GUBBIO: “SALVAGUARDARE LA CHIESA DI S. CROCE DELLA FOCE, UN VALORE STORICO, ARTISTICO E RELIGIOSO INESTIMABILE” - SMACCHI (PD): “CON LA PRESIDENTE MARINI VALUTEREMO LA POSSIBILITÀ DI INTERVENTI ANCHE PER STRALCI”
Il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) denuncia lo stato di grave degrado in cui versa la chiesa di Santa Croce della Foce a Gubbio, lesionata dal terremoto del 1997. Smacchi, dopo un sopralluogo, annuncia di aver informato la presidente della Giunta, per condividere “un percorso che possa portare in tempi ragionevoli ad una risoluzione del problema, cercando magari, per stralci, di destinare parte delle risorse dei fondi Fas per la ristrutturazione completa della chiesa”.
(Acs) Perugia, 13 aprile 2012 - “Nei giorni scorsi, insieme ai responsabili della Curia vescovile di Gubbio ed al Priore della venerabile confraternita di Santa Croce della Foce, ho fatto visita alla omonima chiesa constatando, oltre al valore inestimabile delle opere in essa contenute, anche un pericolo reale per la stabilità di una parte dell’immobile a seguito degli eventi sismici del 1997”. Così in una nota il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd).
L'esponente del Partito democratico spiega che “la chiesa, fu inserita nel Piano integrato di recupero (Pir) 'Santa Lucia' dal Comune di Gubbio all’Unità minima di intervento n.6, ma per una serie di disguidi nel corso delle procedure tecnico – burocratiche, tale immobile è rimasto fuori da ogni finanziamento, tanto che, lo spanciamento del muro rivolto sul torrente Camignano, ha provocato anche il distaccamento di un solaio della sagrestia, rendendola di fatto inagibile. Con delibera – aggiunge - n. 82/2010 la Giunta comunale di Gubbio riconosceva le proprie carenze nell’iter burocratico della pratica ed invitava la Regione ad intervenire sull’immobile, parte del quale gravemente lesionato”.
Andrea Smacchi ricorda che “la chiesa di Santa Croce della Foce venne inserita nel Pir con un importo presunto dei lavori pari ad allora 800 milioni di lire, con l’unica pregiudiziale che i lavori avrebbero dovuto avere inizio solo dopo la messa in sicurezza delle rocce sovrastanti, lavori eseguiti ormai da tempo. Stante l’importanza storica, religiosa ed artistica dell’immobile – conclude il consigliere regionale - ho ritenuto necessario condividere con la presidente della Giunta regionale, anch’essa informata sulla gravità della situazione, un percorso che possa portare in tempi ragionevoli ad una risoluzione del problema, cercando magari per stralci, di destinare parte delle risorse dei fondi Fas per la ristrutturazione completa della chiesa”. RED/mp