Regione Umbria - Assemblea legislativa


SANITÀ: “RIVEDERE IL RUOLO DELL'UNIVERSITÀ, MAGGIORE ATTENZIONE PER MALATI GRAVI E DISABILI, TUTELARE E GARANTIRE I LAVORATORI” - LE PRIORITÀ DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO) PER LA RIFORMA

In sintesi

Il consigliere Orfeo Goracci (Comunista umbro) interviene in merito alla riforma della sanità regionale ribadendo che “Ruolo e peso dell'Università sono esagerati, per cui sarebbe opportuno eliminare le due aziende ospedaliere, in subordine averne una soltanto e comunque entro 2 anni fare opportune verifiche ed andare anche al superamento di accordi e convenzioni. Serve più attenzione ai malati gravi e ai disabili in genere che vivono in famiglia. Occorre maggiore prevenzione sul territorio e un ruolo più marcato dei sindaci nelle politiche di indirizzo generale”. Per Goracci, inoltre, “il Consiglio regionale deve essere coinvolto e aggiornato sull'attuazione della riforme e servono regolamenti che tutelino e garantiscano i lavoratori (penso a quelli del 118). Non deve essere infine sottovalutata l'organizzazione operativa degli ospedali sul territorio”.

(Acs) Perugia, 28 luglio 2012 – Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) interviene “nel momento in cui la Giunta regionale si appresta ad approvare la proposta di 'riforma' della sanità umbra per poi consegnarla al Consiglio” per ribadire alcuni concetti di fondo che da tempo appartengono al dibattito politico. “Il Governo Monti – evidenzia Goracci - persiste nel massacro sociale e tutti fanno finta di niente, le sue ricette (al servizio solo di banche, speculatori e poteri forti) dimostrano, proprio sul piano economico, la totale e assoluta inefficacia. Per la sanità umbra molte cose sono state dette e scritte soprattutto dal fronte della maggioranza. Ruolo e peso dell'Università sono esagerati, per cui sarebbe opportuno eliminare le due aziende ospedaliere, in subordine averne una e comunque entro 2 anni fare opportune verifiche ed andare anche al superamento di accordi e convenzioni. Serve più attenzione ai malati gravi e ai disabili in genere che vivono in famiglia. Occorre maggiore prevenzione sul territorio e un ruolo più marcato dei sindaci nelle politiche di indirizzo generale. Il Consiglio regionale deve essere coinvolto e aggiornato sull'attuazione della riforme e servono regolamenti che tutelino e garantiscano i lavoratori (penso a quelli del 118). Non deve essere infine sottovalutata l'organizzazione operativa degli ospedali sul territorio”.

Goracci sottolinea che “mentre è apprezzabile il punto di caduta sui punti nascita e su altri aspetti di razionalizzazione, non chiaro e desta sospetti il punto dove si parla di: 2 Dea (degenza ad elevata assistenza) di 2° livello negli ospedali di Perugia e di Terni e di 3 Dea di 1° livello negli ospedali di Città di Castello-Branca (unico Dea articolato in due sedi), Foligno-Spoleto (unico Dea articolato in due sedi) e Orvieto. Da una tale formulazione si potrebbe dedurre che i Dea di I° livello articolati su più sedi debbano avere all'interno di un solo presidio ospedaliero le strutture preposte, per modalità e dotazioni organiche, a gestire adeguatamente l'emergenza, secondo le indicazioni ministeriali (come previsto dalla delibera di Giunta n.609 del 2012). Che significa questo? Viste le scelte del passato, e le politiche montiane (sostenute da tutti e dedite solo e sempre ai tagli) non c'è da essere grandi profeti per ipotizzare che se non ci sono paletti e definizioni certe, se non c'è autonomia gestionale e finanziaria soccomberanno, delle due sedi, quelle più deboli, povere e meno protette, cioè gli ospedali di Gubbio-Gualdo Tadino (dato che nell'Alto Chiascio c'è un ospedale che si chiama Gubbio-Gualdo Tadino e non Branca) e Spoleto. La cosa sarebbe semplicemente scellerata”. RED/mp


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