CULTURA: “LA TELEVISIONE DI OGGI È SOLO APPARENTEMENTE PIÙ DONNA, IN REALTÀ LA TELEVISIONE NASCE MASCHIO” - A PALAZZO CESARONI LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “OCCHI DI MASCHIO” DI DANIELA BRANCATI
Inserito nell'ambito del progetto 'Comunicazione al femminile', approvato dal Corecom Umbria e organizzato insieme al Servizio Documentazione e Istituti del Consiglio regionale, si è svolta oggi pomeriggio a Palazzo Cesaroni la presentazione del libro di Daniela Brancati 'Occhi di maschio' Le donne e la televisione in Italia. Il libro ripercorre la storia della televisione italiana, dalle prime trasmissioni del 1954 ad oggi, analizzando gli avvenimenti dal punto di vista delle donne.
(Acs) Perugia, 7 giugno 2012 - “La televisione di oggi è solo apparentemente più donna, in realtà la televisione nasce maschio, dalla testa di ingegneri uomini e dominata dagli uomini per tantissimi anni. È vero che oggi ci sono donne in posizioni di grandi responsabilità, ma non è detto che a questa responsabilità corrisponda un potere reale”. Parole della giornalista e scrittrice Daniela Brancatipronunciate nel corso della presentazione del suo volume “'Occhi di maschio' Le donne e la televisione in Italia. Una storia dal 1954 ad oggi”, che si è svolta nel pomeriggio di oggi a Palazzo Cesaroni. Un evento inserito all'interno del progetto 'Comunicazione al femminile', approvato dal Corecom Umbria e organizzato insieme al Servizio Documentazione e Istituti del Consiglio regionale.
Nel suo saluto d'apertura, la Dirigente del servizio Documentazione e Istituti del Consiglio regionale, Rosalba Iannucci ha ricordato come questa iniziativa, in sostanza, si inserisce in un quadro di valorizzazione della bibliomediateca di Palazzo Cesaroni, “sempre più volta all'esterno verso un pubblico che la apprezzi anche per le occasioni di incontro che sa offrire”.
Dopo la presentazione dell'evento, curata dal Direttore del Corriere dell'Umbria, Anna Mossuto è stato il Direttore Rai (sede regionale dell'Umbria) Patrizia Romani ad aprire la parte riservata agli interventi. Per Romani, “il periodo degli anni '80 in Rai è stato quello più ricco e denso di cambiamenti. Si cominciava ad avvicinare la concorrenza delle tv private. Da qui le donne sono riuscite a ritagliarsi molti ruoli, seppure con grande fatica, sia nella vita privata che in quella pubblica. Oggi è fuori discussione che la televisione in genere è lo specchio del Paese”.
Monia Andreani (Filosofa – Università per Stranieri di Perugia) ha rimarcato come il libro della Brancati rappresenti “una bellissima ricostruzione della presenza delle donne nella televisione italiana, dove hanno avuto un ruolo positivo di innovazione. Interessante è la parte in cui vengono approfonditi gli aspetti di mutamento del linguaggio televisivo portati dall'esperienza femminile, anche per quanto riguarda la politica”.
L'autrice del libro, Daniela Brancati ha spiegato che “il libro nasce da una doppia esperienza, quella di giornalista televisiva e di femminista. É nato circa un anno fa quando l'immagine femminile in televisione era al punto più basso, circondati dal sexygate sia in politica che in televisione con un'immagine della donna davvero deprimente. E questo non rende certamente giustizia alla conquiste che le donne hanno saputo ottenere nella nostra società. Il servizio pubblico ha ancora un senso a patto che sia il luogo dell'innovazione, il luogo della modernità, della ricerca, della sperimentazione, il luogo del bello e quello del bandire sempre e comunque la volgarità. La banalità è la madre di tutte le volgarità”.
Le conclusioni sono state di Margherita Vagaggini (Corecom Umbria). ”Quello di oggi – ha detto - è un approfondimento tra la televisione e il genere. Il nostro obiettivo, come Corecom, è la promozione della parità e questo libro rappresenta un'eccezionale opportunità per approfondire come la televisione italiana, sin dalla sua nascita, abbia influenzato in modo abbastanza negativo lo stereotipo dell'immagine della donna. Il libro parla di donne che hanno comunque fatto la storia della televisione e della società e mette in luce la grande differenza tra la realtà e l'immagine della donna. Il Corecom, sulla comunicazione istituzionale di genere, ha avviato una serie di incontri con la Regione, le Università, le Province, l'Ordine dei giornalisti, le televisioni e le radio private.
Il libro “Occhi di maschio” ripercorre la storia della televisione italiana, dalle prime trasmissioni del 1954 ad oggi, analizzando gli avvenimenti dal punto di vista delle donne. Il racconto di aneddoti ed esperienze vissute in prima persona dall'autrice consegna un quadro della televisione italiana caratterizzato dalla prevalente logica maschile, decisiva nel relegare ai margini della cultura televisiva italiana la figura della donna.
Attraverso i suoi ricordi, l'autrice sottolinea le conquiste faticosamente ottenute dalla sua generazione ma, allo stesso tempo, analizza criticamente gli errori commessi dalle donne nel percorso verso la piena emancipazione femminile. La storia della televisione italiana diventa così specchio di una società ancora dominata dal potere maschile in grado di occupare, tranne poche eccezioni, i posti di controllo della società italiana. AS/as
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