PONTE DELLE TORRI: “UN DESTINO SCANDITO DAI SUICIDI, INVECE CHE DALL'AGENDA DI CHI HA L'AUTORITÀ PER METTERLO IN SICUREZZA” - NOTA DI ZAFFINI (FARE ITALIA)
(Acs) Perugia, 7 agosto 2012 - “Ogni morto in più è sulla coscienza di chi, pur avendone l'autorità, non provvede a mettere in sicurezza il Ponte delle Torri regolamentandone l'accesso”. Lo sostiene il consigliere regionale Franco Zaffini (Fare Italia) apprendendo la notizia dell'ennesimo caso di suicidio a Spoleto.
“Si discute da sempre della problematicità legata al Ponte – afferma il consigliere Zaffini - che anziché essere noto per l'importanza storica ed architettonica e per il panorama che offre è celebre per la triste fama che si è guadagnato. Non è mai stato preso in considerazione un piano efficace di messa in sicurezza e neppure, come il sottoscritto ha proposto nel corso degli anni, un concorso internazionale di idee affinché le eccellenze dell'architettura mondiale avanzino le migliori proposte a salvaguardia del monumento e di chi preso, dallo sconforto, può in un momento di buio decidere di porre fine alla propria esistenza”.
Secondo il consigliere regionale “se è vero che maturare un'idea così estrema è, di norma, un processo irreversibile, esistono casi, magari un'infinitesima parte, in cui un attimo di lucidità in più può salvare la vita. Nel frattempo chiudere il ponte nelle ore notturne e regolamentare l'accesso, con la collaborazione degli ausiliari Auser, durante le fasce orarie aperte al pubblico, potrebbe essere la strada più breve per limitare la conta dei suicidi che avvengono a Spoleto. Una conta – conclude Franco Zaffini – che ogni volta riapre un dibattito sul futuro del monumento scandito dalla drammaticità degli eventi anziché dall'agenda di chi amministra la città”.RED/mp