CONSIGLIO REGIONALE: “RIFORMARE L’INTERO SISTEMA PUBBLICO UMBRO PER DIFENDERE I SERVIZI E RENDERNE SOSTENIBILI I COSTI “ - LA ROAD MAP DELLE RIFORME PROPOSTA DALLA PRESIDENTE CATIUSCIA MARINI
(Acs) Perugia 6 Giugno 2012 – La seduta del Consiglio regionale, interamente dedicato al tema delle riforme, si è aperto con la comunicazione della Presidente della Giunta Catiuscia Marini. Subito dopo si è aperto il dibattito.
Catiuscia Marini (presidente Regione Umbria). “Se intendiamo salvaguardare la rete dei servizi e la qualità della risposta (in materia di sanità, assistenza alle persone, trasporto pubblico, diritto allo studio, ambiente, ecc…) è fondamentale indicare una rotta di riforme che l’intero sistema amministrativo pubblico regionale deve saper perseguire per affrontare le sfide attuali, anche in riferimento alla sostenibilità della spesa pubblica regionale.
È la prima volta che l’Ente Regione, unitamente ai Comuni e alle Province, è sottoposto ad un ampio processo di ridefinizione istituzionale in modo da fronteggiare l’emergenza economica, occupazionale e di recessione che attraversa l’Europa ed anche la nostra regione.
Lo scenario nazionale non trova riscontro nemmeno negli anni del dopoguerra”, con una caduta per il sesto anno consecutivo dei principali indici economici: dalla domanda interna, al reddito disponibile delle famiglie, che potrebbe aggravarsi negli ultimi mesi del 2012, se trova conferma l'ulteriore restringimento del credito
Scenario umbro
Anche in Umbria la crisi ha prodotto aree rilevanti di disagio sociale e sono preoccupanti gli ultimi dati sul fronte delle aziende. Il credito alle imprese quasi fermo con un –2,56% sul 2011; l'Export, cresciuto nel 2011 del 13,6 per cento è in rallentamento; Crescono del 57 per cento le ore di cassa-integrazione autorizzate; sono in flessione i consumi.
Una situazione da affrontare con una parola d'ordine Spending review, rivedere i vasti settori della spesa pubblica chenonsignifica “un indiscriminato e ideologico dimagrimento del settore, ma un suo deciso recupero di efficienza e un investimento nei settori chiave”.
Per assicurare il carattere universalistico e pubblico, in particolare nel settore cruciale della sanità, l'Umbria deve fare i conti con i tagli annunciati: meno 28 milioni di euro nel 2012, - 38 nel 2013 e – 83 nel 2014. Questo impone una serie di priorità strategiche con riforme su settori chiave a partire da un nuovo modello di sanità già nel 2012, attraverso la rimodulazione degli ambiti territoriali, delle Aziende Usl e una ridefinizione della mission delle Aziende ospedaliere.
Riordino del sistema sanitario
Riduzione delle Asl da da 4 a 2, con 2 Aziende ospedaliere a Perugia e Terni; modello organizzativo di queste ultime in stretto rapporto con l'Università su didattica e ricerca di medicina e chirurgia; forte valorizzazione delle attività di prevenzione; rete territoriale con componenti specialistiche di base per residenzialità e domiciliarità; una rete ospedaliera di media intensità organizzata in unico presidio con potenziamento del sistema di emergenza-urgenza; riconoscimento e coinvolgimento dell'associazionismo; organizzazione dipartimentale delle due Aziende ospedaliere; istituzione delle Case della salute; distretti sanitari coincidenti con ambiti territoriali-sociali per la presa presa in carico delle persone, sopratutto con problemi di cronicità; rafforzamento del ruolo degli enti locali (Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e sociosanitaria); attivazione di reti cliniche e sanitarie anche con altre istituzioni, per garantire percorsi diagnostici e terapeutici uniformi, fissazione di fabbisogni standard e costi standard regionali per superare le criticità legate ai costi del sistema.
Agenzie regionali
Puntiamo ad una “struttura unitaria per la promozione dello sviluppo economico”, un'esigenza già posta nelle dichiarazioni programmatiche e che anche nella passata legislatura è stata oggetto di semplificazione.
Sviluppumbria che ha già incorporato Centro Agroalimentare, Res, Bic Umbria, Umbria Innovazione, a seguito della liquidazione della Apt, assumerà alcuni compiti in materia di promozione turistica, in raccordo con l’operatività dell'assessorato regionale al Turismo.
