POLITICA: “PRIMATO DELL'UMBRIA NELLE CONSULENZE ESTERNE” - ROSI (PDL): “E' IL VECCHIO MODO DI FARE POLITICA, MA BISOGNA GUARDARE OLTRE IL PROPRIO ORTICELLO”
Secondo Maria Rosi (Pdl) l'incremento del 45 per cento delle consulenze esterne è l'emblema del vecchio modo di fare politica mentre servono idee nuove e azioni coerenti che non lascino ai margini famiglia, giovani e imprese.
(Acs) Perugia, 7 maggio 0212 - “Nell'Umbria virtuosa al contrario spicca il nuovo primato negativo delle consulenze, che vede la nostra regione con il più alto incremento d'Italia: più 45 per cento. I nostri amministratori hanno venduto ai cittadini la favoletta che non si è potuto adeguatamente aiutare le famiglie, le imprese e i commercianti a causa dei tagli operati dal Governo nazionale, ma intanto hanno investito parte cospicua delle risorse regionali in consulenze esterne a beneficio dei soliti amici portatori di voti”. Questo il commento di Maria Rosi (Pdl) alle ultime rilevazioni pubblicate dagli organi di stampa in materia di spesa pubblica.
“Purtroppo questa è – continua Maria Rosi - l'ennesima dimostrazione di come funzioni male il sistema Umbria, di come agiscano i nostri amministratori, i quali non pensano al bene dei cittadini né a risollevare la nostra regione, quanto piuttosto ad aumentare i loro clienti. L'Umbria è tra le prime regioni per numero di dipendenti pubblici, e proprio per questo non dovrebbe avere bisogno di consulenti esterni, visto che abbiamo già assunto esperti in ogni settore. Se prendiamo, ad esempio, la consulenza di 27mila euro per un esperto che metta in sicurezza la caccia al cinghiale, la prima cosa che mi chiedo è: perché non utilizziamo le associazioni venatorie esistenti sul territorio, che hanno dichiarato più volte di voler collaborare, senza voler incidere sul bilancio regionale?”.
“Oggi più che mai, con la crisi che incalza sempre di più, è necessario – secondo Rosi - che la politica smetta di pensare a coltivare solo il proprio orticello, faccia un salto di qualità e cominci a razionalizzare le spese e le risorse per indirizzarle verso quelli che sono i veri punti cardine della nostra società: famiglia, giovani e imprese. Auspico che al più presto l'Umbria possa vivere una nuova stagione politica, fatta di azioni diverse che scaturiscano da idee nuove, che è quello che si aspetta la gente da chi amministra la cosa pubblica, mentre finora le azioni intraprese hanno prodotto scarsi risultati, nonostante l'incremento delle consulenze, che sono il vecchio modo di fare politica, basato sul controllo e sulla conservazione. Si parla tanto, ma non si ha mai il coraggio di dare seguito alle parole attraverso azioni coerenti con quello che si è detto. Dunque – conclude - la politica deve recuperare credibilità e consolidare il proprio ruolo attraverso azioni più efficaci ma, al tempo stesso, deve saper coltivare un'idea di futuro, abbandonando una gestione della cosa pubblica che non riesce a vedere più in là dei cinque anni di legislatura che vengono concessi agli amministratori”. RED/pg