Regione Umbria - Assemblea legislativa


AREE CONTIGUE: VIA LIBERA DELLA II COMMISSIONE ALLA PROPOSTA DI LEGGE DI SMACCHI (PD), BUCONI (PSI), LIGNANI MARCHESANI (PDL) PER LA RIDEFINIZIONE DELLE ZONE VICINE AI PARCHI. VOTO CONTRARIO DI BRUTTI (IDV)

In sintesi

 

Con il solo voto contrario di Brutti, IdV) la Seconda Commissione consiliare ha dato il via libera alla proposta di legge firmata da Smacchi (PD), Buconi (Psi) e Lignani Marchesani (PdL) per la 'Ridefinizione delle aree contigue alle aree naturali protette' che modifica la legge regionale "9/'95. Al voto si è comunque arrivati dopo la presentazione di un emendamento da parte di Smacchi che toglie dal testo la parola 'soppressione' delle aree contigue lasciando soltanto quella relativa alla loro 'ridefinizione'. La modifica sostanziale al testo è stata adottata per non incorrere in una “possibile, eventuale”, impugnativa da parte della Corte Costituzionale. Non è esclusa comunque la possibilità, se le verifiche delegate al Servizio legislativo di Palazzo Cesaroni daranno esito positivo di ripresentare in  Aula, un emendamento che riporti al testo legislativo originario.   

 

(Acs) Perugia, 20 giugno 2012 -  Con un emendamento proposto da Andrea Smacchi (PD), primo firmatario della proposta di legge sulla 'Ridefinizione delle aree contigue alle aree naturali protette', votato all'unanimità, dal testo viene tolta la parola 'soppressione' delle aree  lasciando soltanto quella relativa alla loro 'ridefinizione'. Su questa base, la Seconda Commissione consiliare, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, ha dato il via libera a larghissima maggioranza, contrario soltanto Paolo Brutti (IdV), alla proposta legislativa  di modifica della legge regionale “9/’95” che aveva ricomposto  in un unico testo tre diverse ipotesi presentate in proposito, oltre che da Smacchi, anche da Massimo Buconi (Psi) e Andrea Lignani Marchesani (PdL). La modifica sostanziale al testo è stata adottata per non incorrere in una possibile, eventuale, impugnativa da parte della Corte Costituzionale. Non è esclusa comunque la possibilità, dopo approfondimenti delegati al Servizio legislazione di Palazzo Cesaroni, se daranno esito positivo, che in Aula possa essere ripresentato attraverso un emendamento il testo legislativo originario.   

 

Le modifiche alla legge regionale “9/’95” (“Tutela dell'ambiente e nuove norme i materia di aree naturali protette”), contenute nella proposta di legge in questione, così come votata oggi in Commissione, danno la possibilità alla Giunta regionale di ridefinire, entro sessanta giorni dalla nomina del presidente dell'Unione speciale dei Comuni interessati, le aree contigue alle aree naturali protette previa intesa con il soggetto gestore (Parco) e gli stessi enti locali. La Giunta regionale avvierà anche il procedimento per la ridefinizione (originariamente era prevista la soppressione) dell'area contigua all'area naturale protetta 'Parco del Monte Cucco'.

 

Sostanzialmente, se la legge avrà il via libera dal Consiglio regionale, l'Esecutivo di Palazzo Donini sarà chiamato a rivisitare i confini attuali e i relativi vincoli, propri delle aree contigue che, in modo particolare, starebbero condizionando, come gli stessi sindaci ed amministratori hanno ribadito in audizione, lo sviluppo dei comuni interessati dal Parco del Monte Cucco: Costacciaro, Fossato di Vico, Scheggia e Pascelupo, Sigillo.

 

Nel dibattito in Commissione, Brutti ha espresso il suo voto contrario perché, ha rimarcato “queste aree sono essenziali ai parchi. Bisogna eventualmente lavorare sul loro funzionamento attraverso piani qualificati. E per fare questo non è essenziale cambiare la legge vigente”. Goracci (Comunista umbro) ha giudicato l'emendamento di Smacchi “un significativo passo in avanti perché pur non prevedendo giustamente la soppressione, potranno essere recuperate le esigenze dei cittadini residenti nell'area. I parchi vanno sempre e comunque valorizzati”. Raffaele Nevi (PdL), nell'auspicare tuttavia “la soppressione dell'area contigua al Parco del Monte Cucco” ha dichiarato il voto positivo del PdL perché  “anche in questo modo rimane intatto lo spirito della legge”.  Sandra Monacelli (Udc), che ha partecipato alla riunione pur non facendo parte della Commissione, ha definito invece il provvedimento, così come licenziato “troppo semplificato. Si tratta – ha aggiunto – di una soluzione particolarmente ibrida che assomiglia più ad un Ordine del giorno consiliare che ad una specifica legge”.

Relatori in Aula saranno: di maggioranza il presidente della Commissione Gianfranco Chiacchieroni e di minoranza Paolo Brutti (IdV) avendo  espresso voto contrario. AS/as


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