E-78: “TEMPI LUNGHI E TROPPE SUBORDINATE POSTE DAL MINISTRO PASSERA, MA GUAI NON CONCEDERE LA DISPONIBILITÀ PIENA DEL TERRITORIO” - LIGNANI MARCHESANI (PDL) SULLE AFFERMAZIONI DI PASSERA
Per il consigliere del Pdl Andrea Lignani Marchesani le anticipazioni del ministro Passera sulla effettiva possibilità di realizzare il tratto umbro della E-78, sono poco credibili per i tempi lunghi annunciati e per le troppo subordinazioni previste. A suo giudizio comunque, l'unico spiraglio per sbloccare l'opera sta nel “concedere senza se e senza ma la disponibilità piena del del territorio”.
(Acs) Perugia 21 maggio 2012 – Le dichiarazioni del Ministro Passera sul futuro completamento della E -78 non sono affatto rassicuranti perché collocano l'intervento troppo lontano del tempo e lo sottopongono ad eccessive subordinate. Ma l'unico spiraglio, per poter vedere in un futuro un collegamento che possa ridare ossigeno ad imprese e tessuto economico dell’Alto Tevere, sta nel concedere senza se e senza ma la disponibilità piena del del territorio.
Lo afferma Andrea Lignani Marchesani consigliere regionale del Pdl che entrando nel merito della realizzazione dell'arteria, afferma: “In pratica i cento miliardi per le grandi opere, annunciati dal super-ministro, sono divisi in tre tranche e solo le arterie immediatamente cantierabili possono accedere alla prima fetta di 27 miliardi. Per la E-78 si parla, invece del terzo intervento, previsto per il 2014/2015, quando si spera che questo governo abbia da tempo passato la mano”.
Dopo aver sottolineato le “colpe per il tempo perso in chiacchiere che hanno ritardato le progettazioni, unico lasciapassare per la cantierabilità”, Lignani afferma che, “la E-78, per per accedere ai finanziamenti annunciati dal Ministro dovrebbe entrare nella rete di strade di interesse dell’Unione e far parte del “Corridoio europeo Barcellona-Kiev”, con l’adesione tutt’altro che scontata delle nazioni interessate.
Per rientrare in questo parametro, osserva il consigliere, è evidente la necessità, sia di una forte autorevolezza che di una costante azione diplomatica da parte del Governo italiano, che oggi sembra francamente mancare, soprattutto nei confronti dell’Est Europa. Perché se non si fa parte di un 'corridoio', non si può accedere ai project bond (obbligazioni emesse a copertura dei costi) e la realizzazione della strada tramonta. A questo si aggiunga la volontà delle imprese private che dovrebbero contribuire all'opera (si parla di un colosso austriaco come capofila) di voler incidere sui tracciati, limitando al massimo le spese e conseguentemente gallerie e raccordi.
In questa precaria situazione, conclude Lignani Marchesani, “è evidente che la funzione dei comitati locali è solamente quella di dare ulteriori alibi al Governo per non costruire consenso europeo per la concreta realizzazione della E-78” . GC/gc