RIORDINO ISTITUZIONALE: “REGIONI PIU' VASTE E RUOLI BEN DEFINITI DI COMUNI E PROVINCE” - DE SIO (PDL) SOLLECITA “MAGGIORE CORAGGIO, CAPACITA' DI ANALISI E LUNGIMIRANZA POLITICA”
Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Pdl) interviene nel dibattito sul riordino istituzionale, lamenta la “sterilità” di semplici rivendicazioni territoriali che sembrano prescindere dalle reali questioni poste dalla competizione globale. De Sio pensa ad un assetto nazionale che superi l'attuale numero delle Regioni, per costruire un sistema interregionale in cui siano mantenuti ruoli e funzioni di Comuni e Province. L'esponente del Pdl punta il dito sulle “storiche inadempienze” della classe dirigente di centrosinistra rispetto alla necessità di costruire un sistema regionale equilibrato e coeso.
(Acs) Perugia, 26 luglio 2012 - “Occorre affrontare le questioni relative al riordino istituzionale indicato dal decreto del Governo andando al di là di uno sterile dibattito in cui ciascuno nel chiuso del proprio orticello rivendica sterilmente un ruolo. Come pure è necessario ripensare le aree della nostra penisola con criteri di omogeneità che coniughino la storia e la tradizione dei territori con le esigenze economiche di sviluppo realmente capaci affrontare le sfide della competizione globale”. Alla luce di ciò il consigliere regionale Alfredo De Sio (Pdl) sollecita l'apertura in Umbria di un serio e “moderno” dibattito che affronti seriamente la questione “della necessità del superamento di molte dimensioni regionali ridotte, come quelle dell'Umbria, affrontando con coraggio la ridefinizione di ambiti istituzionali più vasti e rispondenti alle esigenze dei nuovi tempi. In un ottica interregionale – spiega - che approdi magari a quella 'regione dei due mari” più volte evocata e che appare oggi la risposta più adeguata a coniugare le diverse esigenze. E' necessario, a mio giudizio, guardare più avanti anche perché appaiono aberranti le conseguenze che l'applicazione del decreto produrrà in realtà come l'Umbria dove la regione di fatto coinciderebbe con una sola Provincia”.
Secondo De Sio si pone quindi l'urgenza di verificare se nei percorsi di “inevitabile riscrittura dell’architettura dello Stato non si debba recuperare ciò che oggi gettiamo e magari disfarsi di quello che conserviamo. E forse – aggiunge – non è utopico ne peregrino avere un pizzico di coraggio in più e tendere ad un modello che potremmo chiamare di due più due, dove i livelli che legiferano sono, lo Stato nazionale e l'Unione Europea, e quelli invece a cui è destinata la gestione amministrativa siano i Comuni e anche quelle Province di cui ci oggi si decide di fare a meno”.
A giudizio dell'esponente del Pdl, inoltre, il dibattito e le prese di posizione che si stanno sviluppando nei vari territori, a livello politico e istituzionale, “per certi verso sono un segno di vitalità ma evidenziano anche forti limiti sia di analisi che di progetto, che vanno ad assommarsi alle storiche inadempienze di quelle classi dirigenti, tutte di centrosinistra, che attive nell'attuale contingenza, appaiono dimenticarsi di una ininterrotta stagione di immobilismo e subalternità che le ha contraddistinte quando il confronto sul riequilibrio dei nostri territori rappresentava realmente uno degli aspetti strategici ai quali legare il futuro di coesione dell’Umbria”. RED/tb