VIVAIO UMBRAFLOR: “OTTIMA INIZIATIVA DELL’ASSESSORE CECCHINI, FRUTTO DELLE NOSTRE CONTINUE SOLLECITAZIONI” - PER SMACCHI (PD) “ESISTONO LE CONDIZIONI PER COSTRUIRE UN PIANO DI RILANCIO DELL’INTERA ATTIVITÀ”
(Acs) Perugia, 13 giugno 2012 - “La discussione deve essere riportata nel merito delle questioni: esistono tutte le possibilità per costruire un piano industriale economicamente sostenibile e in grado di rilanciare l’attività di entrambi i siti, senza fughe in avanti o delibere non condivise di un consiglio di amministrazione, che peraltro opera da tempo in regime di prorogatio e andrà rinnovato a breve”. Lo afferma il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd), riferendosi “alla discussione, in atto da alcune settimane, sul riassetto di Umbraflor, vivaio di emanazione regionale con sedi a Spello e Gubbio. Un confronto teso al rilancio della struttura attraverso un’analisi preventiva delle potenzialità che offre il mercato in un periodo di crisi che colpisce anche questo settore”.
Smacchi evidenzia che “il consiglio di amministrazione di Umbraflor, in maniera unilaterale, con una propria delibera che ha visto il voto contrario del vice presidente, ha approvato un piano industriale che prefigura la dismissione della sede di Gubbio ed il conseguente potenziamento del vivaio di Spello. In questo contesto – prosegue il consigliere regionale – è da cogliere con molta positività l’iniziativa dell’assessore regionale Fernanda Cecchini, che a seguito delle nostre ripetute sollecitazioni, frutto di un costante confronto col Comune di Gubbio e con gli operatori della sede di Torraccia, ha convocato per martedì 19 giugno un tavolo di confronto per condividere le strategie per il rilancio dell’attività dell’intera struttura di Umbraflor”.
Secondo Andrea Smacchi “la salvaguardia del sito produttivo di Gubbio e, conseguentemente delle maestranze che vi operano, non dovranno essere in alcun modo essere messe in discussione: il solo pensare ad un trasferimento tout court dei quattro dipendenti a tempo determinato a 120 ore mensili, significherebbe non capire che fare 130 chilometri al giorno per poco più di 800 euro al mese è una cosa semplicemente fuori dalla realtà”. MP/mp