Regione Umbria - Assemblea legislativa


DAVERIO A CITTÀ DI CASTELLO: “GIUSTE LE OSSERVAZIONI SU SVILUPPO E RUOLO DELLE FONDAZIONI; SCORRETTO L'INTERVENTO DI UNA DIRIGENTE REGIONALE” - LIGNANI MARCHESANI (PDL) CHIEDE LETTERA DI SCUSE.

In sintesi

Il consigliere regionale e vice presidente dell'Assemblea di Palazzo Cesaroni, Andrea Lignani Marchesani, interviene con una nota sull'incontro promozionale della Regione dell'Umbria con giornalisti di testate di settore e tour operator alla Fondazione Burri prendendo posizione a favore delle considerazioni fatte dal critico Daverio sul ruolo delle fondazioni autoreferenziali e chiuse e sul “modello dei capannoni industriali tifernati che stridono con le scelte ambientali e culturali della Regione”. Lignani Marchesani è invece molto critico su due interventi, in particolare su quello di una dirigente regionale che “si sarebbe permessa di censurare in pubblico un consigliere” sollecitando “una immediata lettera di scuse”.

 

(Acs) Perugia, 2 luglio 2012 – L'incontro promozionale della Regione dell'Umbria con giornalisti di testate di settore e tour operator alla Fondazione Burri è evidentemente sfuggito di mano agli organizzatori.

Ne è convinto il consigliere regionale e vice presidente del Consiglio Andrea Lignani Marchesani (Pdl) che della manifestazione cita tre episodi: Per primo e più importante le considerazioni, definite “assolutamente condivisibili” dell'ospite d'onore, Philippe Daverio, che ha criticato il “modello dei capannoni industriali tifernati che stridono con le scelte ambientali e culturali della Regione”, e quello delle “Fondazioni autoreferenziali, chiuse all'esterno che come tali non hanno ragione di esistere ponendosi fuori mercato”.

Un giudizio che per Lignani, pur all'insaputa del critico d'arte, propone un puntuale identikit della Fondazione Burri che opererebbe “senza alcuna interazione con la comunità tifernate, se non con qualche politico di riferimento e che non riesce nemmeno a garantire la minima trasparenza sulla pubblicità di parcelle di avvocati e alienazione del patrimonio”. Ma oltre alla Fondazione, chiamata in causa del suo attuale presidente “per la mancanza di fondi anche per attivare aria condizionata negli essiccatoi a tutela delle opere del Maestro tifernate”, Lignani Marchesani se la prende con due interventi fatti nel corso dell'incontro promozionale. Quello che definisce un “irrituale ed isterico comizio politico antiberlusconiano della moglie del Presidente della Fondazione”, e quello della dirigente della Regione, dottoressa Gonnellini con il quale, a giudizio di Lignani, oltre ad “uno squallido pistolotto moralista e falsamente didascalico”, si sarebbe permessa di “censurare in pubblico un consigliere regionale”.

E proprio a proposito di questo aspetto, Lignani Marchesani “auspica da parte della dirigente “una immediata lettera di scuse”, osservando nel merito che ”certe caste burocratiche si sentono intoccabili ma è bene che comincino ad abbassare la cresta”. GC/gc


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