TAGLIO UFFICI POSTALI: “LA REGIONE APRA UNA VERTENZA CON POSTE ITALIANE. CHIUSURA DI QUESTI SERVIZI PROBLEMA SOCIALE, DI INSEDIAMENTO ANTROPICO E SVILUPPO FUTURO” - NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (PDL)
Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) sollecita la Regione Umbria ad aprire vertenza ed un tavolo di confronto con Poste Italiane per scongiurare il taglio degli uffici postali. La chiusura di questi servizi, a giudizio di Lignani Marchesani è un “devastante problema” per le persone anziane, “già vessate dall'obbligo di aprire un conto corrente per riscuotere la pensione” e rappresenta anche un “ulteriore decisivo parametro che porta alla desertificazione dei piccoli centri storici”.
(Acs) Perugia, 12 luglio 2012 - “Chiudere uffici postali periferici non è solo un devastante problema per le persone anziane, magari già vessate dall'obbligo di aprire un conto corrente per riscuotere la pensione, ma è anche un ulteriore decisivo parametro che porta alla desertificazione dei piccoli centri storici, a vantaggio invece di insediamenti industriali e commerciali e con pregiudizievoli prospettive in termini culturali e di sviluppo turistico”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) che nello specificare che “non è questa la sede per fare la graduatoria delle priorità, né il momento di disconoscere la necessità di razionalizzare la spesa” sottolinea la necessità che la Regione apra su questo tema una vertenza ed un tavolo di confronto con Poste Italiane, “anche tenendo presente ciò che questo significa in termini di prospettiva culturale”.
Spiega Lignani Marchesani che l’ufficio postale ha un ruolo “fondamentale” in una comunità e “troppo, in questi anni, gli Enti locali hanno fatto nel contribuire alla spoliazione dei centri storici a vantaggio di altri insediamenti. La qualità della vita dell’Umbria ed il suo possibile sviluppo futuro – aggiunge - si giocheranno anche sull’offerta complessiva nei borghi storici che stanno diventando, in alcuni casi, veri e propri 'villaggi fantasma'”. A sostegno di ciò l'esponente del Pdl propone come esempio “lampante” la chiusura di uffici postali proposta per capoluoghi comunali quali Citerna, Fabro e Fossato di Vico, “mentre rimarrebbero operativi uffici in frazioni più popolose dello stesso territorio”, o per luoghi ad “alta vocazione ricettiva e di interesse storico-artistico” come Preggio, Spina o Civitella del Lago.
Secondo Lignani Marchesani “per inseguire un mero dato quantitativo di breve periodo si crea invece un moltiplicatore negativo che si ripercuoterà sui centri storici e sulle vocazioni ricettive dell’Umbria. Ad un problema sociale – conclude - se ne aggiunge dunque uno di prospettiva e di immagine futura della Regione: su questo occorre evidentemente riflettere”. RED/tb