Regione Umbria - Assemblea legislativa


AREE CONTIGUE: “ATTO MOLTO RIDIMENSIONATO PER VOLER CONCILIARE POSIZIONI TRA LORO DIVERGENTI E INSANABILI” - MONACELLI (UDC) SULLA NORMATIVA CHE MODIFICA I VINCOLI AMBIENTALI

In sintesi

Per il capogruppo dell'Udc Sandra Monacelli, le modifiche alla normativa regionale sui vincoli nelle aree contigue ai parchi regionali dell'Umbria, votate in II Commissione consiliare, sono ridimensionate di molto, “poco più di un ordine del giorno”, nel tentativo di conciliare posizioni fra loro divergenti ed insanabili. Secondo Monacelli, invece, da diversi anni e da tutti gli schieramenti politici si chiedono solo, in particolare per il Parco di Monte Cucco, “regole meno rigide per poter sviluppare la propria economia”.

(Acs) Perugia, 21giugno 2012 – “L'atto che avrebbe dovuto indicare con chiarezza il futuro delle aree contigue ai parchi regionali, con espresso riferimento a quello circostante il Monte Cucco, alla fine esce molto ridimensionato negli effetti, a seguito delle modifiche introdotte in Seconda Commissione consiliare per mediare posizioni tra loro insanabili”.


 

Ne è convinta Sandra Monacelli, capigruppo Udc in Consiglio regionale, che afferma: “Nella fattispecie il disegno di legge approvato ieri sulle aree contigue ai parchi somiglia molto più ad un ordine del giorno che a una iniziativa legislativa. I parchi, come originariamente costituiti, hanno oggi perso molto del loro smalto iniziale, diventando per le città limitrofe, anziché un volano di sviluppo, una gabbia piena di costrizioni e di limiti che rendono insopportabile la vita alle persone e penalizzante l'esercizio di attività produttive, già duramente provate dalla crisi economica.


 

Non a caso, aggiunge il consigliere, questa grave situazione era stata avanzata in Regione da tutte le amministrazioni comunali, di ogni colore politico, delle città che sorgono a ridosso del parco naturale del Monte Cucco. Nessuno di loro chiedeva la cancellazione dei parchi, bensì regole meno rigide sia per i residenti che per poter sviluppare la propria economia. Eclatante l'esempio di Fossato di Vico, che vede tre quarti della sua area industriale sottoposta a vincolo.


 

La stessa Monacelli, dichiarandosi “dispiaciuta di rompere l'idillio costituitosi di recente in Consiglio fra maggioranza ed opposizione”, aggiunge: “Non si può restare in silenzio quando si sente stravolgere la realtà, come fa l'Idv, che parla di attacco sventato ai parchi, addirittura avendo paventato lo spauracchio della soppressione degli stessi, quando invece si trattava soltanto di permettere a quei residenti di godere degli stessi diritti degli altri cittadini italiani e, per le aziende, di poter avere lo stesso trattamento presente in altri territori. Come, sul fronte opposto, non si può vendere fumo parlando di un grande risultato ottenuto, quando invece il provvedimento risulta fortemente annacquato negli effetti, contravvenendo alle richieste dei sindaci. Tutte le decisioni sono state di fatto rimesse alla Giunta, il cui assessorato ha già avuto modo in passato di esprimersi negativamente sulle richieste avanzate dalle amministrazioni comunali interessate”.


 

Quindi, conclude Monacelli, “è stato licenziato un atto assolutamente poco incisivo, solo per una questione di equilibri politici, con i cittadini e le aziende delle aree contigue ai parchi che, molto probabilmente, non vedranno cambiare di una virgola la loro situazione attuale”. GC/gc

 


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