QUESTION TIME (7) 'SANITOPOLI': “SOSPENDERE IL CONTRATTO DI CONSULENZA ALL'INGEGNERE DI LORETO DOPO LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO” - A MONNI (PDL) HA RISPOSTO LA PRESIDENTE MARINI: “NON SUSSISTONO LE RAGIONI OGGETTO DELL’INTERROGAZIONE”
(Acs) Perugia, 31 luglio 2012 - “La Giunta regionale chiarisca se con l'ingegner Paolo Di Loreto, nei confronti del quale la magistratura ha presentato richiesta di rinvio a giudizio nell'ambito della inchiesta sulla sanità, intende procedere con lo stesso metro utilizzato a suo tempo per rimuovere la dottoressa Rosignoli dalla direzione dell'Asl 3 di Foligno”. È quanto, sostanzialmente, ha chiesto all'Esecutivo di Palazzo Donini il consigliere regionale del PdL, Massimo Monni che ha voluto anche “precisare come Di Loreto, già direttore generale alla Direzione regionale sanità, pensionato e contrattualizzato a 120mila euro all'anno, ancora oggi rappresenta la Regione Umbria, su nomina della Conferenza dei presidenti delle Regioni, nelle commissioni ministeriali e negli organi tecnici di contrattazione per i rinnovi contrattuali dei medici, dei farmacisti (nomina recentissima) e delle altre professioni sanitarie”.
È stata la stessa presidente della Regione, Catiuscia Marini a rispondere a Monni, precisando che: “il dottor Di Loreto non ha ricevuto alcun atto di imputazione da parte dell’autorità giudiziaria; le notizie apparse sulla stampa fanno riferimento unicamente alla fissazione dell’udienza preliminare di fronte al G.I.P., che può concludersi sia con la sentenza di rinvio a giudizio sia in alternativa con la sentenza di non luogo a procedere nei confronti dell’interessato.
Di Loreto – ha sottolineato la Presidente -, dal 31 gennaio 2011 ricopre un incarico all’interno dell’ufficio di Gabinetto della Presidente, quindi della mia persona, e come tale non svolge funzioni gestionali, né amministrative, né direzionali, ma funzioni di supporto all’attività politica istituzionale della presidente della Giunta regionale. Le molteplici funzioni che Di Loreto svolge a livello nazionale, sono scelte condivise nell’ambito della Conferenza delle Regioni, per cui non rappresenta in maniera singola la Regione Umbria. Tengo a sottolineare che i suoi incarichi non sono oggetto di retribuzione né di indennizzo. Per tutti questi motivi non sussistono le ragioni oggetto dell’interrogazione”.
Nella sua replica, Monni ha definito “una vergogna che questa Giunta continui a dare consulenze a persone ormai in pensione, soprattutto in questo momento delicato che il nostro Paese sta affrontando. Se poi Di Loreto rappresenta tutte le Regioni, sicuramente sarà stato segnalato da qualcuno”. AS/