Resta invariata la struttura organizzativa di Gepafin, ma sarà più operativa ed efficace sul fronte credito e confidi, recuperando valore alle garanzie prestate per assicurare l’accesso al capitale di debito da parte delle imprese.
Ict (Informazione e comunicazioni tecnologiche) dell'Umbria. Andiamo versoun nuovo polo regionale capace di aggregare tutta la domanda pubblica del territorio, puntando ad un provider pubblico operativo verso l'insieme della Comunità regionale. Una Newco che superi le attuali molteplicità di soggetti e che colleghi stabilmente mondo delle imprese e Università. Dovrà nascere dalla confluenza di tutte le società partecipate dalla Regione, (da Webred a Consorzio Sir.. etc.) e sarà al servizio di tutte le P A, comprese le Aziende sanitarie. Siamo convinti che l'Agenda digitale, rappresenti un altro obiettivo prioritario, capace di accelerare gli effetti della legge sulla semplificazione, ma anche di attivare la telemedicina e di potenziare le infrastrutture tecnologiche.
Lavori in corso sulle Riforme regionali.
“Il disegno programmatico di riforme punta a recuperare spazi di efficienza e trasparenza del servizio pubblico e ad “abbattere il pervasivo sentire comune del costo del sistema pubblico”, nella convinzione che i processi di riforma difficilmente danno risparmi immediati.
In questa legislatura, con questo obiettivo, sono state approvate già 6 leggi: Agenzia regionale unica per l'edilizia residenziale; ratifica dell'intesa con la Toscana per costituire l'Ente acque umbro toscano; semplificazione normativa dell'ordinamento regionale degli enti locali; scioglimento dell'Arusia; istituzione della Agenzia forestale regionale; Azienda unica regionale del trasporto pubblico, attiva dal 1 dicembre 2011, con la riduzione da tre bacini di traffico ad uno solo e con la previsione di servizi di trasporto urbano nei comuni con oltre 12mila abitanti;
A queste leggi, già promulgate, se ne aggiungono altre in cantiere. La soppressione della Agenzia di promozione turistica e degli Ati, “attraverso un riordino delle Autorità di ambito in materia di rifiuti e di sistema idrico”.
Stiamo lavorando ad un pacchetto di riforme del sistema pubblico regionale, “che si muove su almeno tre dimensioni: capacità di essere utile ai cittadini, qualità dell’azione amministrativa, competitività”. Provvedimenti che, “in un quadro di turbolenze ed indeterminatezze che viene dalle spinte legislative nazionali, e sotto il peso del contenimento della spesa pubblica”, puntano a, “costruire una nuova architettura istituzionale regionale, formata da enti ridotti nel numero, semplificati negli organi di governo, chiari nella propria mission, più efficienti e meno costosi”; una “novità del modello umbro” con cui “cercare di declinare la riduzione della burocrazia e la riforma istituzionale”. Va in questa direzione la legge sulla semplificazione amministrativa, concepita come riordino istituzionale e strumento per rilanciare l'economia.
Il Welfare: è il settore che più paga le difficoltà del Paese. Lo Stato sta arretrando in tutti i settoridel sociale, dalle politiche per l'infanzia alla non autosufficienza e questo ci obbliga a sopperire con il 50 per cento al taglio delle risorse. Voglio sperare che nel 2014 possano venirci incontro le politiche sociali dell'Unione Europea. Occorre però ripartire con una nuova stagione di riforme del Welfare, in un’ottica di innovazione e cambiamento, mettendo in rete associazioni, cooperazione, sistema scolastico e produttivo. Utilizzazione nell’affidamento di servizi di strumenti più efficaci, nella salvaguardia della trasparenza: concessione, nella forma dell’accreditamento e della coprogettazione.
Sappiamo che entro dicembre 2012, le Regioni dovrebbero riordinare il sistema delle Province; ma parallelamente il Senato sta discutendo la carta delle Autonomie. E' un tema rilevantissimo per noi. Entro settembre dovremmo sapere come va questa partita. Riteniamo prioritaria una riforma istituzionale complessiva su questi temi. Al momento è difficile per noi apportare un contributo in assenza di un quadro nazionale chiaro .
A fronte di questo percorso di riforme di questa Road map propongo al Consiglio regionale una seduta specifica dell'Assemblea sulle politiche di coesione nel confronto con Governo e Unione Europea, perché sulla programmazione dei fondi comunitari sono concentrate le risorse maggiori su ambiente, crescita, politiche del lavoro e coesione”. GC/gc