs) Perugia, 12 settembre 2012 - “La vicenda dell'ipotetica ristrutturazione aziendale del vivaio UmbraFlor si sta ormai trascinando da tempo, senza che si riesca ancora ad intravvedere una soluzione condivisa ed in grado di rilanciare le due sedi di Spello e Gubbio”. Lo sostiene il consigliere regionale del Partito democratico Andrea Smacchi, secondo cui “occorre innanzitutto fare chiarezza sugli obiettivi strategici, analizzare in maniera approfondita le possibili aree di mercato da aggredire e di conseguenza costruire un piano aziendale sostenibile che riesca a valorizzare al meglio i due siti di Gubbio e Spello”.
Smacchi spiega che “nello specifico il vivaio 'la Torraccia' di Gubbio potrebbe essere utilizzato, stante l'ampiezza dei terreni e le strutture di cui è dotato, per costruire un modello umbro di fattoria sociale, in grado di rispondere alla domanda sempre crescente di famiglie in cui vivono soggetti svantaggiati. La fattoria sociale, integrata con attività di carattere socio sanitario, educativo, di inclusione lavorativa e ricreativa rivolta in particolare a soggetti svantaggiati o a rischio di emarginazione, potrebbe diventare un punto di riferimento su scala nazionale. In questo contesto la mia proposta di legge in materia, che presto andrà all'esame della competente Commissione – evidenzia il consigliere regionale - potrebbe essere lo strumento normativo attraverso il quale costruire un progetto innovativo, che potrebbe consentire di colmare il gap che l'Umbria sconta rispetto ad altre Regioni che da anni portano avanti con successo un importante lavoro su questo versante”.
“L'unica cosa da non fare – prosegue Smacchi - è dismettere una realtà, come quella della Torraccia, che storicamente ha costituito un punto di riferimento per l'attività floro vivaistica della regione. Allo stesso tempo, in periodo di spending rewiev e nel bel mezzo della discussione sul nuovo assetto aziendale, non andrebbero affidati incarichi di alcun tipo a personale posto in quiescenza. I tempi delle scelte sono ormai maturi – conclude Andrea Smacchi – ma le stesse andranno condivise e concordate anche per tutelare tutto il personale che oggi lavora in UmbraFlor, che se si arriverà a scelte lungimiranti e coraggiose potrà non solo continuare ad operare, ma in un futuro non molto lontano potrebbe anche crescere”. RED/mp