QUOTE ROSA: “SONO SOLO UN OMAGGIO AL POLITICAMENTE CORRETTO ED UN INSULTO ALLA DEMOCRAZIA” - LIGNANI MARCHESANI (PDL) SULLA SENTENZA DEL T.A.R. PER L'INSERIMENTO DI UNA DONNA NELLA GIUNTA COMUNALE DI ASSISI
Il consigliere regionale del PdL, Andrea Lignani Marchesani definisce le 'quote rosa' “soltanto un omaggio al politicamente corretto ed un insulto alla democrazia”. Il riferimento è alla recente sentenza del T.A.R. di Perugia sulla necessità di inserire una donna nell'Esecutivo comunale della città di Assisi. Per l'esponente del centro destra, le 'quote rosa' “invece di essere una garanzia per l’universo femminile rappresentano un’evidente distorsione, certamente non l’unica, della volontà popolare”. In riferimento alla Regione Umbria, Lignani rimarca come da dodici anni ci governi un presidente di Regione donna, che i candidati alla presidenza della Regione nell’ultima consultazione del 2010 fossero esclusivamente di sesso femminile e che l’attuale vice presidente della Giunta sia “un’attiva neo-mamma”.
(Acs) Perugia, 21 giugno 2012 - “La recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale riguardante la necessità di inserire una donna nell'Esecutivo comunale della città di Assisi, evidenza una volta di più la distorsione della volontà democratica circa le cosiddette 'quote rosa'”. Lo sostiene il consigliere regionale del PdL, Andrea Lignani Marchesani, per il quale “emerge, in modo sempre più evidente, quanto questo strumento invece di essere una garanzia per l’universo femminile sia al contrario un’evidente distorsione, certamente non l’unica, della volontà popolare. La sentenza di per se stessa ha un suo fondamento, stante le norme in vigore, ma il problema è sull’assurdità dell’esistenza stessa di dette norme”.
Lignani ribadisce nuovamente “come donne in gamba e capaci (e ce ne sono!) non abbiano bisogno di riserve indiane: è sufficiente, a tal proposito, rivolgere lo sguardo ai vertici di importanti aziende come la Rai o di importanti istituzioni economico-finanziarie sovranazionali. Al contrario – rimarca -, garantire posti per legge nei Consigli di amministrazione non garantisce il merito, ma più probabilmente l’essere cortigiane, evenienza di cui abbiamo avuto tristi manifestazioni anche nel recente passato”.
“Infine – aggiunge Lignani - venendo alla Regione Umbria e considerando anche proposte di legge che, con la cosiddetta 'preferenza di genere', intendono drogare i futuri risultati elettorali, vogliamo ricordare come da dodici anni ci governi un presidente di Regione donna, che i candidati alla presidenza della Regione nell’ultima consultazione del 2010 fossero esclusivamente di sesso femminile e che l’attuale vice presidente della Giunta (priva tra l’altro di consenso elettorale e nominata per logiche di partito) sia un’attiva neo-mamma. Siamo convinti – si domanda in conclusione Lignani - che l’altra metà del cielo, almeno in Umbria, sia così discriminata?”. RED/as