POLITICA: “INGENEROSE E INFONDATE LE CRITICHE DI SBRENNA AL CENTRODESTRA UMBRO” - NEVI, MONNI E LIGNANI (PDL): “SE NON CONDIVIDE PIU’ IL PROGETTO, SI DIMETTA”
(Acs) Perugia, 23 agosto 2012 – I consiglieri regionali del Pdl Raffaele Nevi, Massimo Monni e Andrea Lignani Marchesani replicano, attraverso una nota comune, alle affermazioni rilasciate in un'intervista da Pino Sbrenna, candidato sindaco a Perugia per il centrodestra nelle ultime elezioni amministrative.
Quelle di Sbrenna vengono definite “critiche ingenerose e infondate – le definiscono i consiglieri Pdl - da parte di un democristiano esperto, figlio di quella classe politica che, con tutta evidenza, ha condotto l’Italia verso il baratro. I disavanzi pubblici disinvolti del passato – spiegano Monni, Lignani e Nevi – pesano soprattutto oggi, così come anche l'attuale disoccupazione giovanile è figlia di quegli anni, in cui si sfogliava il manuale Cencelli per dosare con sapiente alchimia politica poltrone, privilegi e strapuntini. Oggi paghiamo lo scotto di anni di sprechi e di una gestione del debito forsennata, che ha ipotecato il futuro delle nuove generazioni”.
“Irricevibili e irriconoscenti, dunque – secondo i consiglieri regionali del Pdl -, le critiche mosse da Sbrenna al centrodestra, che lo ha nominato e candidato a sindaco di Perugia. Da un pulpito inappropriato – sostengono - si erige a giudice rivelatore, mentre incassa anche una cospicua indennità da consigliere regionale. Oggi – proseguono - Sbrenna dichiara che terminerà la consiliatura con minor entusiasmo, ma sarebbe più opportuno e serio che si dimettesse dal ruolo di rappresentate del centrodestra se non ne condivide più il progetto”.
“Oggi – concludono - il PdL più che dilungarsi in sterili critiche ingenerose e infondate è seriamente impegnato a costruire le basi per proporre seriamente un progetto alternativo per l’Umbria e per Perugia, guardando al futuro. Forti dei valori e delle idee, andiamo avanti con l’obiettivo di salvare la regione dalla catastrofe economica e culturale, e da chi mal rappresenta i cittadini, confinando il proprio progetto politico nell’azzeramento dell’altro e nell’autoconservazione”. RED/pg