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DROGA E SICUREZZA A PERUGIA: “FARE PREVENZIONE AI QUINDICENNI DELLE SCUOLE, ANCHE CON LA TESTIMONIANZA DIRETTA DI CHI DAL TUNNEL DELLA TOSSICODIPENDENZA È RIUSCITO AD LIBERARSI” - NOTA DI MARIA ROSI (PDL)

In sintesi

Maria Rosi, consigliere regionale del Pdl ritiene che per fronteggiare i due grandi problemi di Perugia, tossicodipendenza e sicurezza, sia necessario affiancare alla repressione una decisa azione di prevenzione nelle scuole, anche proponendo nelle classi le testimonianze dirette di quei giovani che sono riusciti a liberarsi dal dal terrificante tunnel della droga: mettendoli nella condizione di trasmettere il proprio calvario e di testimoniare sui danni fisici e psichici che comporta l'uso di stupefacenti.

(Acs) Perugia, 15giugno 2012 – A Perugia ci si è finalmente accorti che in città esistono due grandi problemi, la sicurezza e le morti per overdose; ma l'impressione è che si è ancora ben lontani dal volerli radicalmente affrontare e risolvere.

Lo afferma Maria Rosi, consigliere regionale del Pdl proponendo di affiancare alla necessaria repressione dello spaccio e delle varie forme di violenza, incisive azioni di prevenzione nelle scuole sull'uso delle droghe. Il consigliere suggerisce di proporre nelle classi le testimonianze dirette di quei giovani che sono riusciti a liberarsi dal terrificante tunnel della droga: mettendoli nella condizione di trasmettere il proprio calvario e di testimoniare sui danni fisici e psichici che comporta l'uso di stupefacenti.


 

Maria Rosi ritiene infatti “sconcertante che l'età per il consumo di droga sia scesa a 15 anni. Un dato che dimostra come nelle scuole non si fa sufficiente informazione sui danni provocati dalle sostanze stupefacenti. Ai ragazzi, aggiunge il consigliere, va spiegato che con l'uso della droga, pesante o leggera che sia, si perde progressivamente uno dei valori fondamentale dell'uomo: la libertà, perché chi dipende da una sostanza non agisce più in maniera libera e consapevole.”

A suo giudizio va fatto capire ai giovani che “il drogato ricorre alla droga per abolire la coscienza di sé e della realtà, una scelta che all'inizio può apparire libera ed accettabile come altre. Ma il costo di questa decisione si paga successivamente, “quando la l'insorgere della dipendenza cancellerà progressivamente ogni possibilità di scegliere in modo consapevole e responsabile; perché la dipendenza psichica (dovuta dall'uso di stupefacenti) distrugge ogni volontà e il tossicodipendente, non è più libero ma schiavo e dovrà essere aiutato per recuperare la sua libertà”.


 

Su questi pericoli, insiti nell'uso di droghe, Maria Rosi chiama in causa “i messaggi sbagliati o poco chiari della sinistra politica. A suo giudizio, invece, deve essere detto con forza che non può esistere una presunta libertà di drogarsi, proprio perché l'essere umano non ha alcun diritto di danneggiare nemmeno se stesso”. GC/gc


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